Fanfiction

Acquerello (rating arancione !!!)

Forse sono un po’ lesbica, ma mi saresti piaciuta, davvero”.
E quando Mitsuko lo ha detto ha sentito un brivido lungo la schiena.
Quando la stella dell’atletica ha iniziato a correre, nella mente le si è formata un’immagine luminosa e chiara, quasi come un dipinto ad acquerello, chiaro e luminoso come il cielo di primavera.
Per un secondo – uno solo, mentre cammina verso la fine del bosco- ha sentito il sole sulla pelle, ha visto il giardino della loro scuola media e poi Takako.
Glielo ha detto:”Sei così orgogliosa, non temi nessuno…”
Forse sarebbe persino potuto accadere che allungando una mano verso i capelli scuri e tinti dell’altra- lo erano come le fiamme, vividi e ardenti e nella sua mente non ha le mani impregnate di sangue e cervella, è solo Takako- per scostarglieli dal viso pallido e magari avrebbe persino potuto darle un rapido bacio standole così vicino da sentirne il profumo fresco, tenendola stretta a se così forte da sentirne i muscoli scattanti e il corpo tonico premuti contro il suo, che di certo non si sarebbe opposto.
E tutto per vedere fino a che punto la giovane atleta avrebbe dimostrato di non temerla, per vedere sino a quando i suoi occhi avrebbero brillato come l’ossidiana esposta al fuoco.
Sarebbe potuta persino essere felice, cosa che non era mai stata poiché non c’era mai stato nessuno alla sua altezza, però ora che c’è…
Alza la pistola e il suo dito si muove senza nessuna difficoltà o ripensamento.
L’acquerello si dipinge di rosso, la tela è squarciata.
Non può permettersi di esitare,di pensare che ci sia qualcosa di diverso dal Programma sinché non è finito.
A quanto pare la felicità non è prevista nella sua vita.
Mitsuko alza lo sguardo velato di sangue verso il cielo luminoso e s’incammina alla ricerca della prossima incauta vittima.
Senza rendersene conto, le sfugge una piccola lacrima invisibile e non voluta che le scorre lungo la guancia.
“Non lo saprà nessuno… “ le scappa una risatina glaciale, senza gioia:” nessuno deve sapere che può… succedermi questo”.
Prende il rompighiaccio della coetanea e passandole di fianco le chiude gli occhi.
L’amore è come i fantasmi: nessuno lo vede ma tutti sanno che esiste.
E ora che, Takako, sei un fantasma e ti ho veduta solo io diventarlo, so che quello di cui parlano tutti- quell’insulsa cosa chiamata amore- esiste ma è defunta, qui.
E’ defunta come te, me e le belle parole.
Non ci si può ribellare, non c’è fuga dall’orrore e tu a causa mia sei rimasta intrappolata qui.
Io tornerò, tu no.
O forse sì, tornerai nei miei incubi?Nei miei ricordi?
Ti aspetterò e ti accoglierò con gioia, anche se non so cosa sia questa oppressione che mi costringe a faticare per muovermi e arrivare alla fine.
Magari tu avresti potuto spiegarmelo, io non avrei capito – o finto di non capire- e la vita avrebbe ripreso il suo corso normale.
Tu col cuore che sanguina, io col cuore che sanguina e il mondo che guarda, crudele e indifferente.
Quindi, forse è meglio che sia successo qui.
Qui, col mondo che guarda, i cuori che sanguinano.
E per una volta, non sono solo i nostri.

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