Fanfiction

De Luna Calante et Crescente (rating arancione !!!)

É cominciato tutto una sciagurata sera in cui s’è trovata, ancora, a cenare in solitudine.
Senza suo marito.
E ha accettato di farsi imboccare dalla strega,una donna dai lunghi capelli neri e gli occhi bicolore che le siede
di fronte con eleganza e… Lascivia? Possibile che qualunque azione compia riesce a essere sensuale?
I capelli ondulati le si sono infilati in bocca sino quasi a soffocarla, lasciando cadere nel suo cavo orale del
salmone, Mika é rimasta immobile.
Un anno di solitudine, travolta dal dolore e circondata dallo spietato freddo del Nord sono fattori che possono
spingerti ad accettare e scambiare un gesto di perfidia per uno affettuoso.
L’ha vista sorridere compiaciuta a quel segno d’arrendevolezza.
Sa bene che la osserva ogni minuto e ogni momento per ordine di Kira, senza lasciarle la minima occasione,
come si converrebbe a una sposa, di riservatezza.
E la disturba il modo in cui quel demonio la tocca, senza decenza,pudore o dubbio.
Ha sempre paura che possa perdere il controllo e strangolarla con le lunghe ciocche corvine che si dipartono
dal suo capo.
Demone volpe, donna ragno.
Ogni volta che le mani volgarmente pittate di quella donna si posano su di lei sente la pelle ardere.
Si spoglia del kimono con mosse faticose e si infila sotto le coperte del futon, sapendo bene d’essere
sorvegliata.
Apre le gambe e inizia, rievocando le sensazioni scatenate dalla strega, a toccarsi.
Palpa il proprio seno, si pizzica e sfrega i capezzoli e cede agli istinti più bassi soffocando nel futon baci che NON
desidera e infilando dentro di sé dita che immagina gelide e che pure sarebbero in grado di soddisfarla.
Le spinte si susseguono a una velocitá sempre maggiore, la principessa mantiene gli occhi ben aperti e rivolti
al soffitto, ha ben sentito entrare la sua carceriera,sa che la sta osservando.
Viene, sentendosi sporca.
Si volta e piange finendo per addormentarsi.
Il giorno successivo la sua aguzzina compare durante il bagno alle terme.
É piacevolmente immersa nell’acqua calda quando compare di fronte a lei la donna dagli occhi bicolori.
Si rifiuta di dire alcunché, le ancelle affidatele scompaiono alla velocitá della luce.
Continua a sfregare la propria pelle nel silenzio più assoluto, quando la mano nivea della … Concubina? Si
posa sulla sua schiena compiendo dei piccoli movimenti circolari con le dita.
“Tu…mi desideri?” chiede.
Un airone che passeggiasse sulla neve in quel momento sarebbe risultato rumoroso.
“E ció ti fa sentire impura” conclude “Sei qui, da sola, lontana dall’uomo che ami,un morto che cammina,
spaventata e addolorata e… temi per la tua purezza” .
Sembra quasi che voglia offenderla.
“Solo chi é puro puó preoccuparsi d’esser corrotto e voi siete l’essenza di ció che io disprezzo: lascivia,
corruzione, ambizione, vigliaccheria”sibila la principessa senza voltarsi.
“La tua purezza impedisce al mio signore di perseguire i suoi obiettivi, pare sia irredimibilmente attratto dalla
tua persona”.
Mika non dice nulla e si ritira nelle sue stanze.
Venti e più giorni dopo di digiuno,alimentata solo da té,acqua zuccherata e succhi di frutta, accetta ancora
un boccone di cibo da quella demone, che glielo lascia cadere in bocca con i gesti misurati di una geisha e
l’erotismo di un amante.
E la notte si punisce piangendo e ferendosi, senza provare disperazione sufficiente per uccidersi.
La volpe la sorprende anche quella volta scoprendo con una zampa i polsi della novella sposa e leccando la
serenitá di cui ho bisogno per resistere”.
La voce cantilenante della strega le rimbomba nella testa.
“Ve lo impedirei a ogni costo”
Lo sa bene.
“Come fai a ignorare il mondo? Cosa ti smuove? Cosa AMI?!” ringhia furiosa la giovane piantando le unghie
nel proprio braccio e gli occhi accesi dsall’ira.
Non ha mai amato nessuno.
Non le importa niente di nessuno (se non di Kai, se non di soddisfare Kira).
“Di quello che amavo ho perso tutto per colpa degli uomini che ci hanno cacciati dalla nostra terra perché
pericolosi, crudeli, sbagliati”.
“Non hai mai fatto molto per smentire questa fama entrando nei giochi di potere degli uomini…”
Cosa sa davvero quella sciocca ragazzina?
“Eppure sono qui a salvarvi dal baratro ogni volta”
“Te lo ordinano” replica Mika acquistando un poco di sicurezza.
“Potrei disobbedire”
“A me non pare”.
La inchioda contro il muro della casa dietro di loro.
“Sei fortunata che il mio signore mi abbia imposto di non toccarti”.
La lascia e la mora rientra.
Sono mesi che non fa altro che mangiare, danzare e dormire.
Otto, ormai.
Il novilunio é la stagione di caccia dei demoni, la volpe vorrebbe uscire dal palazzo ma sa che se lasciasse da
sola la nigen potrebbe fare sciocchezze.
Osservarla, studiarla e custodirla più che ordini sono ormai una soffocante ossessione.
La sente piangere e in forma volpina si porta all’altezza del suo viso.
Lecca una delle guance delicatamente imbellettate, Mika si volta e lei le sale sulla pancia restando a fissarla
con quegli inquietanti occhi bicolore.
Mika prende in braccio la volpe con gentilezza e scoppia di nuovo in singhiozzi tenendola stretta al petto.
La demonessa non aveva fatto caso al calore della pelle della principessa, al profumo che emana, alla
delicatezza e misura delle sue mani.
Quelle braccia sono sicuro rifugio nei giorni di assenza del signore e.nelle notti di novilunio in cui va ad
accuciarsi fra le sue braccia col pelo impiastricciato di sangue animale diventa abitudine.
Ha scoperto il calore.
Un giorno questa abitudine si interrompe e il demone ricompare solo una notte di plenilunio, svegliando
la principessa, la cui mente registra appena il peso poggiato sopra di lei quando spalanca gli occhi per la
sorpresa.
Vagamente il corpo di Mika oppone resistenza alla voce cantilenante della creatura che le propone di
uccidersi, che la odia per averle ricordato il proprio status di prigioniera.
Almeno lei, umana, poteva morire.
Le sta cantando qualcosa con la voce musicale e limpida, in toni ironici, sulle lezioni da sapere per giacere
con un uomo.
Le sta bloccando i polsi e le gambe tracciando con un pugnale delle linee che le mozzano il respiro.
“Preferirei dividere il letto con voi piuttosto che con Kira!”risponde all’ennesima prkvocazione verbale.
Ghigna, la furba volpe, mentre si china a baciarle una scapola con un:”Come la mia signora desidera”, che
suona tanto come una bestemmia.
Un sospiro.
La scia di baci umidi prosegue tirando la pelle delicata di collo e seno, i sospiri si fanno sempre più
ravvicinati e diventano veri e propri ansiti quando la strega, dopo essersi spogliata ritorna su di lei facendo
strusciare i loro bacini.
Le succhia un capezzolo con quelle labbra impure che la macchiano di rosso, le sue gambe si aprono per
accogliere quelle della donna-ragno, che passa non ricorda bene come dal torace all’ombelico e poi all’interno
coscia.
Lì, la ferma.
“Qualcuno ora é timido?” ora gli occhi azzurro e verde sono due pozze liquide di piacere.
Mika inverte i ruoli passando sopra di lei e sciogliendosi i capelli lunghissimi.
Chiede silenzio con un dito sulle labbra della partner.
Voglio farlo io” mormora abbasando il bel volto fra le cosce della strega, il cui sesso giá stillava umori ma
senza darle soddisfazione.
Con le dita fra i capelli della maga le bacia il bassoventre e poi infila la lingua fra le grandi labbra
cominciando a muoverla.
La strega le tiene la testa là, completamente obnubilata dal piacere spinge il proprio pube contro il volto di
Mika che, succhiando il clitoride della compagna le procura l’orgasmo.
Non le importa lo sporcarsi, ora la creatura volpina infila due dita dentro facendola inarcare e quasi urlare.
Le muove prima circolarmente, poi dentro e fuori sino a quando non sente la principessa tremare per il piacere
e invocare il suo nome.
Ha gli occhi persi in quelli dell’umana di Aku, offuscati dalla libidine e li osserva poi chiudersi al
sopraggiungere dell’orgasmo.
Viene convocata una concubina di Kira per sostituire il futon mentre si concedono un bagno.
Nella vasca termale i muscoli contratti trovano distensione, gli animi afflitti un momento di quiete.
Mika deve riconoscere che quella infida maga le fa una profonda pietá: per invidiare la sua condizione devi
essere davvero sola, devi aver perso tutto, persino te stessa.
Lei é stata cresciuta per diventare fortezza, rifugio dei deboli e ristoro dei viandanti indifesi.
Aku.
Una lacrima sfugge dalle ciglia scure e la sua aguzzina pare sentirlo, perchè le si avvicina posandole una
mano aperta sulla schiena.
Conforto?
Non é quello che é nata per gestire.
Dovrebbe far semplicemente sbocciare il desiderio e poi usarlo per distruggere i suoi nemici come ha sempre
fatto.
Ora non può.
La sua natura può essere mutata a tal punto nel volgere di cosí poche lune?
Lo scadere del periodo di lutto é vicinissimo e deve prepararsi per i ronin.
Scosta i capelli della nigen e le lascia un bacio sul collo.
“Tenta di non ammazzarti mentre sono via”.
Cenno del capo, si rialza di nuovo il freddo che ha oppresso Mika sin dal suo arrivo.
Tre giorni e ritorna.
Due giorni e il lutto sarebbe finito! Dov’é Kai? Perché ci mette tanto a salvarla?
Una cupa notte caliginosa pare che tutto finisca.
Fugge , Kira la strattona per le stanze del palazzo sino a quando non sente un peso nella manica del kimono.
“Non ammazzarti”.
Pugnala il suo futuro marito e fugge nella piazza principale.
Kai! Lo abbraccia sconvolta e la sua stretta sicura la fa sentire protetta.
Compare ancora lei, la guarda dritto negli occhi: sapevano entrambe che quel momento sarebbe arrivato.
Nessun rimpianto.
Ognuno ha il proprio modo di espiare una colpa.
Kai ora é a prendere i cavalli,lei osserva la sua carceriera riversa nella neve e nel sangue.
Si china e le chiude gli occhi adesso ciechi, poi monta a cavallo con il samurai.
Non si sente pronta ad affrontare altro dolore, non ancora.
Dopo una settimana lo shogun fa il suo secondo ingresso ad Aku per pronunciare una sentenza di seppuku a
cui nessuno puó opporsi,nemmeno lei che ha preso il posto di suo padre alla guida del feudo.
Sa bene che se lo facesse priverebbe la sua cittá e quegli uomini di onore e rispetto, cose che si sono tanto
onestamente e faticosamente guadagnati.
Quel giorno mediterá a lungo sfilando dal kimono la boccetta di liquido bianco.
Fa male stare al mondo senza il proprio padre, l’uomo che si ama e senza un amico.
Kai.
Che dolore, che liberazione sarebbe morire!
Una volpe bianca con il candido fianco squarciato da una freccia si accascia davanti a lei.
Butta via il veleno e chiama due ancelle impartendo istruzioni perché la curino.
“Ti sei salvata” dice solo all’animale, che fa un piccolo cenno del capo.
Mika sospira.
“Non dirmi che ho fermato la principessina dall’ennesimo temtativo di ammazzarsi”.
“Avrei dovuto sacrificarmi anche io”mormora accarezzando il pelo dell’animale che le posa il muso in grembo
cercando un contatto maggiore.
“Ora capisci perche ritengo ipocrita chiedere a un uomo che dalla vita nulla ha mai avuto di rinunciare a
essa?”.
“Perché é vivere coi propri demoni accanto la più alta e dolorosa forma di seppuku”.
La creatura pare soddisfatta della risposta.
Da quel giorno, in Giappone circolano due leggende: quella dei venerabilissimi quarantasette ronin e quella
della principessa Mika, nubile e vergine sino alla morte, ma accompagnata sino alla tomba da una volpe dagli
occhi bicolore, da quel momento simbolo di Aku.
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