Fanfiction

First last mistakes

Se avesse potuto quella sera stessa il detective Kogoro Mouri si sarebbe sbronzato perchè un semplice tocco, uno sfiorarsi innocente e ben motivato ha riportato alla luce il piú grande errore,l’assoluto, il principe degli errori, il peccato che ha scatenato per la prima volta l’ira e la delusione di Eri.
Da quel momento non si sono parlati una settimana, poi le cose sono precipitate coi primi debiti.
Chissá che fine ha fatto quel ragazzo che in gioventú è stato per lui rovina.
Fortunatamente non puó soffermarsi a pensare troppo a ció che è stato, deve concentrarsi e dare il proprio contributo all’indagine su Kaito Kid.
Corruga la fronte,s’affanna e si impegna il detective piú famoso come Goro l’addormentato che come “bravo detective”.
La realtá è che è un mediocre e forse nel profondo lo sa anche lui.
Respira forte stringendosi la radice del naso e riprende a studiare minuziosamente acquario e animali al suo interno sperando di trovare anche il piú piccolo indizio.
Il “complimenti Kogoro!” che gli dice l’ispettore Nakamori gli fa brillare gli occhi come non dovrebbe e battere il cuore per la gioia.
Sa che non deve accadere e si odia quando succede.
Tornato a casa, fortunatamente solo, sente il cavallo dei pantaloni davvero troppo stretto.
Altrettanto fortunatamente la bottiglia di sakè fredda nel frigo lasciata da Ran gli terrá compagnia in quella solitaria serata e notte.
Lui, la sua mano, il vino e quel pensiero, che si è scoperto sin troppo in grado di elaborare come uno Sherlock qualsiasi fa con una prova.
Prova viziosa, seducente e inevitabilmente fatale, come un ultimo battito di cuore prima di abbandonarsi al piacere, prima di essere dichiarato -ancora- ozioso colpevole dei suoi mali.
Come il “buonanotte,Goro” che sogna ancora sussurrato al suo orecchio gli ricorda che deve davvero smetterla di sognare.
Ha deciso che dopo Eri non avrebbe avuto più nessuno perché l’amava e almeno quella promessa avrebbe voluto mantenerla.
Così, per provare a se stesso di essere un po’ diverso dallo sciocco che riesce sempre a risultare.
Però ci riesce solo con  Nakamori.
Che ha gli occhi scuri e forti.
Che ha la pelle ispida per la barba sfatta.
Che sudato dopo l’amplesso si appoggia a lui e così s’addormenta.
E si sveglia, irritato dal suono della voce di un detective più che brillante, piccolo e molto, molto pronto.
Forse ha davvero immaginato tutto.
Ma una bottiglia di sake vuota troneggia sul tavolo insieme a una cravatta.
E’ blu.
Lui non indossa mai cravatte blu, solo nere.
Ride e la getta dalla finestra, anche per quella volta può dire di non aver nulla da nascondere.
Ha già fatto sparire tutte le prove come il migliore dei criminali.
E’ buffo: come investigatore è uno schifo, magari cambiando carriera ci avrebbe messo di meno a entrare nella mente di Nakamori come quel Kid era riuscito a fare…

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