Fanfiction

Half Monster

Notare come combatte,come si destreggia nell’evitare o parare gli attacchi più disparati l’ha sempre ammaliato, affascinato, appassionato.
Gli ha sempre fatto sentire un piccolo tuffo al cuore quel sorriso gelido, quell’espressione spesso indifferente alternata a istanti in cui i suoi occhi sembrano ardere come carbonella.
E Hiro vorrebbe che quegli istanti durassero un tempo infinito, imprecisato come può esserlo la temperatura di un raggio di sole.
La Principessa è bionda, forte e intelligente, valorosa e leale come un cavaliere senza macchia o paura.
Hiro però non riesce a non sobbalzare quando in un combattimento gli impartisce un ordine con quel ghigno strano, quando fa qualche follia che la porta sempre e inevitabilmente a salvare la vita di tutti.
Il fatto che Hiroimi sia attratto e perso per quella strana fanciulla bionda dallo sguardo malinconico e il
sorriso sadico è certamente un segno della sua scarsa sanità mentale.
Ma in fondo,Hiro è morto molto tempo fa,è stato seppellito insieme a buona parte del dolore che da vivo ciascuno prova.
La morte cancella tutto, tutto tranne la paura.
La paura è un’emozione che provi in molte situazioni:quando combatti, quando fuggi, quando piangi e persino quando ami.
Princess gli si avvicina con le mani ancora sporche del sangue dell’ultimo lupo ucciso e passandogli di fianco lo urta.
E’ come sentirsi urtare le gambe dal muso di un felino:ti aspetti un contatto magari brusco,magari fastidioso e quando il gatto se ne va resti sempre un po’ spiazzato.
Quando sei vivo impari che gli urti fanno male, lo impari presto e ti resta impresso nel DNA: se avviene il contrario,ne resti invariabilmente sorpreso.
“Hiro,andiamo!”
Ah,è sua sorella che è già in macchina e lo sta chiamando.
Sente gli occhi sanguigni di Lilianne addosso,a scannerizzarlo come se fosse un animaletto piuttosto buffo e lei un curioso scienziato che deve studiarlo.
Se avesse potuto sarebbe morto, pur di non dover più sentire quello sguardo addosso.
Forse,l’abbraccio nero e porpora della morte gli faceva seriamente paura.
Il suo abbraccio.
Mentre si avvia meccanicamente verso l’automezzo,gli torna in mente quando la vide con espressione assolutamente indifferente squartare e triturare un uomo con l’ausilio di un martello pneumatico.
La seconda cosa che gli torna in mente, mentre si siede di fianco alla sorella, è come lei sapesse cambiare talmente velocemente da sembrare schizofrenica.
Schizofrenica o semplicemente un mostro, che poi è semplicemente ciò che è nel sangue
E non appena le rivolge la parola, il suo cuore perde un battito.
Per due motivi:c’era la cosa più ovvia, cioè che Lilianne gli faceva seriamente paura, ma quel mostro era
pieno di fascino, quel mostro era splendido come una giornata luminosa dopo i grigi cieli di ottobre.
E lo sarebbe rimasto sempre.

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