Fanfiction

Meet me in Diagon Alley

Insomma, quest’anno avrai bisogno di una divisa scolastica nuova, Draco! Dobbiamo andare da Madama McClan…” sentenzia Narcissa Malfoy studiando con aria critica il figlio.
“Ci posso andare da solo, madre. Voi godetevi pure un buon giro per i negozi”. dice Draco sparendo per le vie di Diagon Alley col portafoglio pieno dei galeoni necessari per le sue spese.

Svolta ad un paio d’incroci e passando di fianco al Ghirigoro nota con sommo disgusto quella matta bionda con gli orecchini a ravanello: la Lovegood.

Con quegli occhi grigi, gli abiti in perenne disordine e il solito sguardo vacuo.

“Ciao, Draco.” gli dice con la sua voce leggera e flautata.

Fa’ finta di niente, ignorala, lei non esiste, è un brutto sogno…

“Uhm, Lovegood.”mugugna il biondo.

Questi sì che sono sforzi di socialità, eh? Perlomeno non l’hai chiamata Lunatica.

Cerando di ignorare i suoi pensieri Draco abbozza un sorriso: generalmente non ama esser squadrato, ma nessuno l’ha mai guardato così.
Gli piace.

“Che cosa vuoi,Lunatica? Non ho certo tutto il tempo dell’Universo!” esclama irritato, rompendo il silenzio che s’era venuto a creare tra loro.

D’accordo, ritiro tutto.

Ma la Corvonero non sembra alterarsi e replica tranquillamente: “Sono venuta a comprare il materiale scolastico con mio padre, è seduto al bistrot qui dietro l’angolo”. spiega, giocando distrattamente con i tappi di Burrobirra che ha appeso al collo e guardando oltre la spalla del Serpeverde, il quale segue immediatamente la direzione del suo sguardo, perplesso.

“Cosa cavolo c’è, Lunatica?” scatta spazientito lui.

“Mi sembrava di aver notato un Gorgosprizzo, ma forse mi sono sbagliata.”

Luna torna a studiare il volto del giovane Malfoy e vi passa un dito sopra, proprio sullo zigomo, con delicatezza.

“Cosa…”

“Avevi un segno nero sulla faccia”. risponde lei, sorridendogli gentilmente e voltandosi per tornare dal padre.

Quel giorno, a Diagon Alley deve essersi preso un colpo di sole in piena regola.

Insomma, ha le guance che scottano e si sta mordicchiando il labbro inferiore, indeciso.
Prende un respiro profondo e raggiunge la bionda.

“Senti, vuoi bere qualcosa con me?”

La studentessa gli sorride e fa un cenno affermativo.

Insomma, scottava parecchio.

Per la prima volta in vita sua sta sperimentando l’imbarazzo.

*

“Chi era quella ragazza con cui parlavi? Non di certo una purosangue.”

“Non è importante, mamma.” risponde lui affrettando il passo.

“E come mai ti tocchi una guancia?”chiede la signora Malfoy rivolgendosi al figlio in tono critico.

“Non è importante, mamma.” la rassicura proseguendo verso la loro meta successiva.

“Oh, ecco i Greengrass.” annuncia poi Narcissa, salutando con un gesto appena accennato la famiglia.

Draco studia le sue due compagne di scuola e per di più Serpeverdi, provando a essere spontaneo ed educato.

Appena gli viene rivolta la prima domanda dai genitori sfodera il suo sarcasmo per rispondere, rendendosi conto di aver la testa totalmente da un’altra parte: s’è appena ricordato un dettaglio molto importante.

Non è sporco e non lo era al momento del suo incontro con la stramboide bionda!

“Devi imparare a essere più educato.”

Draco è visibilmente distratto: insomma, nel suo razionale mondo opportunistico e snob, un gesto disinteressato gli risulta incomprensibile.

“Mi scuso, madre.” replica il biondo.

“Sembra che tu non mi stia ascoltando.” nota Narcissa, che sa riconoscere al volo gli atteggiamenti di suo ma che questa volta non ne intuisce la causa.

“Mi scuso di nuovo, madre.” ripete lui.

“Cosa ti turba, tesoro mio?” chiede, guardandolo dritto negli occhi.

Per un ragazzo come lui non è certamente facile mettere in discussione un’educazione che gli ha fatto comodo per molti anni di scuola e guadagnare rispetto.

“Ecco… Perché qualcuno dovrebbe pulirti la faccia, anche se non sei sporco?”domanda senza alcun apparente segno di nervosismo, ma con un accenno d’ emozione captata solo da Narcissa che lo conosce molto bene.

“Pulire il viso a qualcuno è un gesto generoso e tenero, un segno d’affetto. È sintomo di voler superare l’ apparenza.”spiega, mentre si siede per terminare alcune lettere dall’aria particolarmente importante a giudicare dai timbri che vi sta apponendo in calce.

“Ma ora ti vorrei parlare come donna, se me lo consenti.” inizia, fissando un paio di rotoli alla zampa del loro gufo, “I sentimenti sono una cosa bellissima, che può letteralmente sconvolgere l’esistenza di una persona, e vorrei davvero che tu possa goderne appieno al di là della tua famiglia.” prosegue, avvicinandosi alla finestra per far spiccare il volo all’animale. “C’è un solo consiglio che posso darti, però: conservali nel tuo cuore, sono l’unica cosa troppo preziosa per essere custodita da una camera blindata o per essere comprati dal denaro e dal potere.”

“Questo è perchè io non posso permettermeli, giusto?”

“Nessuno qui se li può permettere, questa è la realtà.”conclude stancamente uscendo dalla stanza. “Sarebbe come pretendere di comprare la luce della luna.”

Crack, fanon o canon? Slash, Het, Threesome? GOD SAVE THE SHIP! I ♥ Shipping è un’idea del « Collection of Starlight, » said Mr Fanfiction Contest, « since 01.06.08 »

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