Fanfiction

Prendimi le mani

Quella mattina Luna Lovegood s’è alzata molto presto ed è uscita, fermandosi silenziosa sull’uscio del rifugio a godersi lo sciabordare del mare e il cielo che si tinge di rosa e azzurro, ad occhi chiusi.
“Ehy”.
La ragazza non sussulta nemmeno per la presenza alle sue spalle, sa che in quella casa non ci sono altro che amici.
“Da quanto sei in piedi?”
“I babbani sono convinti che questi proteggano dal male”. mormora la bionda prendendo in mano uno dei tanti campanellini argentati appesi all’ingresso.
Bill la supera e ne afferra uno tra le mani, studiandolo.
“Io ne apprezzo il suono, dal male mi proteggo da solo.”
La Lovegood annuisce, persa un po’ nei suoi pensieri:”Questo è il suono che ha la voce delle fate quando cantano sotto la luna, lo sapevi?”
Il rosso sorride ignorando il fatto che le fate avevan certamente di meglio da fare che stare sotto la luna a far bagordi e si limita ad annuire, contento del fatto di aver strappato altre due parole a quella ragazza per lui tanto misteriosa.
E ogni mistero va svelato, no?Anche se si nasconde dietro una cascata di capelli biondi e due occhi grigio perla.
“E cosa cantano le fate?”chiede Weasley mentre supera l’uscio insieme alla Corvonero per non disturbare gli altri, ancora addormentati, con le loro chiacchiere.
S’incamminano lungo la battigia.
“Canzoni d’amore.Ho notato che hai una cicatrice.”devia lei il discorso indicandogli la guancia destra.
William si riscuote improvvisamente dalla sensazione di pace che gli stavano infondendo le onde.
“E’ di lupo mannaro, come mai ti interessa?”chiede il mago.
“Perché sei strano, e volevo vedere quanto siamo simili: esci sulla sabbia con stivali di pelle di drago, ti fai la coda con un nastro di peli di Gorgosprizzo, fai il cacciatore di tesori nonostante tu venga da una famiglia che da poca importanza al denaro, mi dai retta senza darmi della pazza e hai una cicatrice come me.” spiega col suo tono leggero e svagato come se stesse sempre parlando del tempo e girandosi per camminare all’indietro sotto lo sguardo curioso e divertito del Weasley maggiore.
“Allora siamo molto simili.” afferma lui.
“Già, siamo un po’ come le onde del mare: viaggiamo sullo stesso piano ma non ci incontriamo che poco prima di separarci di nuovo”. commenta saggiamente la bionda.
Bill allunga rapido una mano alla compagna di passeggiate avendo notato un sasso su cui lei, camminando all’indietro, rischia d’inciampare.
Si sorprende di quanto la sua mano sia liscia, pallida e delicata.
”Grazie, Bill”.
“Prego, Luna”le risponde “torniamo indietro?” chiede voltando sia lei che se stesso in modo da poter tornare sui loro passi.
“Si, ma tienimi le mani!”
Ridono entrambi: la linea tra amore e amicizia è sottile e quando ci si conosce da poco distinguere le due cose è ancora più difficile, ma loro sono dei camminatori esperti.
Da una settimana, ma sono espertissimi, con tutte quelle cicatrici.

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