Fanfiction

Two pieces of a broken heart

Con l’arrivo del Cavaliere s’è trovata ad affrontare situazioni che pensava… anzi no, non pensava affatto: tutto quello che ha affrontato sino a quel momento le è parso spesso impossibile.
Tante sono le cose impossibili che s’è trovata ad affrontare a costo della vita: ripensandoci deve riconoscere che si sarebbe sentita come una bambina sperduta se non avesse avuto accanto lui.
E’ sempre stata una donna forte e pragmatica, ma non è assolutamente pronta ad affrontare forze così potenti che potrebbero annientarla con uno schiocco di dita.
Non da sola.
Sono sulla scena dell’ennesimo delitto quantomeno inspiegabile con mezzi normali.
Dunque tocca a loro.
Se deve essere sincera non ha mai pensato di saper lavorare bene in squadra: rispetta i superiori, ma non ha mai avuto qualcuno con cui collaborare.
Le viene da sorridere ripensando al giorno precedente in cui ha dovuto spiegare al suo compagno di disavventure quale impenetrabile barriera fosse la plastica.

There’s a boy, lost his way, looking for someone to play

Forse quel soldato non è davvero tanto diverso da un bambino che ha smarrito la strada in un bosco grande e pericoloso come può esserlo quel tempo.
Di certo quello che stanno affrontando per loro non è un gioco, però: Moloch esiste e prima o poi si fronteggeranno.
Trema al pensiero di combattere un demone solo col suo cervello, Ichabod e una pistola.
Rientrano e accompagna il suo collega sino alla sua nuova casa mentre discutono diverse ipotesi che potrebbero risolvere il caso.
“Miss Mills?”
E’ costretta a riscuotersi, almeno temporaneamente, dai pensieri che l’hanno accompagnata per tutta la mattina.
“Che c’è?” domanda tentando di apparire naturale.
“Vi sentite bene? Mi sembrate immersa in qualche pensiero che occupa la vostra mente…”domanda Crane.
Oh certo che sta bene: ha perso la strada, sta solo sperando, pregando di non perdere il senno.
O quantomeno di non perdere lui.
Ha ancora paura da quel giorno in cui ha bevuto il veleno e ha dovuto cercare il Mangiapeccati per salvare quel grandissimo cocciuto (ecco, sta invecchiando o quello stramaledetto soldato la sta contagiando col suo modo di parlare antiquato?) .
In quel momento ha capito esattamente quanto fosse forte il loro legame, ma non saprà mai se Ichabod… meglio non pensarci troppo, ha solo avuto una paura folle, così folle da chiuderle lo stomaco e farla piangere.
Una poliziotta non piange.
Abbie Mills non piange, è una ragazza forte e innegabilmente capace, onesta, intelligente e corretta, per questo ha deciso di occuparsi dell’applicazione della legge federale.
Non ha mai avuto un briciolo di paura durante inseguimenti, sparatorie e caccie a spiriti improbabili ma potenti assassini di uomini e donne innocenti, c’era solo l’adrenalina che la manteneva lucida e pronta all’azione.
Eppure Miss Mills ha pianto con la disperazione negli occhi e nel cuore, quella sera.
Saluta Crane dicendogli di non preoccuparsi e accende la radio della macchina che diffonde le note d’una canzone.

We’ll never fall apart, cause we fit together like, two pieces of a broken heart
We can build sandcasltles, i’ll be the queen, you’ll be my king
We’re only lost children, trying to find a friend

Certo, per i cantanti è facile parlare quando non devono affrontare Cavalieri Senza Testa, demoni e spiriti che vogliono farti la pelle appena abbassi la guardia!
Stavano davvero costruendo castelli di sabbia senza sapere quando sarebbe arrivata l’onda che li avrebbe distrutti?
Trova incredibile quanto possa andare d’accordo, corrispondere e assomigliare a una persona che dovrebbe essere morta diversi secoli addietro.
E’ sempre stata abituata a considerarsi sola nel senso più ampio della parola, anche se ora sta ricostruendo un rapporto quantomeno di collaborazione con sua sorella.
Ma da sola si è persa.
Sembrava che più pezzi della sua vita avesse distrutto più Crane sapesse rimetterne assieme con la noncuranza con cui un bambino sa dove nasconde i giocattoli che non vuole far trovare a un fratello dispettoso.
Invidia Catherina, la invidia sul serio: per quanto confinata in Purgatorio ha un uomo che ha attraversato i secoli pur di liberarla.
Ma la ritroverà viva una volta che ne avranno liberato l’anima?
O forse persino Ichabod è una pedina d’un gioco ancora più grande di quanto immaginano e qualcuno li sta spingendo a combattere Moloch per qualche scopo recondito e malvagio che a loro sfugge?
Sbuffa per sfogare la frustrazione: troppe domande tutte in una volta non consentono nessun progresso, deve analizzarle una per una e poi dare una risposta convincente a ciascuna di esse.
Con la convinzione che re e regine fossero fiabe per bambini o al massimo discorsi per l’epoca del suo compagno, s’accorge d’aver sbagliato strada e di essersi ritrovata al cimitero.
“Mai guidare soprappensiero” si rimprovera mentalmente.
Scende dall’auto perché ha notato una figura decisamente alta ferma davanti a una lapide.
Chiude la zip della giacca pesante che indossa e gli si avvicina cercando di essere più silenziosa che le riesce.
“Miss Mills, mi avete colto di sorpresa” dice gentilmente il soldato.
“E’ la tomba di Catherina” ribatte lei.
“Sì, ma voi mi dovete ancora dire a cosa stavate pensando in macchina” le ricorda lui stringendosi nel cappotto scuro per scacciare il freddo della sera.
“Pensavo…”
Già, cosa può dirgli senza metterlo in difficoltà? E’ innamorato della donna seppellita sotto di loro, Santo Dio!
Le viene un’idea.
“A una fiaba”.
“Che cosa sciocca sono i racconti dei bambini”commenta l’uomo con noncuranza.
“La mia racconta d’una bambina sperduta e un gigante che non sa più tornare nel suo castello: i due però scoprono di essere inseguiti da un uomo cattivo che gli vuole far del male, dunque decidono di allearsi e lo combattono fino allo stremo delle forze, sembrano sempre vicini all’averlo sconfitto ma il loro avversario è sempre una mossa più avanti di loro e tiene prigioniera la dama di cui il gigante è innamorato.
La bambina aiuta volentieri il gigante, ma scopre, dopo aver sconfitto il demone, che non vuole più lasciare andare il suo nuovo amico, vorrebbe che fosse sempre lì a confortarla, a condividere con lei i momenti belli e quelli brutti come han fatto durante il viaggio e con lui si sente in grado di fare qualunque cosa, persino di sconfiggere entità soprannaturali ultrapotenti o di capire cosa significa la parola monito” dice Abbie guardando con intensità la lapide.
E’ la prima volta che sente Ichabod sospirare per davvero.
“Probabilmente anche i giganti hanno paura, Miss Mills” risponde il moro facendosi sfuggire nuvolette di condensa dalle labbra:” E i giganti che hanno paura sono fortunati a trovare fanciulle che combattano gli uomini e gli spiriti malvagi al loro fianco”.
La poliziotta resta in silenzio, si volta e lo abbraccia.
“Non vi avevo ancora vista preda della melanconia, Abbie” le mormora con quella voce pacata e gentile che lo contraddistingue.
“E io non ti avevo ancora sentito sospirare e non ti avevo mai visto abbracciare qualcuno”.
Riecco il solito sarcasmo made in Mills che stempera la tensione.
L’abbraccio si scioglie.
“Non me lo avete mai chiesto!” ribatte punto nel suo orgoglio di gentiluomo Crane:”Ma posso offrirvi un cappuccino? Ho scoperto da poco questa bevanda e vorrei condividerla con voi”.
La mora ride.
“Miss Mills, in un cimitero è sconveniente!” la rimprovera bonariamente il soldato mentre attraversano i vialetti del camposanto.
“Non so sei più mia madre o un amico parecchio disastrato”.
“Cosa intende con disastrato?”domanda per una volta sorridendo.
“Con parecchi casini, ecco”.
“Di certo non faccio cose sconvenienti come giacere con prostitute” ribatte offeso Ichabod mentre ordinano i cappuccini.
“Intendevo dire che in fatto di problemi personali facciamo a gara, ecco”.
Consumano le loro ordinazioni in silenzio.
“Abbie?”
“Resto comunque convinto che quando questa avventura sarà finita avremo entrambi molto da rimpiangere e altrettanto di cui rallegrarci”.
“Quindi sei convinto che riusciremo ad abbattere Moloch?”
“Certo” risponde il soldato:” Non so con che conseguenze né quale sarà il prezzo, ma ci riusciremo”.
“Sei un ottimista.”
“E poi riflettevo sul fatto che abbattendo Moloch, ora che sono libero dal Cavaliere non potrei far altro che restare a Sleepy Hollow” spiega Crane.
E’ uno di quei momenti in cui è ciarliero? Tanto vale approfittarne.
“Mi pare un po’ presto per prendere una decisione simile” obietta la detective.
“Non è una decisione, ma bensì un dato di fatto: qui ho un ruolo in cui mi sento utile e apprezzato, una casa e un’amica”.
Non riesce a dar sfogo alla sua angoscia più grande, ma quella confidenza ha un peso enorme.
“La mia affermazione vi fa sorridere?”
La risposta arriva dopo quasi due minuti di silenzio.
“Quando sei arrivato qui sembravi solo un bambino sperduto che cercava di adattarsi alla vita in casa di un malvagio orco, ora sei semplicemente Sleepy Hollow”.
“Nonché un soldato, un massone, un risorto, un Testimone, un uomo, un amico, un investigatore poliglotta e chissà cos’altro potrò diventare grazie a voi”.
“Non ho mai avuto amici, fa uno strano effetto” commenta lei mentre paga il dovuto al cameriere e ritornano verso la macchina.
“E’ meno traumatico che risvegliarsi dopo due secoli…” fa notare Ichabod indicandole di fermarsi davanti a casa sua.
“Immagino di sì”concede la bruna salutandolo:” Mi dispiace di averti disturbato”.
“Dove?”
“Al cimitero”.
Crane si fa pensieroso per un secondo.
“Le tombe non camminano, Miss Mills, e immagino che la bambina della sua favola ora abbia imparato che anche i giganti hanno paura”.
“Non farmi spaventare mai più, altrimenti che fine farà l’idea che la gente ha di noi poliziotti?”gli dice sorridendo.
“Prometto che non vi causerò più alcuna angoscia”.
“Sarà difficile, dato il casino in cui siamo, ma apprezzo lo sforzo”.
L’atmosfera è tornata distesa, si possono separare con tranquillità.
Abbie ritorna con calma alla macchina e riparte verso casa sua.
Adesso può pensare al caso che hanno per le mani.
Ride del suo pensiero iniziale.
Forse è vero che sono due bambini sperduti e che si sono trovati per pura coincidenza a percorrere un pezzo di strada insieme.
Si sono incontrati e hanno scoperto di completarsi come due pezzi di ceramica separatisi a seguito della rottura di un vaso.
E’ una bella sensazione quella che le invade il petto quando scopre di poter contare su qualcuno e su di lui soprattutto.
E’ davvero troppo importante.
E’ importante perché lui ha avvicinato con delicatezza i pezzi dei loro cuori lacerati dalle perdite che hanno subito.
Ha qualcuno con cui giocare e non le importa più nulla di nessuno.
E’una strana sensazione quella che le dà l’idea di potersi perdere in maniera sicura perché sa che lui la riporterà indietro ovunque andrà a finire.
Si rilassa, è una cosa che fa bene alla sua autostima l’idea d’essere riuscita a migliorarsi sino a collaborare pacificamente con qualcuno.
Con un amico.
Con Ichabod.

E la bambina con il suo amico gigante vissero (o morirono?) combattendo insieme,
per sempre felici e contenti senza perdersi mai più.
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