Fanfiction

Sic Transit Gloria Mundi

Cersei guarda il suo riflesso allo specchio.
Quello che le han sempre ripetuto tutti sin da quando è piccola è che uguale a suo fratello.
Ergo, che è bella.
Perché sa di esserlo: sta lentamente sfiorendo, ma resta innegabilmente una donna dalla grande bellezza che cerca di infonderla in ogni dettaglio della sua vita.
Cersei ha capito, quel giorno di tanti anni orsono, però, che la bellezza non l’avrebbe salvata dal destino.
Certo, lei avrebbe potuto manipolarlo, far avverare qualcosa piuttosto che qualcos’altro, ma il tempo scorre e sente che il suo regno si sgretola come il suo corpo.
Lentamente, inesorabilmente, sic transit gloria mundi.
Eppure si ostina a camminare a testa alta in mezzo a una folla di cortigiani che mormora malignità a mezza voce quando lei si volta.
Non ha alcuna intenzione di cadere senza combattere.
Il suo corpo ben proporzionato e snello, il suo sorriso, i suoi occhi e i suoi modi le hanno permesso di avere ai suoi piedi re e regine, principi e sacerdoti.
Si guarda nel grande specchio della sua camera, non può mostrarsi angosciata per una cosa simile.
Una mano sale veloce verso la sua gota, la sfiora, torna a posarsi stanca contro il fianco.
Suo figlio le ha apertamente disubbidito, ha opposto resistenza.
Chiude gli occhi, fa un respiro profondo e stringe le mani a pugno e le rilassa.
Quella mano è la tua, Cersei: la rovina ti ha accarezzata.
Quella mano è la tua: una donna più giovane, più bella sarà chiamata a sostituirti.

Ha sempre saputo che essere appetibile non è sufficiente a sopravvivere in quel bordello che è ormai diventata la corte di Approdo del Re, perciò si è fatta intelligente e combattiva.
Astuta.
Poi quella mattina ha aperto gli occhi e una servetta le ha fatto notare una ruga, due , lei stessa ha trovato la terza e qualche capello che imbianca come la neve.
L’inverno sta arrivando, Cersei.
Prima di uscire dalla stanza e comunicare al mondo i funerali di Joffrey , punire suo fratello e manipolare i poteri dell’universo i tuoi lineamenti si induriscono per un momento restituendoti l’immagine di una leonessa vecchia, rifiutata dal mondo e respinta tanto tempo addietro da un uomo disperatamente amato.
Come è potuto succedere?
Sente un brivido freddo appena valica le porte della Sala del Trono. Il cielo è grigio.
Ti devi dire che è solo un temporale in arrivo, una pioggerella leggera.
Hai paura.
Ma la sconfitta è vicina e tu l’affronterai.
Perché un giorno, quando camminerai nuda per le strade di Approdo del Re, schernita dal popolo che hai oppresso, potrai ancora mostrare che hai sottratto ed elargito beni e terre in quantità a quasi tutti coloro che in quel momento ti guarderanno.
Potrai dimostrare che ti hanno sottratto tutto ciò che avevi.
Ma non la bellezza, non quella vanesia delle ragazzine immature.
Quella vera, quella del potere.
Quella del poter essere bella come il tronco di un salice screpolato dalle intemperie: avrà sì parti mancanti, nodi, lesioni, ferite, spaccature.
Ma nessuno dirà mai che è un brutto tronco, anche se prima o poi verrà abbattuto.

“Sic transit gloria  mundi”

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