Fanfiction

A/M (FEMSLASH!!!)

Le baciò con voracità le labbra saggiandone il sapore di ciliegia, facendone uscire sangue.
La bionda s’appoggiò al muro alle sue spalle respirando affannosamente alla pressione delle mani della maggiore divarica le gambe per poi riallacciarle contro la vita della donna che non ha smesso di provare a spogliarla.
Si tira via il corpetto con una foga che non pensava di poter sfoggiare  e sfila via il mantello della fata che nel frattempo pare aver capito quanto le piaccia avere attenzioni proprio per la sottile piega di pelle fra collo e spalla.
Reclina il capo concedendole anche il collo, ove l’altra passa la lingua.
Nessuna inibizione, nessun dubbio, solo desiderio puro e semplice: è la natura che lo esige e Malefica non fa altro che seguirla e accontentarla.
E’ la sua fata madrina, non sua madre, si ripete ogni volta che l’altra, sudata e soddisfatta si riveste e si allontana come sarebbe accaduto di lì a poco.
Ha imparato a conoscere Aurora: il tremito leggero dei suoi fianchi, i grandi occhi liquidi di piacere le spalle trapunte dei segni delle sue unghie… uno spettacolo magnifico.
Le bastano poche altre spinte con le dita, sommate a quelle già date, alle stimolazioni già offerte a procurare l’orgasmo alla sua protetta e a procurarselo ci vuol poco.
E’ importante, soddisfacente ed è pur sempre un legame, facendo sesso costruisci rapporti dalla solidità impensabile e loro beh… il contatto è un modo per rinsaldare qualcosa che già c’era.
Alle prime luci dell’alba la principessa deve rientrare al castello.
La ragazzina è cresciuta, ha lo sguardo fiero, il corpo da vera donna e i lunghi, lunghissimi capelli biondi presi dalla sua umanissima madre.
“Sposerai Filippo, dunque?” domanda Malefica pigramente il giorno dopo mentre si bagnano nella Fonte delle Gemme.
“Probabile, lo amo”.
“Aha” commenta divertita la fata “Ma guarda…”
“Già, ma lui non sa della Brughiera, non lo ha mai saputo”.
“E per quanto pensi di poter mantenere il segreto?”
“Dipende, se tutti riescono a credere che io possa essere stata cresciuta dalle fate di Stefano quanto può essere difficile?” chiude la bionda salutando la donna e rimettendosi la fascia tra i riccioli color del sole sparisce con una risata.
La mora alza gli occhi al cielo.
“Ce ne vuole di pazienza, con te”.
“Ora chi è che è Malefica, eh?” si sente dire in lontananza mentre l’umana sparisce nel fitto della foresta.
“Fosco, ricordami una cosa”.
“Sì, mia signora?”
“Da chi ha preso quella maledetta linguaccia, la ragazzina?”
“Devo proprio rispondere?”
“No, Fosco.”ribatte seccata Malefica “O giuro che la prossima cosa che diventi sarà donna, col ciclo”.
Il corvo si allontana prudentemente, trattenendo a fatica le risate.

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