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Zombie di qui, zombie di là,domenica giorno di festa!

Dicevamo che avreste avuto una recensione a breve?
I lied.
L’avete ora.
Parliamo di Warm Bodies, piccoli zuccherini di neve di zia Fosca u_u.
Innanzitutto, come si conviene, due parole sulla trama ma senza spoilerare troppo: un’orda di zombie, dei Dissennatori brutti e molto molto fiki, un sacco di sangue, alcolismo e storie familiari che farebbero invidia a una Hope qualsiasi ma è scritta un po’ più seriamente.
Abbiamo una ragazza che viene infilata in una missione di recupero farmaci per lo Stadio, ovvero l’ultima comunità di umani sopravvissuti allo sterminio.
La missione prevedibilmente va a conoscere Rosita nel mulino di Banderas, mentre l’ex della protagonista finisce con il cervello mangiucchiato insieme a diversi altri nerd brufolosi arruolati per l’occasione, ma Julie, fortunatamente, viene salvata dallo zombie che conosciamo come R.
Il libro è raccontato dal suo adorabile, filosofico, profondo e impacciato punto di vista di morto che ritorna, si sposa e ha persino dei figli.
Apprezzabile è l’idea di dare una paradossale struttura sociale ai cadaverini del mio cuore, con riti, scuole e persino delle celebrazioni.
E’ interessante anche il modo di descrivere i fenomeni, le percezioni e la sfera cerebrale (perché di emotività in senso stretto non si parlerà per un po’): il linguaggio pur sfruttando metafore abbastanza “esotiche” e impegnandosi nella ricercatezza mantiene uno stile piacevole e la lettura scorre bene, risulta immediatamente comprensibile e stuzzica l’immaginazione del lettore.
Ora, punto di non ritorno è l’immediatezza di tante situazioni, inclusa la morte del padre di Julie, una scena veramente d’impatto visivo e che mi sarebbe piaciuto veder realizzata nel film.
E’ una lettura affascinante, a tratti sembra esattamente un trip nel cervello di un’altra persona ma senza perdersi mai troppo per strada, con una struttura e una dignità propria dei personaggi, anche femminili, che ad altri romanzi manca.
La ribellione è vera, netta, dettagliata, rompe concretamente gli schemi e viene pagata a caro prezzo.
Mi piace anche il modo di rendere il pensiero adolescenziale e alcune situazioni tipiche dell’adolescenza come le prime cotte, i progetti per il futuro, le sbronze e il doloroso bisogno di ribellione che si avverte in questi anni.
R e Giuggiù legano lentamente inframmezzando le discussioni a pugnalate, spari, fughe, problemi che strappano un sorriso incluso il particolare della cravatta e dei gusti musicali di R (che no, non ascolta Gigi d’Alessio, tranquilli!).
Senza troppe pretese abbiamo un romanzo che fa cambiare il punto di vista non sugli zombie, ma sul significato della vita, dell’effimero mondo in cui viviamo, l’esorcizzare la sofferenza, la lotta contro un universo che non ti dà nessuna speranza e a volte basta davvero volere e fare, spingersi oltre la recinzione del mondo conosciuto per capire come cambiare le cose.
E secondo me c’è anche un velato messaggio di fondo antirazzista che mi piace proprio, per cui:

-Consigliato? Parecchio: leggero e coinvolgente, vedrete che vi andrà giù benissimo u_ù.
-Voto finale: 8,5 (anche per le splendide illustrazioni anatomiche che corredano ogni capitolo)/ 10.

ps: le prossime recensioni saranno sul film Divergent e a breve un piccolo articolo sugli zombie vs twilight u_ù, perché io può people *^*.

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2 thoughts on “Zombie di qui, zombie di là,domenica giorno di festa!

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