recensioni

E luce fu.

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Buonasera,anche se per alcuni ormai è buonanotte, gentili maghi e streghe qui oggi per assistere allo sproloquio di giornata,ovvero una recensione.

Ho visto il film di Lucy, scritto e diretto da Besson, un uomo che riesce a trasformare quasi tutto quello che tocca in oro purissimo, Scarlett Johansson inclusa (come se già non fosse abbastanza bella e talentuosa di suo).

Vediamo di cosa racconta il film senza fare spoiler -per ora- ai non spettatori che sono in ascolto:una donna viene coinvolta da un amico in un traffico di droga, fa da corriere, il panetto di droga le si spande nel corpo e così lei si trasforma da donna spaventata, confusa e tradita in una sublime condensa di sapere universale che si apre la sua strada nel mondo cercando di capire cosa farne di quello che sa.
Gli effetti speciali non sono eccessivi o fuori luogo,le immagini sono di una qualità stupenda (quelle di mitosi cellulare, dell’occhio, delle vene pulsanti, delle galassie e dei parti animali… Wow! Il supercomputer in antitesi al primate, l’uomo che è e ciò che vorrebbe essere a raffronto…

Analizziamo prima di tutto una cosa:i primi sette\otto minuti sono costruiti con paragoni di scene di caccia alla sfortunata situazione in cui la protagonista si ritrova e già qui si nota il genio.

La breve telefonata che lei fa alla madre dopo aver appreso di avere la droga in corpo è di una delicatezza sconvolgente e dimostra il filo conduttore di tutto il film:la memoria e la trasmissione di essa! Come passano inosservati i piccoli gesti che ogni giorno compiamo nel grande mare dell’Universo, ma il prestare attenzione, il dar valore al tempo e usarlo nel modo migliore che rende una vita degna di essere vissuta, seppur nella sua brevità.

Ognuno di noi ha il compito di trasmettere qualcosa che non deve essere per forza il suo patrimonio genetico, ma ciò che sa di importante e che gli è tornato utile facendogli vivere esperienze forti e positive.
Lucy è una donna che ci vuole insegnare a ricordare, scoprire ed essere curiosi nei confronti del mondo, esaminandolo in ogni suo aspetto e dettaglio.
Il secondo messaggio del film è stata l’idea che la sapienza senza il cuore, la passione, la gioia di vivere  e la sfera emotiva umana, porta all’annullamento della vita stessa nelle sue più pure e potenti manifestazioni:le reazioni emotive di amore,rabbia, dolore, gioia, collera e tutte le sfumature che possiamo attraversare nell’arco della vita.

Lucy ha provato le paure più grandi e i piaceri più piccoli, riscoprendo attimi così potenti e preziosi della sua storia che avrebbe presto dimenticato ma ne fa tesoro per restare viva e umana.
È l’uso che facciamo del sapere che ci rende migliori degli animali (ok, forse ci rende dei delfini, ma non soffermiamoci su simili piccolezze) e il sapere lo otteniamo attraverso la scienza, che decodifica il mondo per noi, rendendolo accessibile alle nostre menti che non saprebbero comprendere altri linguaggi che includono il binomio infinito-indefinito , simbolo del perenne mutamento a cui la natura, per migliorarsi, si sottopone.

Lucy è un film che con le sue immagini racconta con semplicità la vita umana e la sua sorte:al professore è stata messa in mano una chiavetta usb con la conoscenza e soprattutto la coscienza universale, la cosa più vicina a un dio che la scienza può concepire, anche se esistiamo solo noi come parte del sistema evolutivo e dei suoiperfetti e implacabili meccanismi.

Quella di Besson è anche una pellicola che invita alla consapevolezza, perchè il vero e unico fautore di caos e male è, giustamente e semplicemente l’ignoranza.

Nel film l’ignoranza era presente nei narcotrafficanti, nei disperati che sfruttavano per il loro commercio, nell’amico di Lucy che la tradisce e nei complici di queste persone.

Ma c’era anche un’ignoranza positiva, simboleggiata dal pg di Freeman:l’ignoranza di chi sa di non sapere abbastanza e per questo esi accosta alla storia e alla vita con umiltà,pronto a riceverne le lezioni per trarne insegnamenti utili al progresso.

C’è un terzo tipo di personaggio ignorante: l’ispettore della polizia francese che si ritrova in una serie di situazioni limite in cui deve decidere se fidarsi di Lucy o morire e la sua decisione gli è proficua! Non so quanti lo abbiano notato, ma è lui a conservare l’ultimo ricordo della Lucy umana; non è addentro a particolari questioni scientifiche, dalla pellicola possiamo solo desuùere che ha superato un concorso dopo aver finito le superiori, se si trova presso la Polizia aeroportuale, eppure riceve il dono più importante, la seconda parte del supercomputer che poi la biondona diventerà:il suo cuore.

Il personaggio di Scarlett raggiunge il 100% delle sue capacità cerebrali poco dopo aver concesso la sua anima al povero cristo francese , che si merita una medaglia al valore per essere sopravvissuto a Scarlett, che nel frattempo scopre di poter giocare a suo piacimento con la storia come se fosse una video maker che entra nei suoi filmati.

Il terzo momemto topico è l’incontro con la Lucy dei primordi, la prima donna della storia, le due si scambiano un gesto che avrete ben visto nei disegni di Michelangelo ovvero lo sfiorarsi delle dita della scimmia e di dio che non è poi il dio arrogante che esilia gli uomini dal paradiso, ma è la storia che chiude un cerchio in cui esistono solo lei e il tempo, il resto è tutto variabile, malleabile, reversibile “Non si parla di evoluzione, ma di rivoluzione”! E cosa c’è di più rivoluzionario di un individuo consapevole della sua storia e in grado di confrontarsi con essa? Gli uomini che sanno,conoscono,esplorano e manipolano la realtà per capirla sono quelli che hanno entrambe le opzioni:riproduzione e immortalità, da cui derivano la libertà di scelta e l’autodeterminazione di ognuno di noi.

Dobbiamo sapere, per poter essere e ciò ritengo sia il vero messaggio del film: dobbiamo amare il sapere per potere essere persone migliori , perchè lo vogliamo e abbiamo gli strumenti per farlo nel nostro cervello e intorno a noi.

Prima del voto generale vi dico una cosa:non paragonatelo a Matrix, non è un genere assimilabile a quello se non di nome, io lo trovo per certi versi più affine a The Giver.

Questo è un film di storia, per chi ama ricordare e se potesse dividerebbe il passato con tutti per un presente migliore.

Un voto a questo film su una scala da uno a dieci?
10,poche balle!Ogni pellicola è criticabile, ma Lucy è la nostra storia,prendiamone atto e gustiamocela.

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