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Le Metalupe hanno un problema

E non sono le piattole.
No, signore e signori all’ascolto, oggi vorrei parlarvi di un personaggio che accende grossi dibattiti e spesso anche furiosi litigi all’interno del fandom del Trono di Spade: Sansa Stark, figlia di Lady Catelyn Tully-Stark e di Lord Eddard (Ned per i compagnoni di bevute e teste coronate) Stark, signore di Grande Inverno.
A una prima lettura, questa sfortunata giovine che cambia colore di capelli a una velocità allarmante per colpa di un traduttore dalla pigrizia inusitata, sembra solo una principessina un po’ spocchiosa, la cheerleader della scuola che nei film americani tutti invidiano e la sfigata pezzente di turno, ovvero sua sorella Arya in compagnia del figlio bastardo Snow, si ritrova accozzata.
Giustamente bisogna andare con ordine nel valutare le cose e qui ne abbiamo tutto lo spazio e tempo, perciò presentiamola: è una ragazza giovane ed educata con la massima severità a essere una felice macchinetta sforna-bambini, ma in quegli anni non gliene si può far certo una colpa se considerate l’ambientazione post-medioevale della carneficina messa in piedi dall’autore.
A quei tempi se a dodici anni non eri sposata eri già zitella, per cui non l’accuso di nulla se non di essere, appunto, una ragazzina ricca, di una famiglia ricca, che vive nel lusso della sua condizione e gode delle aspettative che tutti hanno su di lei.
Rileggendo alcuni stralci del libro emerge però una qualità che a dodici anni io non avrei sopportato in nessuno, men che meno in un mio famigliare: l’arroganza.
Sansa Stark, dal basso dei suoi dodici anni si sente in diritto di giudicare i comportamenti della sorella e di disprezzare un consanguineo per compiacere sua madre.
Sì, miei piccoli Torchic, è contorto quanto sembra, ma alla fine lei ha Catelyn come modello da compiacere, più che da seguire (primissimo errore nell’educazione di una persona: affidarle un modello da compiacere le impedisce di sviluppare una personalità unica e originale oltre all’autonomia decisionale, due cose di cui avrebbe decisamente bisogno) e fa quello che può per stare al passo con la moda dei tempi.
Sogna, giustamente, di diventare una brava moglie e di passare il resto della vita ad accudire amorevolmente la famiglia che si sarebbe creata se sul suo cammino non avesse incontrato quell’alcolizzata persa con tendenze incestuose che è il mio primo amore nel fandom, ovvero Cersei Lannister e la sua famiglia di malati mentali.
Cersei Lannister che ha un figlio, il bellissimo (espressione forte, ma che devi fare! A quell’età gli ormoni sono piuttosto…sensibili?) principe Joffrey della casa Baratheon.
Il figlioletto adorato fa picchiare un figlio di garzone amico di Arya, la solita sorella pezzente che di neonati non ne vuole sapere, di etichetta, ricamo, musica, canto e altre delizie figuriamoci e ha anche una certa tendenza a schivare il sapone, ma questa è un’idea un po’ mia che non deve influenzare l’analisi iniziata qui oggi.
Arya difende Mycah, il figlio di garzone, menando comprensibilmente il bulletto coronato.
Sansa vorrebbe metterle le mani addosso.
A SUA SORELLA.
Ok che è la figlia preferita di papà Neddie, ma tu ragazza hai un po’ la testa fra le nuvole, anche per essere una dodicenne che muore dietro al suo eroe con la faccia di Severus Piton.
Arya, che ha due anni in meno della sorella o tre, ora mi sfugge, si incazza come una biscia e le dà dell’emerita deficiente.
Ciò vi fa capire quanto siano paradossali entrambi i personaggi e l’esatto livello di pessima caratterizzazione che raggiungono.
Nel fandom pare non si possa citare una sorella senza l’altra, però trovo più comprensibile la mancanza di sbrodolio della piccola verso l’altro sesso piuttosto che la completa idiozia di Sansa che si innamora, seriamente,di ogni essere umano dotato di pennacchio che le rivolga una parola gentile.
Vedi il caso di Loras, ma lì a suo favore gioca una comprensibile ingenuità: non sapeva che fosse uno degli unici due personaggi gay di tutta la saga, ma un indizio potresti anche averlo dal fatto che sfoggia rose su una armatura, ha gambe più depilate di te e boccoli più swissh dei tuoi.
Ma questi sono anche luoghi comuni che non significano nulla, direte voi.
Giusto.
Sansa perde la sua metalupa perché Arya è stata abbastanza furba da scacciare, seppur dolorosamente, la sua nei boschi prima dell’emissione di una punizione da parte della regina.
Credo che la morte di Lady mi abbia colpito molto più di quella di Ned, giusto per dire quanto ami questa famiglia.
E qui avrei messo le mani addosso a mio padre, armata di ogni oggetto contundente in mio possesso ma simili quisquilie non ci fanno proseguire.
La rossa più famosa fra gli Stark poi perde padre, madre, sorella, fratello maggiore, fratello minore -diventa paralitico- e altro fratello in una botta sola.
Nell’ordine: suo padre si è comportato in maniera abbastanza demente e deve averle trasmesso un po’ dei suoi geni, la madre povera donna era l’unica che ha tentato di tenere in piedi la famiglia, Arya scappa, Robb muore per non aver ascoltato sua madre -as usual- e Jon Snow salta di palo in frasca sulla Barriera per poi finire pugnalato, ma non fermiamoci qui.
Tremendamente addolorata ora si accorge di aver sposato uno stronzo immane, uno di quelli grossi, fetenti e con le mosche verdi appiccicate sopra.
Arrivarci quando ha pestato un ragazzino innocente e lo ha fatto uccidere, no? Io personalmente a dodici anni non ricordo di essere stata un luminare, ma se mio fratello mi avesse riferito una roba simile avrei fatto due collegamenti piuttosto banali: picchiare= sbagliato; uccidere=sbagliato; non so se ha fatto ‘ste due cose, ma nel dubbio preferisco stargli lontano perché non vedo motivi per cui mio fratello dovrebbe mentirmi su fatti di simile gravità.
Ma io per gli standard Stark sono probabilmente un tipo piuttosto esotico.
Da qui in avanti la nostra pulcina subirà una serie di umiliazioni una più orribile dell’altra che la condannano al congelamento emotivo e all’improvviso rimpianto della sorella pezzente che però almeno -NON SCRIVERE CATTIVERIE- è sempre stata corretta con lei e ora Sansa vorrebbe scusarsi.
Mi auguro che Ary-Ary le rifili una cinquina, al primo incontro, a segno di tutte quelle che avrebbe dovuto ricevere per ogni atteggiamento maleducato non punito e che la sorella minore però si prendeva.
E’ tutto ancora vagamente surreale, per me, sarò onesta.
Sansa si ritrova con un marito violento, un aguzzino grande dieci volte lei a servizio del marito violento che però poi si pente random perché lei è fragile e pura (traduzione di “CLEGANE CHE CAZZO STAI COMBINANDO WTF) e gli fa tenerezza,a grandi linee.
Si spaventa per le mestruazioni, momento a metà fra il comico e un accenno di realismo nel personaggio: si è sviluppata e ok, ha il primo ciclo e può non sapere come funziona il suo corpo.
Mi sta bene, sul serio! Forse è uno dei pochi momenti in cui lei mi sta seriamente bene.
Da qui in avanti per me parte un degenero totale, che mi ha fatto salire una violenza immane quando ha rifiutato l’unico essere umano che non vuole picchiarla, violentarla, ucciderla, ricattarla o venderla o plagiarla in nessun modo: Tyrion Lannister, ultimo discendente sano di mente di una casata di alcolisti anonimi, monchi e incestuosi paranoici.
E’ stato bellissimo il contrasto fra la purezza dei pensieri e delle azioni del Lannister e la freddezza di Sansa, che ha deciso di imparare una lezione nel momento più inutile, dimostrando ancora una volta la personalità di un gatto attaccato ai maroni che oltretutto si sta ritirando emotivamente diventando quasi autistica dato che d’ora in poi non sentirà più nulla.
A me dispiace più per Tyrion, però, che ha creduto un po’ troppo nella sua maturazione.
Mi dicono dalla regia che lei è stata brava a sopravvivere a Cersei.
Posso ridere? Dai, è la miglior barzelletta del secolo: Sansa non è sopravvissuta a Cersei, non l’ha sconfitta, raggirata, non se ne è sganciata o l’ha contrastata come tanti sostengono dimostrando grande strategia nel Gioco.
E’ rimasta lì ad aspettare che le cose accadessero! Nel suo caso la passività è una buona scelta, ma essere passivi mentre si fa funzionare il cervello…Niente,pare sia prerogativa degli altri due della famiglia, eh?
Sono piuttosto impietosa, nelle mie analisi, lo so.
La piccola Stark non ha fatto qualcosa di eccezionale, ha fatto ciò che avrebbe fatto chiunque sano di mente si fosse ritrovato nella sua situazione! Si è adattata alla corrente e non la biasimo per averlo fatto, biasimo chi la fa passare per una stratega quando in realtà la questione è ben diversa.
Ora entra in scena, dopo la morte di Joffrey, un losco figuro sessualmente represso di nome Petyr Baelish detto Ditocorto per la sua corporatura minuta e la zona geografica dove si trovano i suoi pochi possedimenti terrieri.
Il signore qui sopra ha sposato un’isterica debole di mente che uccide su suo ordine il marito perché innamorata di lui.
L’isterica è la sorella di Catelyn Tully-Stark, ovvero Lysa Arryn-Tully-Baelish -quanti cazzo di nomi…-.
Ok, devo frenare i commenti OT.
Lui è convinto di rivedere in Sansy una copia in miniatura della donna che voleva scoparsi da giovincello e che gli ha rifilato il due di picche che ha dato vita a tutto il casino: Catelyn Tully-Stark, che se lo ritrova all’Inferno ci pensa lei a infliggergli una punizione come Dio comanda.
Lei non dice nè a nè ba e sparisce ancora al seguito di questo squilibrato sociopatico.
Il sociopatico le infila  un paio di volte anche la lingua in bocca dopo averla fatta passare per una sua figlioccia e averla costretta a cambiare colore di capelli e degli abiti facendola diventare una darkettona ante litteram e lady Sansa si sente improvvisamente figherrima nei nuovi panni neri in cui decide di rinascere e la mia comprensione si ferma qui perchè sto dando fuori di matto pure io per seguire i salti logici di questa strana forma di Mary Sue con problemi di personalità e depressione che francamente mi dà sui nervi.
Ma la cosa che mi dà più sui nervi, ribadisco, non è lei in sè, sono i fan che la difendono a ogni stronzata che fa e dice ancora prima che suo padre venga ammazzato, che Joffrey la faccia picchiare o che Arya le pesti anche solo uno dei sacri piedini.
Il confronto non è decisamente a suo favore, ma visto che il fandom ama fare paragoni tiriamo dentro anche la piccolina con tendenze assassine.
Alla giovanotta non piace uccidere, lo ha sempre fatto solo per difendere sè stessa e inizia a maturare un concetto di vendetta che è discutibile moralmente, ma almeno la tiene viva e vigile impedendole di nascondere le emozioni e la sua coscienza.
Crea ancora dei rapporti umani e allaccia relazioni che la porteranno molto avanti nella storia, ma anche lei mostra segni di cedimento psicologico quando decide di diventare un’assassina, un sicario nella Casa del Bianco e del Nero.
Ma non si ferma, cresce e cambia.
In senso positivo? Negativo? Per me cambia anche in senso negativo diventando quasi uno spettro, un silenzioso Fantasma dell’Opera che dietro le quinte delle vicende principali racconta la sua storia.
Ma cambia, fa e agisce per modificare la sua situazione dimostrandosi autonoma.
“EH, MA A CORTE SAREBBE MORTA!!11”.
Grazie, anche Sansa in giro per il mondo sarebbe morta, che mi pare un filo più grave.
La mia valutazione finale è che le due sorelle andrebbero scisse e analizzate singolarmente, ma pare che larga parte del fandom le ritiene legate da un cordone ombelicale che in realtà non esiste.
Non mi piace, non mi piace come Stone tanto quanto non mi piace Arya versione sicario, però.
L’alienazione è sempre pericolosa e impedisce di reagire agli eventi.
Voto negativo per lo zio Martin, me dispiace!

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