Fanfiction

Fiocco di neve

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Si era domandato per tutto il turno di ronda come fosse potuta accadere una cosa tanto terribilmente insensata.
Aveva ancora in bocca il sapore di Ygritte e il cuore martoriato dal suo addio.
Di sicuro non aveva mai provato attrazione per altri maschi, inizialmente aveva dato colpa all’astinenza prevista dai loro voti.
Eppure qualcosa non quadrava: lui voleva bene a Samwell e per lui avrebbe dato la vita senza esitare, era un ragazzo buono, gentile, intelligente e sorprendentemente empatico.
Di sicuro il suo amico doveva pensare che anche lui fosse qualcosa del genere, che in qualche modo rispondesse a simili caratteristiche.
Non era grandemente preoccupato della sua virilità, Tarly non avrebbe di certo raccontato nulla a nessuno, men che meno a compagni che più di accettarlo lo tolleravano.
Studiò il paesaggio innevato davanti a lui, perso in un vortice di pensieri assolutamente inconcludenti.
Non era mai stato una persona romantica, o sentimentale ma di certo era sensibile e affettuoso con gli altri, la riprova era il rapporto complice e sincero instaurato con sua sorella Arya.
Si grattó la barba con l’indice guantato di scuro e si strinse nel mantello mentre una raffica di vento lo colpiva in pieno.
Rigirare il dito nella piaga non avrebbe risolto nulla, ma non poteva farne a meno.
Erano forse ubriachi per il liquore scadente che gli avevano portato per scaldarsi? No.
Samwell aveva iniziato a parlare del più e del meno come al solito in modo da rendere più sopportabile la veglia lunga e perigliosa che dovevano affrontare fuori dall’accampamento.
Era rimasto ipnotizzato dalla sua voce, se lo ricordava bene perché all’improvviso era rimasto solo il suono dell’amico che parlava nelle sue orecchie.
Era diventato abile a scollegare i suoi sensi e a lavorare in multitasking come ogni bravo guerriero dovrebbe saper fare.
Aveva detto una barzelletta sciocca e il suo amico per poco non era caduto per terra dal ridere .
Gli aveva raccontato di Ygritte, poi e Samwell aveva capito i suoi dubbi, il suo disorientamento e il suo dolore offrendogli una pacca sulla spalla da bravo amico e compagno di veglia.
Non avrebbe detto a nessuno che aveva infranto i voti giacendo con lei e uccidendo il maestro, sapeva benissimo che era necessario e probabilmente in una simile situazione avrebbe fatto la stessa identica cosa, seppur col cuore spezzato .
Era commosso, probabilmente, e lo aveva dedotto dai suoi occhi lucidi.
Gli occhi di Tarly avrebbero intenerito chiunque in quel momento, del resto non c’erano troppe cose in grado di toccarlo tanto profondamente quanto il suo migliore amico e la sua intelligenza e umanità.
Era l’unico al mondo a farlo sorridere da dopo la bruta che aveva amato.
Perché il sentimento che sentiva per lei era sincero e aveva fatto crollare tutte le nozioni che pensava di possedere sulla vita con la sua prepotenza e forza.
Si sentiva cambiato dall’averla incontrata e conosciuta.
Non era mai stato un tipo loquace o che sentisse un particolare bisogno di sfogarsi con altri, ma quando Sam faceva una domanda sentiva la lingua sciogliersi e stava davvero meglio, si sentiva al caldo, tranquillo quando lasciava fluire le poche parole che sentiva di voler dire.
Jon comunque non trovava così divertente la battuta, però rispondeva volentieri ai sorrisi dell’altro.
Poi per una serie di coincidenze fra cui la solitudine e le confidenze le loro labbra si erano incontrate.
O meglio, il Tarly lo aveva baciato e lui non si era minimamente allontanato e aveva risposto al gesto precipitando nella realtà solo alcune ore dopo.
Forse se si fosse domandato il perché di quei momenti, di quelle situazioni e di quelle sensazioni avrebbe potuto evitare di trovarsi a rimuginare a quel modo in solitudine.
Si era morso il labbro, assaporando il gusto forte del compagno.
Sbuffó
Un fiocco di neve planava sul suo naso dopo aver compiuto una lunga spirale nell’aria e lui starnutí .
Non si era sentito male, dopotutto e inventarsi sensi di colpa che non provava non gli pareva necessario: almeno con sé stesso poteva essere pienamente onesto.
Però avrebbe impiegato diverso tempo a capire la ragione per cui andava sempre e comunque a cercare le labbra goffe dell’amico appena poteva e il suo corpo appena i ricordi lo assalivano insieme al dolore e al freddo.
Nulla, ancora non si vedeva nulla di interessante o preoccupante.
Ma non era per forza un buon segno, si incise il labbro coi denti fino a sentire il sangue in bocca, gli era necessario per svegliarsi.
Rise di sé stesso e avrebbe riso di sé anche quella sera quando si sarebbe preoccupato di curare che il suo migliore amico si fosse addormentato adeguatamente coperto da non assiderarsi.
Poi chiuse gli occhi rientrando al suo giaciglio sentendosi finalmente sereno, caldo.
Probabilmente la sua vita non sarebbe stata altro che la perenne ricerca di un fuoco presso cui scaldarsi e vivere.
Una volta la saepta gli aveva raccontato di un pupazzo di neve che adorava l’estate e diceva che valeva la pena sciogliersi , per qualcuno.
Forse lui era proprio come Olaf il pupazzo, alla perenne ricerca di una persona abbastanza potente, con abbastanza fuoco da farlo scongelare letteralmente.
Magari vicino al cuore di Samwell un po’ di spazio per lui , lupo senza casa, c’era.
Avrebbe scoperto dopo quanto ampio fosse.

Una giovane donna dai capelli rossi sorrise guardandolo storto

da un posto molto lontano.

“You know nothing, Jon Snow” .
Il suo sguaiato ridere si diffuse nel nulla pacifico, chiaro e accogliente che la circondava.
Nemmeno lei sentiva più freddo, ma sapeva che Jon prima di imparare qualcosa ci avrebbe dovuto sbattere contro la testa molte volte.
Ma avrebbe capito, ci contava perché sapeva una cosa con certezza: Jon era un corvo, era lento, ed era pure ingenuo.
Ma se era convinto di aver capito qualcosa non vi rinunciava sino alla morte.
E finché avrebbe tenuto Tarly accanto a sé non sarebbe arrivata troppo presto o di sorpresa.
Non sapeva niente, capiva poco ma era sincero e cristallino, come la neve.
E non sarebbe mai cambiato, fortunatamente.
Era Snow e si sarebbe sciolto, con gioia di tutti.
Senza accorgersene, perché non sapeva davvero niente, ma altrimenti non sarebbe stato lo stesso.
Candido, banalmente .
Ma andava bene e lo avrebbe sempre salvato quello.
Dal potere, dalla corruzione, dallo sporcarsi .
Sorrise.
Non conosce niente eppure sapeva tutto quanto era necessario fare per vivere appieno una vita umana: amare.

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One thought on “Fiocco di neve

  1. Awwww questa fic è meravigliosa!
    Non so da dove cominciare! Forse dalla meravigliosa riflessione su Jon e su come sia alla costante ricerca di un posto-nel cuore di qualcuno- da poter chiamare casa, o dalla dolcezza impacciata di Sam (a proposito, hai pensato ad un pov di Sam? Mi interesserebbe non poco!).
    Adoro come hai reso Jon confuso ma sereno, che capisce che in fondo non c’è niente di male, e si stupisce di pensarlo.
    Inoltre ho notato che anche nella BriennexGregor hai aggiunto alla fine un trafiletto dal punto di vista di una persona deceduta. Adoro questo dettaglio, seriamente. Lo trovo originale e completa e conclude perfettamente la storia, regalando uno sguardo più lungimirante sulla situazione.
    Bravissima, devo dire che questa è una delle storie che preferisco in assoluto! Ovviamente scritta da dio, prompt rispettato e caratterizzazione superba! ❤

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