Fanfiction

Fiocco di neve 2

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Sam non era un figlio che suo padre avrebbe voluto avere.
Non era una persona con un qualche talento particolare che lo facesse brillare agli occhi di un genitore che lo vedeva soltanto come un completo fallimento.
Si era fatto lentamente strada nel mondo con la sua andatura goffa e cadendo spesso per rialzarsi subito dopo nonostante le ferite gravi inflittegli.
Di certo la sua stazza non lo aiutava ad avere una corretta immagine di sé: non era mai stato una persona golosa, era banalmente robusto e sgraziato.
Il difetto più grande che la sua famiglia gli imputava, però, era l’essere delicato e quindi poco virile: sua madre gli aveva imbottito la testa di stronzate poetiche e di canzoni
“Le canzoni sono da femmine, le poesie sono per i bardi e i mendicanti, tu sarai un guerriero”.
E dire che ci aveva provato davvero, con tutto l’impegno possibile a picchiare un altro essere umano , a essere rude e insensibile.
A essere forte.
Aveva deluso tutti ed era approdato alla Barriera dopo anni di fallimenti che lo avevano precipitato nell’immobilità e nella polvere.
Per rialzarsi aveva avuto bisogno della fiducia di Jon, del suo incoraggiamento, del suo silenzio e della sua accoglienza.
Della sua intelligenza emotiva che gli diceva che non tutti i guerrieri lottavano con le armi per diventare grandi.
Non aveva mai parlato del suo peso, aveva parlato del suo acume, della sua preparazione, della sua eloquenza quando lo aveva interrogato su una filastrocca in Qarti, conosceva anche le lingue straniere.
Aveva visto gli occhi del suo migliore amico brillare a sentire le canzoni, a sentire come lo elogiava il Maestro Aemon per il suo impegno e la sua meticolosità.
Jon Snow non sorrideva mai, lo sapevano tutti.
Non che in realtà ci fosse molto di cui sorridere nella loro situazione di Guardiani Della Notte.
Il gelo li stava sferzando in pieno volto e  avevano un solo mantello da dividere oltre a del liquore scadente per scaldarsi.
La veglia sarebbe stata lunga, così Samwell, Messer Porcello prima e Distruttore poi si era messo a chiacchierare facendo fluire le parole come un fiume in piena per far passare il tempo, tanto Jon avrebbe risposto a poco o nulla.
Non gli importava troppo, sapeva di essere ascoltato: se riusciva a prevedere gli sbalzi d’umore di Aemon, Snow era un libro aperto nonostante la sua apparente freddezza e distanza dal mondo.
Raccontarsi storie e scambiarsi confidenze era comune, lì, aiutava il cameratismo per cui era approvato.
C’erano poche regole là e per quello accoglievano i criminali di ogni risma e specie.
Poi aveva iniziato a riflettere sulla sensazione che lo tormentava con piacevole e pacata insistenza: prima era ammirazione vera, dopo sapeva che non era solo quella.
Non era sciocco, ma voleva osare spingersi un po’ più in là della zona di sicurezza perché era il suo modo di essere: cristallino e semplice.
Amava l’idea di essere la persona di cui Jon non poteva fare a meno, il punto fermo con cui consultarsi prima di prendere una decisione e la persona a cui mostrare un pezzo della sua anima.
Condividevano un legame.
Forse era stato davvero il whisky scadente  a spingerlo a girarsi nel bel mezzo di una frase e baciarlo come una sciocca verginella.
Suo padre gli avrebbe cavato la pelle a cinghiate se lo avesse saputo: non contava certo di ricevere l’eredità di famiglia, ma perdere la poca approvazione e sostegno che già conservava a fatica lo angosciava.
Però… Tra i Guardiani la sua presenza aveva un valore preciso.
Era utile, finalmente.
Aveva fissato il suo migliore amico in attesa di una reazione anche violenta, avrebbe potuto capirlo benissimo .
Si era accorto di essere vicino alle lacrime quando un paio di labbra sorprendentemente impacciate più delle sue si adagiarono su quelle più sottili di sua proprietà ad…assaggiarle? Fino al minuto prima la discussione era sul dolore di Snow per la perdita Ygritte.
Un colpo di vento lo fece alzare per aggiungere una coperta al giaciglio su cui si stava concedendo di meditare.
Si sentiva stupido, decisamente.
Eppure sapeva che non sarebbe successo nulla di irreparabile da quel momento in poi: sarebbero rimasti amici, ma ora potevano esserlo a un livello più profondo.
Lui era fragile e non avrebbe permesso a nessun altro di maneggiare la sua anima.
Era anche sensibile e sapeva che Jon aveva bisogno di calore e sincerità, lui era pronto a offrirglieli perché sapeva che avrebbe ricevuto in cambio le stesse cose.
Era un lupo solo e spaventato, emarginato da ogni branco.
Lui era un viaggiatore solitario e altrettanto insicuro, con un focolare a disposizione di chi avrebbe incontrato sul suo cammino, per rifocillarlo e consentirgli di ripartire.
Eppure Snow nello staccarsi dal suo fuoco non aveva solo rubato del calore, ma gli aveva proposto di fare un pezzo di strada insieme.
Andava bene, aveva deciso chiudendo gli occhi per addormentarsi.
Sentì dei passi familiari -aveva scioccamente memorizzato persino quelli- e si lasciò calar su la coperta fingendo di dormire.
Lo aveva visto sorridere, aveva svolto bene il suo compito.
Voleva dire che anche quel giorno aveva salvato Snow da sé stesso e dai suoi rimpianti, dai suoi ricordi e dalla sua sofferenza.
Era soddisfatto di sé.
Probabilmente non erano pensieri virili, non erano pensieri dell’erede Tarly.
Non erano idee del Distruttore, sensazioni di Messer Porcello.
Era il cuore di Sam e batteva forte, pieno di entusiasmo e vita anche se il giorno successivo avrebbe dovuto badare al corvo del Maestro.
Però avrebbe rivisto i suoi amici che lo consideravano indispensabile.
Aveva una casa pur non possedendone, una famiglia amche se non avrebbe dovuto crearsela e degli amici.
Un perfetto guardiano e ora , soprattutto, non era più solo.
Era al caldo, anche lui.

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2 thoughts on “Fiocco di neve 2

  1. Come già sai amo questa fic, sia dal punto di vista di Jon che di Sam, ma questa la preferisco.
    Sam è un personaggio con il quale è facile identificarsi.
    Come dici tu, è debole ma non per questo inutile. Anche lui è forte a modo suo,forse nel modo più coraggioso di tutti, quello intimo.
    Nonostante possa essere vigliacco in battaglia ed esitare, Sam non perde un secondo di tempo quando si tratta di baciare Jon, perchè vuole chiarire la situaione ed affrontarne tutte le conseguenze, qualunque siano. Se non è coraggio questo, mettersi a nudo così, non so davvero cosa possa esserlo…
    Inoltre l’amore disinteressato di Sam è meraviglioso. Ama Jon perchè sente di poterlo aiutare, il fatto di sentirsi desiderato è per lui importante ma secondario. Non si aspetta niente da Jon se non l’essere accettato come amico, amante, o qualunque cosa gli permetta di stare insieme. Qualunque cosa lo faccia sentire a casa, nel cuore di qualcuno.
    Potrei stare qui a sciogliermi per l’adorabilità di questa ship e a sproloquiare ma poi non la finirei più.
    Inutile dire che adoro come scrivi e che non ci sono particolari errori a parte qualche distrazione:
    – Jon non sorrideva lo sapevano tutti (hai scritto sapevamo)
    – gli sbalzi d’umore di Aemon, Snow (virgola)
    – però…tra i guardiani (maiuscola)
    Complimenti my lady, questa fic è la perfezione!

    1. Oddio adesso mi sciolgo e Gesù, grazie mille per le tue parole splendide che mi allargano sempre il cuore.
      Correggeró tutti gli errori che mi hai segnalato e penso proprio che trasferirò questa mini raccolta su Efp, mi duole che non ci siano Jon/Sam nel fandom ~
      Sam è uno di quei personaggi estremamente sottovalutati e il cui cuore grande è spesso dimenticato per altri difetti.
      Voglio molto bene a Tarly da quando ho scritto questa fanfiction e penso che personaggi buoni come lui ce ne siano pochissimi nella saga e questa cosa viene spesso sottovalutata perché compaiono grandi guerrieri e regine facendo passare in secondo piano gli umili e i puri come lui.

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