Fanfiction

Almeno per una notte

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Ogni tanto persino lui si fa qualche domanda, persino lui cerca di capire se tutto quello che è successo sia solo ed esclusivamente colpa sua.
Magari è pazzo per davvero, magari i suoi figli sono davvero pericolosi e la sua esistenza, tutta quanta, senza escluderne nemmeno un secondo è un errore e lui è uno scherzo della natura.
Contrae una mano in uno spasmo tanto rapido da sembrare involontario, il suo respiro si accorcia.
Deve mantenere la calma, eppure è sempre più difficile: la sua piccola guerra sta precipitando e il suo passato, il suo legame con Asgard lo tormentano, lasciandogli addosso segni tali da sembrare strumenti di tortura.
Ci ha pensato, avrebbe potuto morire.
Non ha mai osato farlo, un po’ per vendicarsi degli Asi e un po’ per vendicarsi di Thor, probabilmente l’unico essere sulla faccia dell’Universo ad amarlo davvero.
Thor è troppo legato al ricordo di quello che erano stati, non è stato capace di concepire l’idea che suo fratello potesse esistere a prescindere da lui.
Tac, tac, tac.
Passi.
“Banner, non la aspettavo”.
“E’ un bel posto?” domanda lo scienziato ignorando l’affermazione dello Jotun e appoggiandosi alla ringhiera per guardare la città al di sotto.
Il dio lo imita.
“E’ un posto come un altro che prima o poi scomparirà” commenta Loki, con lo sguardo puntato ostinatamente sulla strada.
“Su cosa stai rimuginando?”
Sul fatto che tu,Banner, sei un Vendicatore e non dovresti nemmeno parlargli e limitarti a usarlo come straccio per la polvere come l’ultima volta? O forse sul senso della vita? E a te cosa importa?
“Da cosa deduci che sto rimuginando?” chiede senza guardare l’uomo che ha di fianco a sé.
“Chi vuole conquistare un pianeta ha il cervello acceso ventiquattro ore al giorno: i grandi comandanti non lasciano nulla al caso”.
Breve, incisivo e impersonale: ecco un dialogo che non implica nulla, se non esattamente quanto viene detto.
Scientifico.
“Se non avessi voluto conquistare Midgard a quest’ora non starei rimuginando, quindi?
“Staresti tritando pensieri lo stesso: i cervelli non si spengono”.
Si osservano, si studiano di sottecchi: uno è impassibile, freddo e calmo, l’altro è pieno di tic: dal pulirsi gli occhiali al mordersi un angolo della bocca al chiudere una mano a pugno non sta fermo un secondo.
E’ forse un irritante insieme di difetti che è legato alla sua mostruosa seconda natura?
“Cosa sei qui a fare, Banner?”
“Vorrei fumare”replica solo l’uomo, sfilandosi dalla tasca un pacchetto di sigarette e portandone una alle labbra dopo averla accesa:”Come mai non hai paura di me?Io al tuo posto sarei terrorizzato se incontrassi un tizio che mi ha mescolato le ossa”.
“Pensavo” il dio fa spallucce:”Posso?”domanda .
Cosa c’entra?Perchè fai finta di non notare la sua evasività?
Il moro allunga quanto richiesto insieme all’accendino.
“Lo sai usare?”
“E’ una tecnica banalissima per accendere una sigaretta” sbuffa il norreno dimostrando di saper usare alla perfezione lo strumento, sotto lo sguardo castano dell’umano.
“Avevo ragione, allora”.
Eh già, bravo Bruce: sei tu il laureato dei due e un motivo c’è,eh?
Il dio non lo degna di risposta.
“A cosa pensavi?”
“Potrebbero essere questioni che non ti riguardano” fa notare Loki, caustico.
Uno sbuffo di fumo , silenzio da parte di Banner.
“Sono storie vecchie”.
“Mi piacciono le storie, le trovo rilassanti”.
Oh, il midgardiano si crede spiritoso!
“Thor”.
Bruce Banner si volta, appoggiandosi coi gomiti al davanzale.
“Uhm, cos’è successo?”
“Immagino di doverti una spiegazione, sono sul tuo terrazzo,dopotutto Discussioni di un paio di secoli fa, su…”
“I tuoi figli?”
“Cosa sai dei miei figli?”
“Non pensavo fosse una cosa di cui parlassi volentieri”.
“Non ne ho mai parlato”.
Da quando ti concedi di battibeccare con Hulk?
Il moro soffia elegantemente il fumo che ha inalato.
“Si legge molto su Internet” commenta laconico lo scienziato.
“Non so cos’è internet” brontola il dio degli inganni.
“Usi un accendino e non conosci internet, il web?”
Pochi hanno sentito Banner ridere, ma Loki deve ammettere che è un bel suono.
Gli si accendono gli occhi quando sorride.
E’ un uomo paurosamente normale e banale quando non è Hulk.
Forse è proprio quello di cui ha bisogno: normalità, semplicità, ricominciare.
“Comunque non c’entrano solo i miei figli,c’è di mezzo anche Thor.”
“L’hai già detto, ma non dovresti essere troppo duro nel valutare ciò che fa Thor”.
Le mani bianche del dio si contraggono di nuovo, la sigaretta cade oltre il parapetto del terrazzo.
“Tu. Non . Sai. Nulla” ringhia il dio perdendo l’eleganza nei lineamenti e l’armoniosità della voce che tanto facilmente incanta Bruce.
“Tu per tuo fratello sei la cosa più preziosa che esista al mondo, quello inadeguato è lui, nella sua visione delle cose”.
Banner ha parlato con voce controllata, morbida e una sicurezza che sembra derivi da qualcosa di angosciosamente simile all’esperienza.
Il norreno fatica a controllarsi, a gestire l’istinto e ciò che il proprio corpo, totalmente indipendente dal suo cervello perfettamente logico e razionale, alle volte gli impone di fare.
Al moro piace quella divinità lunatica, quasi femminile nel suo essere, incomprensibilmente, affascinante e chiaramente mascolina.
“Stavolta prima di toccarti mi sembra giusto chiedere”.
Bastano due passi e uno jotun stanco, veramente troppo stanco di lottare contro il mondo, sta respirando affannosamente contro il suo petto ampio, tenta di nascondere le lacrime, quantomeno.
Lo scienziato rinsalda la presa, sorridendo senza farsi beccare dal dio degli inganni.
“Sei veramente un dio che avrebbe bisogno di più cure”.

A volte la stanchezza ha il sopravvento persino sugli immortali, a volte il dolore consuma talmente tanto e l’odio scolpisce a tal punto il nostro essere che dimentichiamo di guardarci intorno alla ricerca di qualcosa che ci tiri fuori dal tunnel.
“Suonerebbe tremendamente smielato ringraziarti” mormora Loki, ghignando.
E’ rapido a ricomporsi.
“Di solito i miei pazienti mi ringraziano vivendo una vita piena e felice, i miei amici cercando di tornare da me per una sigaretta sul terrazzo e una cena, quando capita.”
“Sei un uomo veramente semplice”.
E non vuole assolutamente essere un insulto: Banner è veramente un uomo semplice, che apprezza ogni cosa e sa dare a ciò che gli accade il giusto valore e peso.
“Grazie”.
“Elargisci sempre buoni consigli con questa generosità?”
L’uomo ride e gli scompiglia affettuosamente i capelli tenuti di solito in perfetto ordine.
“Un uomo probabilmente saggio quanto vanitoso ha detto che elargiva buoni consigli perché non ha mai saputo che farsene”.
“E tu, Banner?”
“Bruce”
“Bruce.”
Il moro sorride, enigmatico, prima di stampargli un bacio in fronte e rientrare in casa.
“Io non ne ho mai ricevuti”.
Malinconia?
Nemmeno lui ne ha mai ricevuti e si è limitato a offrire pareri e suggerimenti puramente di comodo.
E’ forse per questo che lo spiazzano tanto la sincerità e il modo di fare di Bruce (che parola deliziosa, che suono gradevole), così diverso da quello degli altri Avengers.
“Posso … tornare?”
“Non ho mai chiuso la porta in faccia a nessuno”.
Ergo gli piacerebbe molto riaverlo lì.
Il gigante non ricorda quale sia l’ultima persona ad avergli rivolto un invito del genere.
Glielo ha mai rivolto qualcuno?
“Mi… piacerebbe, ma non farti troppe illusioni” ammette lo jotun.
Lo sa, lo sa che è il dio del caos, che è imprevedibile e volubile come un bambino ricco in un negozio di giocattoli.
Banner alza le spalle.
“La gente va, la gente viene, la gente vive, la gente muore”.
“Una gran bella massima”.
“Ho visto cose orrende, ma non per questo smetto di vivere la mia vita”.
“Ne hai anche fatte”
“Vuoi sapere come si convive con un errore? Con un omicidio, con la morte, con la paura di non essere più padroni di sé da un momento all’altro?”
Parla velocemente, gesticola molto, sorride spesso.
Loki ammutolisce per un secondo.
“Non penso si possa fare”.
“Già, per cui si tenta di dimenticare o si affrontano i propri ricordi”.
Lo scienziato si morde la stanghetta degli occhiali mentre studia il semidio.
Come può esistere una creatura tanto lunatica e sensibile e contemporaneamente tanto amareggiata e rassegnata?
“Ti va di mangiare qualcosa, super evaso?”
“Sono un tipo dai gusti sofisticati”
“Vedrai che la cucina indiana ti piacerà” lo rassicura Banner mentre prepara qualcosa di veloce.
“Come cucinano gli indiani?”
“Saporito”
“Speziato o piccante?”
“Quanta precisione, chef: credo che mi limiterò allo speziato: scalda di meno ma soddisfa di più”
“Fai aforismi gastronomici?” domanda contenendo a stento le risate lo jotun.
“Ho molto su cui riflettere e molto tempo per farlo” dice solo lo scienziato facendosi sfuggire un sorriso pericolosamente tentatore.
Loki non ha mai visto sorrisi simili, non ha mai conosciuto un uomo che rientrasse tanto bene nella definizione di mutevolezza.
Che strano.
Lo jotun viene fatto accomodare in casa mentre Banner cucina.
Quando assaggia il primo boccone di pollo la carne risulta morbida e succosa, saporita al punto giusto! Se non stesse masticando riderebbe, probabilmente.
E’ tutto davvero insolito, per lui: l’ospitalità, il calore, la condivisione… senza scopo! Perché? Avrebbe potuto chiamare i suoi colleghi ogni minuto e invece stanno mangiando davanti a un basso tavolino bianco adeguatamente apparecchiato e intrattengono una piacevole conversazione sull’uso delle bacchette rispetto alle posate occidentali  per finire sull’effettivo senso della divisione culturale fra Occidente e Oriente con relativi stereotipi e ghettizzazioni di modelli di comportamento, o qualcosa di simile.
Il cielo si fa scuro e i tuoni rombano nel cielo.
“Devo andare, Bruce” esala bloccandosi a mezz’aria con le bacchette in mano per poi voltarsi a disagio verso le porte-finestra.
L’uomo gliele abbassa con un tocco fermo e sicuro.
“Resta almeno stanotte,  dai” propone con voce setosa il dottore.
La tentazione fa sentire prepotente la sua forza e il suo dolce sapore di abbandono.
“In ogni caso domani mattina me ne sarò andato…”
“Ancora prima che io apra gli occhi, lo so”.
“Per una volta potrei aspettare un po’…” mugola il semidio storpiando le labbra in una smorfia indecisa.
“Questo mi riempie di gioia” conclude Banner tirandoselo conto sorridendo soddisfatto.
Laufeyson sarebbe morto per quel sorriso, probabilmente.
Non lo dice per molte altre cose, ma trova quell’umano geneticamente diverso dai suoi simili, è una creatura che è consapevole della sua immane distruttività eppure emana sol pace, forse la cosa che lui più cerca al mondo.
Si sarebbe crogiolato nel calore di Bruce, quella notte, nel suo corpo e contro il suo corpo, nella sua mente e avrebbe aperto una piccola parte del suo cuore non avvelenata dalla vita.
Bruce avrebbe goduto dello stesso calore, dell’infrangersi del respiro di Loki sulla sua pelle ancora sudata, del suo cantare per rilassarlo e dei suoi sussurri tranquillizzanti durante l’amplesso e avrebbe smesso di essere un mostro, almeno per un po’.
Almeno per qualcuno.
E Loki, ogni volta che si allontanava, lo faceva con la medesima idea: aveva ciò che tutti gli esseri senzienti al mondo hanno bisogno , un posto da chiamare casa, a cui fare periodicamente ritorno per far scorta di quelle sensazioni, dei profumi, dei sapori e delle parole.
Perché forse, due mostri insieme non sono più spaventosi.
Due mostri quando si incontrano sono soli.
Ma anche insieme, almeno per un momento.
Almeno per una notte.
Uomini.

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3 thoughts on “Almeno per una notte

  1. Non shippo Loki e Bruce.
    C’è chi lo fa, io sto ancora chiedendomi perché, ma che importa?
    Comunque, posti così sono uno spettacolo.
    Uno spettacolo melanconico, perché sono entrambe persone che hanno bisogno di ricominciare; di tranquillità.
    Banner è normale, monotono, noioso quasi. Loki però anela a questo, anela ad una calma che può trovare accanto al mite scienziato, E quando la cosa diventa troppo noiosa, si può sempre scatenare la bestia.
    Niente, avevo letto all’epoca questa storia, e la adoro. Ora mi ha fatto vincere un banner, quindi anche meglio XD
    ❤ ❤ ❤ ❤

    1. Oddio, adoro quando si soffermano su questa storia perché è la mia prima e unica Loki/Bruce, ma ci ho messo quasi un anno e mezzo a scriverla xD.
      Sono felice che ti piacciano messi così, perché non saprei immaginarli in modo diverso e adoro Brucie, il suo lato zen e la sua sensibilità straordinaria (AGE OF ULTRON PARLO DI TE) e sfruttarla nelle situazioni più disparate è divertente <3.
      Grazie mille <3, il banner arriva!

      1. L’avevo già letta, ma poi è successo che non sapevo come si facesse a commentare XD
        Io adoro la sensibilità e la pacatezza di Bruce, ho odiato come è stata mandata a pu – lcinelle in Age of Ultron e penso che è potrebbe essere un buon sostegno per Loki.
        Non il migliore, ma ehi, anche le cose sbagliate funzionano ❤

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