Fanfiction

In memoriam

La guerra è finita e i cadaveri da seppellire sono molti e altrettante le famiglie a cui portare notizia di un lutto, anche se di quelle famiglie sono rimaste in vita poche persone.
Andromeda Black è una delle persone che deve ricevere ufficialmente la notizia di un lutto dal Ministero,e a bussare alla sua porta sarà una persona che non pensava di poter vedere mai:il Capo del dipartimento degli Auror,Harry Potter, con tante idee su come parlare di un lutto e pochissima pratica nel farlo effettivamente.
“Signora Black?”comincia il ventenne capodipartimento:”Sono venuto a notif…No, troppo impersonale!Signora Black sono venuto a dichiarar…Oh, vediamo di sbrigarci!”esclama d’un tratto seccato mentre bussa alla porta di Andromeda Black.
“Signor Potter, avevo iniziato a pensare che non si sarebbe mai deciso.”afferma in tono cortese la signora Black aprendo l’uscio.
Il moro fa un cenno indicando oltre l’ingresso:”Posso…?”
La strega reclina il capo in segno di assenso e spalanca la porta.
“Cosa posso fare per il più famoso funzionario ministeriale?”domanda la donna arrotolandosi intorno ad un dito una ciocca dei capelli scuri e studiando il giovane mago con interesse.
“Sono venuto per comunicarle in via ufficiale il decesso di Bellatrix e dirle che in quanto non ha lasciato alcuna volontà su dove e come essere sepolta e queste decisioni dovranno essere prese dai suoi parenti più prossimi e…”sciorina in tono asettico come se stesse leggendo delle battute da un copione.
E’ Andromeda a sorprenderlo interrompendo il suo nervoso flusso di parole.
“Vuole un thè? Insomma, ormai sono le quattro e non lascio certo in piedi e senza nulla un mio ospite.”spiega accennando a dirigersi in cucina.
“Non voglio disturbare e dovrei tornare al Ministero fra poco,ecco.”replica Harry.
“Insisto, signor Potter” dice Andromeda facendo partire un bollitore con un colpo di bacchetta”Insisto perché vorrei farle una domanda.”prosegue.
L’auror s’accomoda nell’elegante salotto chiaro.
“Lei seppellirebbe Bellatrix Lestrange?Pensa che meriti il ricordo anche solo di una persona?”chiede sorseggiando una tazza di the la signora e prendendone una per il giovane Potter.
Gliela porge.
Gli occhi verdi dell’Eroe si fanno di colpo foschi al ricordo della Black, una donna ha commesso atti atroci e non se n’è mai pentita.
E forse l’unica cosa che si combinava alla sua abilità nei duelli era quella:una feroce determinazione, un’incrollabile convinzione in ciò che faceva e una fiducia totale nella persona per cui lo faceva.
Un po’ come te, del resto, vero Harry?Quello che fra i Mangiamorte era conosciuto come uno degli schiavetti di Silente proprio per questa tua spiccata determinazione.
Non siete tanto diversi,ora che ci pensi bene.
“Se avesse qualcuno  intenzionato a conservare il ricordo si potrebbe seppellirla nel vostro mausoleo.”propone Potter finendo la sua parte di the.
La signora Tonks lo studia con quei suoi occhi dolci e luminosi, quel tratto che l’ha sempre differenziata dalla sorella.
Gli occhi di Andromeda hanno ancora la forza di brillare nonostante tutto il dolore che hanno visto e per questo il ventenne l’ammira molto.
“Lei pensa che Bellatrix Lestrange sia sempre stata una persona sbagliata, una strega da sempre votata al lato oscuro?”chiede la Black ammirando i raggi di sole che comincia a calare colpire le spalle dell’Auror di fronte a lei.
“Nessuno è predestinato ad essere malvagio, di questo sono profondamente convinto!Come nessuno è sbagliato!”esclama Harry infervorandosi come se non si stesse parlando di una delle più crudeli Mangiamorte ma di una questione molto personale.
Lui che per troppi anni  è stato recluso in un mondo senza la magia ed  è stato considerato quello ‘malvagio’, lo sbaglio entrato a turbare la pace di una perfetta famiglia buona e felice.
Che non è dissimile dalla visione che i famigliari dovevano avere della Lestrange: ‘la matta’, ‘lo sbaglio’, ‘la malvagità fatta persona’…
“Eri un Grifondoro, vero?”chiede pacatamente e sorridendo la mamma di Tonks “Sei molto impulsivo e le tue parole sono sincere.”
Il moro sorride e si sistema meglio nella poltrona offertagli prima.
Senza accorgersene, il tempo è volato e dalle quattro si sono fatte le sei.
“Signora Tonks, qualcuno mi punirà per questo ritardo, ma parlare con lei è stato utile.Seppellisca Bellatrix in quel mausoleo, non sono di certo io la persona più adatta a discutere di questo in quanto non la conoscevo”.
La strega annuisce e con un gesto elegante gli apre la porta.
“Voi siete più simili di quanto pensiate, lo sa? Era anche lei una reietta, nonostante inizialmente sembrasse quella ammirata da tutti, la ‘vera Black’.”
“La seppellisca lì, ok? Ha diritto di stare con la sua famiglia, con qualcuno che, anche se per poco, l’ha amata per davvero.” scatta lui attraversando l’uscio.
Come i tuoi genitori,Harry Potter? Quei genitori di cui nemmeno tu hai potuto appieno apprezzare l’amore poiché appena nato eri sul ciglio di casa Dursley?
Troppe domande a cui dare una risposta senza avere un momento di calma.
Ecco, è meglio tornare a pensare al lavoro e l’ammonimento che l’avrebbe atteso in ufficio il giorno dopo, invece di farsi l’idea che magari, un ultimo saluto lo meritano davvero tutti.
Con lo stomaco chiuso torna a casa.
*
Il primo settembre è un giorno lugubre e piovoso.
Il primo settembre è il giorno in cui sulla tomba di una Mangiamorte ci sono solo due persone.
Il primo settembre, la pioggia passerà nei solchi del marmo che compongono il motto dei Black,pulendoli.
E Andromeda Black,insieme ad Harry Potter, lascia dei fiori davanti alla lapide.
Dei fiori per ricordare a quelli che passavano di là, che la guerra, nonostante i dolori e le privazioni, ti insegna a credere in te e in quello che hai.
E,in memoriam,Bellatrix aveva solo sé stessa e il suo signore.
Troppo poco.
Ma ci ha creduto fino in fondo

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