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Big Hero 6

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Una recensione seria e obiettiva di Big Hero 6? La avrete quando la smetterò di ridere e piangere contemporaneamente come una schizofrenica.
La storia di per sè ha una trama non troppo articolata come deve essere in un film adatto anche a un pubblico infantile, ma è ricco di riferimenti alla cultura dei mecha giapponesi (e ai mecha/shonen in generale, vedi i Power Rangers), ai pokémon e alla sfera anime degli ultimi anni, oltre che a Supernatural a detta di fratelloH che mi ha accompagnata.
Hiro ha un fratello e ama gli incontri clandestini di robot, che gli rendono anche abbastanza bene e durante uno di questi rischia il collo e viene sgamato dalla Polizia che lo arresta insieme al maggiore della famiglia.
I due vengono portati a casa dalla zia che li ha adottati da dopo la morte dei genitori.
Fratellone parte col pistolotto sui brutti cattivi incontri clandestini ma dopotutto gli vuol bene al tredicenne genio (Shikamaru? Sí, mi sembra di sentirti insieme a Sheldon Cooper) e se lo porta al laboratorio (Scuola dei Nerd)presentandolo agli amici e al suo professore, che lo invita a tentare l’iscrizione universitaria per concorso.
Durante il concorso, Tadashi=fratello, muore per salvare il suo prof da un incendio scoppiato nell’edificio.
Il colpevole si scopre piú avanti.
Hiro attraversa una fase di depressione in cui lo aiuta il robot di Tada-san, che scopre anche dove sono finiti i suoi nanobot.
Parte la caccia al ladro prima in solitaria poi con l’aiuto dei meravigliosi nerd della scuola ed emerge una storia piuttosto triste ma alla fine tutti e sei gli eroi sopravvivono, anche la figlia del cattivo ad esclusione di Big-White-Balalalalla (mio soprannome u-u).
Giuro di essermi strappata il cuore in sala per la delicatezza di questa pellicola.
Emotivamente ti coinvolge da subito per la sua leggerezza, per i suoi continui salti fra comico, drammatico, imbarazzo adolescenziale e maturità nerd mostruosamente divertente e tutti i personaggi sono caratterizzati in maniera molto spiritosa e anche la situazioni peggiori, le piú ricche di tensione si risolvono senza risultare forzate o troppo pesanti.
È un film adatto a ogni tipo di pubblico, dai vecchioni come me ai bambini di cinque anni.
Graficamente ho trovato i disegni stupefacenti giá a partire dallo skyline di San Fransokyo, moderno e frizzante connubio in realtá di molte piú cittá, alcune anche europee, credo.
La parte migliore del disegno direi che si rivela nella struttura interna del portale che usano-o meglio, vorrebbero usare- per il teletrasporto: molto indie, molto psichedelica e pop art eppure non fastidiosa per gli occhi, quasi una specie di Paradiso alternativo fatto di colori e illustrazioni scientifiche davvero ben convertite ad elemento artistico.
Il costume da super-eroe meglio riuscito? Senza dubbio quello della chimica bionda, credo di non aver mai visto qualcosa di piú kawaii e poi boh, c’è anche un accenno di Tron nel costume della punkettona?
In generale la caratterizzazione dei personaggi è sorprendentemente equilibrata e ognuno ha il suo spazio e le sue sorprese, vedi il maggiordomo per il fattone in costume da lucertola (cosa che mi ha richiamato un’altra volta i pokèmon ).
Il rapporto fra Hiro e Tadashi è stupendo e non credo che un ragazzino possa sopportare tutte quelle sfighe, per cui è dolcissimo il modo in cui gli amici che lui non pensava di avere accorrono da lui nel momento del bisogno.
Non ha nemmeno una colonna sonora troppo presente o frastornante anche se non ho capito quale fosse la canzone di Moreno nel film, ma questo è un altro problema.
Trovo anche bella l’idea di inserire nel film questa idea dell’essere intelligenti aperti agli altri e studiosi appassionati di qualcosa come positiva e fonte di forza dei protagonisti che sono sempre e orgogliosamente sé stessi e apprezzati per questo.
Critiche? Forse il cortometraggio iniziale il cui senso non mi è ben chiaro ma di sicuro mi ha aiutata a entrare nell’atmosfera del film successivo con la sua dolcezza e l’ingenuo entusiasmo che lo attraversava tutto (ah, la dieta a erbette fa schifo anche ai cani, vegani in ascolto!).
Mi inquieta un poco la parte in cui il tizio mangia di notte e di nascosto, ma forse sono io una persona troppo prevenuta e sospettosa su certe cose e messaggi.
Insomma, Big Hero 6 è consigliatissimo per tutti, è davvero un film di Natale da vedere con chiunque vogliate, fosse solo per farvi un regalo molto dolce.
Voto:8/9-10
E balalalla a tutti~

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