recensioni

You crea il tuo destino

download

Per la 2015 Reading Challenge mi è venuta voglia di riprendere in mano un libro particolare che suppongo sia qualcosa di misconosciuto e ho scoperto per caso in uno scaffale di una libreria toscana: “You: crea il tuo destino”, cosino mica male che ora abita in pianta stabile la mia mensola e un po’ il mio cuore.
E’ un testo scritto sicuramente per gamer e che si propone di avvicinare neofiti al mondo dell’attività videoludica col relativo sottobosco di opzioni di svago e devo dire che forse nel secondo obiettivo ha un poco fallito.
Lo stile di scrittura è a tratti pesante, forse prolisso nei dettagli ma di sicuro contribuisce a tenere in piedi un intreccio che alla fine ti cattura anche se ti definisci un gamer solo per aver giocato ai Pokèmon.
L’idea di una spada demoniaca, bug irrisolvibile di un gioco creato da un brillante ragazzo che però decide di suicidarsi dopo aver fondato col migliore amico un’azienda di videogiochi mi ha sfiziata da subito, lo ammetto, perché sono innamorata del fantasy e irriducibile appassionata dei viaggi epici alla Tolkien.
Le parti sulla programmazione sono forse le meno attraenti ma di certo corrette e completate da un glossario a fondo libro con le principali tappe dell’evoluzione dei videogames fino al 2008 e ciò è sicuramente un punto a favore dell’autore.
Premetto, prima di scendere in ulteriori considerazioni su questo testo, che io lo ho amato pur trovandolo, a volte, col passo un poco da Snorlax, da Ganondorf.
E’ un intreccio dolceamaro di vicende personali e stralci sull’economia moderna, di ingressi rapidissimi nel mondo virtuale che poi non è così lontano da quello reale raffigurato con una vena ironica e autoironica, quasi amara, che mi piace molto.
Insomma, la nostra congrega protagonista deve scoprire dove è finita Mournblade, spadone demoniaco ricco di rune che mangia punti vita e ferita senza soluzione di continuità oltre a rubare l’anima di chi la possiede: è però d’altro canto presentata come l’arma perfetta che ti rende semplicemente invulnerabile a ogni tipo di attacco esterno indipendentemente dal mezzo con cui è scagliato .
Mournblade ha un secondo difetto: per mantenerti come guerriero potente, ti costringe a continuare a uccidere perché l’arma non ti stronchi il pg.
I progressi della grafica dei giochi e della strutturazione dei programmi sono una cornice per l’azione anche di esseri virtuali che però sono semplice trasmutazione dell”io” reale, che si trasfonde inevitabilmente nel protagonista che salva il mondo e viene acclamato come eroe.
Il secondo filone di trama che si riallaccerà alla morte di Simon e alla sua spada magica è in realtà una serie di flashback su un gruppo di ragazzi che poi, volenti o nolenti, diventati adulti, si trova a lavorare alla loro ossessione giovanile: il videogioco perfetto, l’idea di un videogame così inarrivabile da non voler più smettere di giocare ed essere totalmente presi dal mondo dimenticando il resto dei prodotti di intrattenimento e non solo.
Qui, per chi vuol vedere, si nasconde la seconda faccia (e più inquietante) del videogioco perfetto: nessuno smetterebbe di giocarci dimenticando tutto il resto, anche la vita reale che non è così avvincente, intrigante e magica come la virtuale e le avventure che essa offre a portata di tutti, basterebbe accendere un pc e/o una consolle.
Ma il messaggio di fondo dell’autore, persona a mio ignorantissimo parere stimabilissima, è profondo: non basteranno la miglior scheda grafica, la realtà aumentata, il 3d, il 4d, i sensori di movimento o le colonne sonore create dai più grandi compositori a far di un videogioco un grande videogioco! E’ la persona che lo vive a renderlo tale trasferendo in esso le sue emozioni, creando con esso nuovi ricordi a cui affezionarsi, un nuovo mondo in cui rifugiarsi per poter provare a affrontare la realtà con un po’ più di serenità dopo aver staccato la razionalità per un momento, ecco.
I protagonisti veri sono un gruppo di nerd senza speranza, dei ragazzi che sembrano stereotipati dai film americani, i ragazzini in fondo all’aula che studiavano mentre gli altri pomiciavano e sbragavano su cantanti famosi.
E’ un po’ la rivincita di simili persone, che creano i nostri mondi senza che noi lo sappiamo o ne conosciamo le storie e il passato e noi dimentichiamo spesso.
L’invito alla programmazione e all’avvicinarsi a uno studio serio della meccanica di gioco e da cosa deriva il mondo che noi fruiamo accendendo, banalmente, un pc e inserendo un disco è ben chiaro e ovviamente apprezzabile, per quanto la matematica non sia il mio campo.
Implicito, direi, è l’invito all’analisi, alla curiosità e a non perdere la voglia di giocare e sognare, cose che un buon videogioco deve stuzzicare sempre.
Parliamo di persone che creano livelli a forma di pene, ovviamente, ma mi sono affezionata a Lisa, l’appassionata di matematica stramboide che va a fare un colloquio al MIT e migliora.
Ci rivedo anche qualche elemento di BBT, lo spiantato Leonard protagonista e il gruppone di tecnici che entrano in gioco per il buon funzionamento di un videogioco che potrebbe compromettere l’economia mondiale.
Questa volta non vi voglio anticipar nulla sui personaggi e la conclusione che spero vi soddisfi quanto ha soddisfatto  me e lo faccio per un motivo specifico: dovete gustarvelo, è troppo particolare come testo.
La struttura che si alterna fra flashback, signorilmente gestiti, il sogno infantile e ossessivo della perfezione e della genialità, della fama, dubbi e rimpianti, curiosità  e riflessioni disincantate è organica e stranamente non disomogenea.
Sono curiosa di capire cosa ne pensate voi, perché in linea di principio sono rimasta affascinata da… diciamo tutto, protagonista incluso in cui finisci per ritrovarti e apprezzare, nonostante l’apparente fallimento e vita insensatamente sprecata che diventa una mancanza di sogni mai espressi.
You, crea il tuo destino, è formidabile in questo: a raccontarti che la vita può sempre cambiare e che il sogno di giocare, seppur adulti, pur avendo ( o forse proprio con)  una vita di ambizioni e aspettative da soddisfare, sia foriero di un potere straordinario: è la vera libertà, il buttare per aria il tavolo e scappare, ogni tanto, dando dimostrazione della fantasia e di quanto essa possa davvero migliorare, ampliare e colorare le nostre vite.
Con un clic e un po’ di passione.
Ho sconsideratamente dimenticato il voto finale che di solito metto, ma rimediamo subito:9/10 perché non ritengo giusto che le mie aspettative deluse che però mi han portata a un altro livello di impegno nella lettura di una storia apparentemente leggera e forse facilona che in realtà è stata una continua sorpresa, vi fermi dal leggere il racconto.
Siate curiosi, date un clic a You e create la vostra saga eroica <3.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...