Challenge e iniziative · recensioni

Identità e gerarchia


La sociologia del risentimento è un viaggio fra i temi archetipici dell’analisi sociale rappresentati con parole di immediata comprensibilità e impatto.
Spesso si interpreta ciò che semanticamente identifichiamo come negativo come automaticamente indegno di analisi, ma non è assolutamente così e per la sociologia ogni tassello dell’animo umano e del vivere quotidiano come dell’anima è degno di analisi e interpretazione.
Così arriviamo a una definizione filosofica del risentimento e delle frustrazione che ormai pervadono una società moderna che però si trova delusa nelle aspettative sul progresso scientifico e sulle istanze democratiche.
La tesi che percorre il testo è in sostanza l’idea che i sentimenti negativi e disgreganti, in realtà, siano parte integrante e necessaria del tessuto sociale, che però nel mondo attuale non ha modalità di contenimento potenti come avveniva nel passato.
Le strutture sono sempre meno rigide, meno adatte e meno aggiornate sulle mosse da fare per canalizzare adeguatamente le frustrazioni del singolo (seconda parte).
La terza parte del libro (o almeno, io così lo ho diviso idealmente) si occupa di analizzare e spiegare attraverso alcuni fatti storici, come la guerra in Kosovo, le spinte xenofobe e paranoiche che emergono in coincidenza non solo dei periodi critici, ma anche nel corso di epoche in cui tramite strutture sociali e statali differenti si esercitava una diversa canalizzazione del risentimento.
Di certo questo non è un bellissimo libro, non è nato per intrattenere ma lo ho scelto con la ragione precisa di inserire un testo non fiction che mi fosse pesato leggere, per me cosa non facile dato che di solito gli argomenti e le discettazioni accademiche non sono una mia grande passione se non post esame relativo.
Il libro in sè è abbastanza breve, è quasi un libriccino e non porta via troppo spazio se volete leggerlo anche mentre siete in giro o comunque non in casa.
Lo stile di scrittura è scorrevole e nonostante l’intento accademico è un manuale godibile per larga parte e tecnicamente valido per gli argomenti di drammatica attualità che tocca, vedi gli ultimi fatti di cronaca, ma di questo nello specifico si parlerà di un post specifico, per vari motivi.
Vi consiglio questo volume specie se interessati alla cronaca attuale e volete riflettere, anche solo fra voi stessi senza coinvolgere nessuno perché trovo che ragionare su quel che accade intorno a noi sia un valido strumento di conferma della validità di alcune teorie, così come le teorie sono un valido mezzo per tentare di interpretare la realtà.
Insomma, ho scelto il libro di Tomelleri per ricordare che anche la critica e l’informazione sono essenziali, specie quelle utili e buone, che stimolano il lettore.
Direi che il Tomelleri è stato uno dei titoli più difficili da scegliere, ma non sono pentita di averlo inserito per quanto alcune osservazioni piuttosto banali sono nascoste dietro supposizioni e idee davvero interessanti.
Invito a leggerlo dandogli come voto un 7+/10.
Vi meritereste un premio solo per aver sopportato questo mappazzone di recensione pomposa e accademica! Grazie, pulcini <3.

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