recensioni

La Teoria del Tutto

Oggi sono andata a vedere la Teoria del Tutto, il film sul genio Stephen Hawking, che dovrebbe essere un nome e una garanzia quando si parla di film a sfondo scientifico.
La trama inizia quando Hawking è al college e non sa quale argomento scegliere per il dottorato, che in teoria è un problema che tocca tutti quanti hanno l’opportunità, in questo triste paese, di proseguire gli studi oltre la quinta superiore.
La storia prosegue nel raccontare la malattia e la vita, in generale, del professore stimato e dell’uomo malato.
Per cui non ho troppo, sinceramente, da dire, che sia negativo e positivo, questa volta.
Partiamo con ordine e dai punti positivi.

  1. Il doppiaggio: è ottimo, sul serio! Non ho nessuna obiezione da sollevare al riguardo perché mi pare davvero ben fatto e credibile.
  2. colonna sonora: presente nei punti giusti e mai troppo invadente, se non quasi del tutto assente ma essenziale, davvero ben inserita e sufficientemente esplicativa oltre che emotivamente toccante.
  3. Il cast: gli attori, nessuno escluso, hanno davvero dato una prova straordinaria di talento e accuratezza nell’aderire ai personaggi prescelti, mi è piaciuto anche questo.
  4. Il tema della malattia (che comparirà anche nella zona dei NO, per un motivo che vi chiarirò dopo) : è essenziale perché ovviamente Hawking si è ammalato molto giovane e perciò è piuttosto ovvio che la degenerazione cerebrale avrebbe occupato larga parte del copione e della pellicola, non ho un problema particolare perché avendo fatto tirocinio presso un CDI ho visto quasi ogni genere di disgrazia che può colpire un uomo sano e ho avuto il massimo rispetto per quelle persone come ne ho di Stephen, che magari chiamerò professore per non suonare troppo in confidenza. In ogni caso è apprezzabile la forza del prof nell’affrontare la malattia e il suo decorso tenendosi vicini i figli e poi trovando la forza di proseguire da solo.
  5. Il fluire della sceneggiatura: la storia scorre senza intoppi e con la massima fluidità nel corso del tempo. Non ci sono buchi della storia e nella composizione generale della pellicola, per cui anche qui diamo un bel dieci e lode e passiamo oltre.

Insomma, che dire? Sarei pregiudizievole e scorretta se vi dicessi che io non ho apprezzato il film, perché lo ho trovato godibile grazie alla combinazione dei cinque fattori che ho elencato qui sopra, sapete che non amo dire bugie.
Non so spiegarmelo, forse sono rimasta troppo palesemente influenzata da The Imitation Game, il film su Turning e mi aspettavo un film all’altezza.
Poi riflettendo mi rendo conto che alla fine loro son due persone diverse vissute in epoche ben differenti, ma un confronto sull’impostazione della biografia mi sorge spontaneo e spero che possiate perdonarmelo di cuore perché sono umana anche io e ogni tanto tendo a tifare pur non amando Benedict fisicamente.
Mi diletto nel premere perché lo guardiate, dopotutto non è un film alla Exodus e perciò non capisco come potrei negarvi qualcosa del genere.
Prima di passare all’analisi del lato negativo di questa storia dolceamara non so cosa dire se non il voto: 8–/10, senza demeriti particolari nella regia.
Ora purtroppo diciamo anche che l’epopea di Hawking non è assolutamente come me l’hanno prospettata al momento della ricerca di informazioni a riguardo, ovvero una figata pazzesca che mi avrebbe strappato il cuore.
E’ stato toccante vedere un genio rovinato dalla malattia ma comunque circondato da amici e supporto, oltre che da amore seppur per un periodo breve della sua vita.
La cosa che ho gradito meno (e qui veniamo al secondo blocco della rece, ahinoi) … ve la spiego con una semplice metafora: voi siete in un ristorante, vi viene servito un ottimo piatto del vostro cibo preferito e lo mangiate tutto di gran gusto, poi arrivate all’ultimo boccone e questo è bruciato.
Non vi rovina l’impressione su tutto il piatto?
A me succederebbe, non so a voi e me ne dispiace, vi giuro! Non sono riuscita a non pensare che pur avendo apprezzato la storia, la Teoria del Tutto mi è sembrato sinceramente un tentativo piuttosto mal riuscito di suscitare pietà nei confronti di un uomo malato e che diventa sempre più gravemente disabile, piuttosto che esporre anche lo scienziato e grande uomo di cultura che Hawking è tutt’ora e che ha fatto passi fondamentali nella storia del nostro secolo.
Al primo difetto si collega il secondo, ovvero la mancanza di … scienza? Possiamo definirlo così? Non c’è nessuna difficoltà a dare spazio anche agli studi di quest’uomo come è stato fatto in The Imitation Game, per cui sono piuttosto amareggiata da questa cosa che inficia l’immagine del professore.
Il discorso finale è molto bello e profondo, ma sinceramente mi resta questo dubbio.
Per me è un buon film con una buona storia, ma alcune parti sono state ingiustamente penalizzate e senza una ragione troppo chiara, a mio parere.
Ve lo consiglio, ovviamente e spero che riusciate a vederlo sul grande schermo, anche solo per il sapore un po’ vintage della prima metà della pellicola.
Guardatelo e fatemi sapere, come al solito la vostra acidona vi aspetta qui <3.

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