Challenge e iniziative · recensioni

Silver

In ogni caso mi sono inserita nella reading challenge e per cui offro il mio contributo con una nuova recensione con il libro che ha un colore nel nome, ovvero Silver, figlio della penna dell’autrice della Trilogia delle Gemme.
Questo libro è il primo di una trilogia e inizialmente è anche molto intrigante, poi mi sono sinceramente pentita di averlo anche solo iniziato.
Silver, ovvero argento, affronta il mondo onirico e complesso dell’inconoscio umano che si espande e ha delle potenzialità infinite.
L’idea è buona, sinceramente, mi pare che sia un buono spunto per una saga fantasy diversa dal solito, mi son detta.
E quindi mi son lanciata nelle avventure di una sfigatella che a quattordici anni fa kung-fu di nascosto dalla madre, ha una tata bavarese impedita e un cane deficiente quanto la madre che è una finta hippie libertina per un motivo a noi del tutto sconosciuto.
La trama si apre con una ragazzina che si infila involontariamente nel sogno di un fratellastro perché indossa la sua felpa dopo che la sorellastra isterica le rovescia dell’acqua addosso.
Capite quanto è inconcludente tutto ciò? E io me lo sorbisco solo per amor vostro, pulcini.
Ma non siamo ancora arrivati alla scena che mi ha spinta a tirare il libro dal balcone con una violenza tale da rompere il vetro.
Insomma, lei entra in un sogno che sembra uscito da un libro gotico del primo novecento e scopre di riuscire a cambiare aspetto diventando un agile gufo.
E poi batte il culo per terra nel mezzo di una specie di seduta spiritica in cui è stato evocato un demone che la dovrebbe eleggere a eletta nella storia di cui stiamo parlando.
Nella linea generale quindi non succede nulla per ora dato che lei non è convinta di aver avuto un sogno realistico.
A scuola, un’accademia dal nome improbabile, la identificano tutti come la sfigata con gli occhiali di Emma Watson, la classica finta brutta dei romanzi di Moccia, per intendersi, che però conosce a menadito Holmes e i romanzi inglesi perché sua madre (un’ignobile capra che non ci degneremo di nominare ulteriormente per non far diventare una recensione solo un mucchio di parolacce) è una professoressa di letteratura.
Nell’accademia dei rospi viene attorniata improvvisamente dai ragazzi più fighi della scuola che le fanno insistentemente domande sulla sua verginità e a lei non sorge nessun sospetto.
Con le settimane nella scuola si scopre che c’è una tizia dietro il giornale scolastico e sembra sapere tutto di tutti nella scuola osservando di nascosto ogni studente.
Mi son detta:”Ehy! Finalmente qualcosa di intrigante mi capita in mezzo ai piedi!” perciò ho proseguito insistentemente nella lettura fino alla fine almeno dei primi venti capitoli.
E mi sono cascate le proverbiali gonadi di cui tutti siamo dotati.
Il figo della situazione invita la ragazza a una festa che pare molto, molto invisa al protagonista maschile di questa brutta faccenda e non sappiamo perché.
Le domande sulla verginità della ragazza si susseguono senza sosta e nessuno sospetta niente, solo la sorella minore pare capire che qualcosa non quadra e pare la psicopatica del gruppo che si inventa roba che non esiste.
In ogni caso la madre la esorta a fare la quattordicenne trasgressiva perchè lei alla sua età si era già fatta, bucata, aveva già fatto 800 gare di shottini e a momenti si prostituiva per sport mentre studiava.
Arriva la fatidica festa mentre la protagonista femminile di cui mi sfugge il nome studia il corso dei suoi sogni e nella notte fa esperimenti riducendosi con due borse sotto gli occhi che nemmeno un panda.
Alla festa la invitano a entrare in un sotterraneo , buio, insonorizzato e con quattro ragazzi che provano insistentemente a farla ubriacare e loro sono già ubriachi.
A QUANTI DI NOI NON SAREBBE VENUTO DA SCAPPARE A GAMBE LEVATE? VOGLIO DIRE, A QUANTI UNA SCENA SIMILE NON PUZZA DI STUPRO DA CHILOMETRI?
Lei li segue,da brava oca, e non fa una piega quando la invitano a prendere parte al gioco satanico dell’evocazione di un demone e le spiegano che sono capitate strane morti.
Lei accetta di giocare.
E qui, cari lettori, ho tirato il libro dalla finestra indispettita dalla pessima caratterizzazione dei personaggi e dallo stile di scrittura sciatto e poco curato o così traspare dalla traduzione, essenzialmente, data la monotonia delle descrizioni usate, della scarsissima introspezione dei personaggi e la poca cura dei dettagli.
Il mio voto è:6+/10, ecco.
Consigliato? Se vi aspettate un capolavoro no, se volete una lettura poco impegnativa e per le ore della sera in cui vi prende la stanchezza… Sì, leggetelo pure.
E’ da notare, però, che ha dei difetti oggettivi che mi fanno indispettire davvero molto.
Vi ringrazio per aver presenziato a questa puntata della challenge, ragassuoli! Alla prossima!

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