Fanfiction

Magnifico

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Si era alzato, irritato dal rumore che sentiva, e si era diretto a grandi passi verso la sala relax pronto a maledire con tutte le parolacce a disposizione del suo ampissimo vocabolario l’insonne idiota che stava provando alle due del mattino.
Lo fermò poco lontano dalla porta la consapevolezza che quello che stava ascoltando un pezzo rap, ma solo lui era un rapper, dentro lì.
L’uscio era stato dimenticato semichiuso, per cui gli fu facile sbirciare all’interno e quel che vide lo fece sussultare: Luca, circondato da alcuni fogli di carta appallottolati furiosamente, gli occhiali abbandonanti da una parte sul divanetto e piangeva.
Lo guardò riaccendere la base di Magnifico di Fedez: che stesse cercando qualche spunto artistico per sostenere un’ispirazione comparsa a un’ora infelice? Sarebbe da lui, sarebbe da cantautore.
Aveva spento tutte le luci della saletta e stava rappando con relativa disinvoltura sulle strofe di Fedez ma anche della Michelin aveva la giusta intonazione.
“Questa notte dormo sul mio fianco preferito, il tuo” canticchiando quella strofa aprì la porta e questo causò la goffa quanto imbarazzata reazione dell’altro che per poco non cadde dal divanetto rosso.
“Ehy, ti manca qualcuno? ” si trovò a chiedere Briga: quel mucchietto d’ossa gli causava la cronica incapacità di arrabbiarsi davvero: aveva certo alzato spesso la voce con lui dentro e fuori la puntata, ma non l’odiava davvero, era solo… impulsivo davanti a una persona con poche sicurezze.
“No, cioè…” ecco, davanti a lui iniziava a balbettare, la professoressa Di Michele aveva ragione”non so, f-f-forse , sono frustrato perché mi piacerebbe p-por-portare questo pezzo con qualche piccolo rimaneggiamento, ma… tutti i professori mi hanno bocciato la proposta, produzione inclusa”.
Se Mattia avesse acceso la luce lo avrebbe visto arrossire pesantemente.
“Perché? ” chiese il rapper appoggiandosi al muro con la schiena.
“Dicono che un cantautore con la balbuzie non andrà lontano e stanno già formulando la mia proposta di eliminazione, a detta di Carlo e Zerbi” proseguì “e… dicono che è inutile che continui a restare dentro se non correggo i miei difetti, ma so che non funzionerà mai in tempo per la prossima diretta del sabato, sono… finito”.
“Però non ti inceppi nel rap, ti ho sentito” rispose il venticinquenne “potresti farcela se proponi alla produzione la tua ultima rivisitazione non era male” iniziò sedendosi accanto a lui “Chi è che ti manca e che vorresti ? Non me lo hai ancora detto!” Chiude allegro il rapper.
Luca prese uno dei fogli che aveva appallottolato e non sapeva davvero come esprimersi meglio di così:scrisse sul pentagramma la sua risposta.
Mattia arrossí fino alla punta dei capelli:avrebbe dovuto capirlo dal fatto che alla fine erano sempre, sempre insieme, che erano costantemente a paragone, che lui balbettava e non ce la faceva ad arrabbiarsi, che lo aveva difeso senza aspettarsi niente in cambio e aveva accettato anche gli insulti con una certa serenità.
Forse se avesse accettato… quello… il loro modo di rapportarsi sarebbe rimasto sempre tale:insultarsi in puntata, sfidarsi, mandarsi a quel paese in diretta e rifugiarsi alle due di notte in sala prove a studiare pezzi rap da rivisitare. Gli cinse le spalle (Dio quanto sembrava piccolo in confronto a lui)e se lo tirò contro affondando le labbra nei suoi capelli.
Luca scoppiò nuovamente in lacrime.
“Sai che per ora lo dovremo sapere solo noi e che potrebbero buttarci fuori dalla trasmissione?” Sussurrò per quanto glielo consentiva il vocione del venticinquenne.
“Anche se poi tutto è realistico, non lo prenderò come un rammarico, è possibile abbia sogni sbagliati, un po’ illusi al momento, mi appartengono//per ogni mia parte che ti vuole c’è un’altra che retrocede//non esiste prospettiva senza due punti di vista”
Certo che lo sapeva, non era un idiota.
In silenzio si lasciò andare col capo sulle ginocchia dell’altro che non fece una piega.
Il silenzio li divise per un po’, pesante come un macigno.
Luca con un colpo di tosse richiamò l’attenzione del compagno, poi allungò la mano e si diede una spinta mentre Briga inclinava il capo verso di lui.
Sorpreso, il rapper distolse lo sguardo una volta terminato il fugace bacio.
Il cantautore sentiva davvero di essersi tolto un peso dalle spalle, in ogni caso, indipendentemente dalla reazione del compagno.
“Volevo essere chiaro”
Beh, ci era riuscito.
Mattia non aveva mai avuto particolari problemi con sé stesso, dopotutto si conosceva molto bene.
Alzò gli occhi al cielo, con le guance in fiamme mentre si sistemava meglio sul divanetto allargando le braccia.
Ridacchiando gli tracciò con la mano il profilo del naso e della bocca sottile, mentre il respiro dell’altro si accorciava.
“Ora che ho la tua attenzione” commentò soddisfatto chinandosi sul giovane cantautore:”ricordati che se sei arrivato fino a qui puoi muovere il culo e andare anche più lontano, indipendentemente dal pensiero altrui:sei balbuziente e sei ad
  Amici, cazzo! Dovrebbe valere qualcosa ,questo, per la tua autostima da ragazzina mestruata” lo scherní Briga “posso… darti una mano! Che ne dici di un duetto?”propose improvvisamente entusiasta.
Una voce si diffuse dall’altoparlante “la produzione accetta la proposta di duetto di Mattia Briga, ma raccomanda, la prossima volta che volete collaborare, di … usare anche le camere, dopotutto siamo in un albergo “.
Mattia esplose in una risata tonante.
“Ci siam fatti sgamare, andiamo a dormire “.
Quando Luca si stava per dirigere verso camera sua si sentì tirare per un polso.
“Ehy, cosa fai ?”
“Camera tua è di là “
Il cervello di Luca si scollegó: Briga aveva la singola perché loro erano in un numero dispari.
Ma certo che camera sua era di là, che coglione!
“Certo che sei tardo!”
“Hai uno strano modo di risollevare il morale alla gente”sibiló il più basso rimettendosi gli occhiali.
“E tu sei un masochista” gli rispose disinvolto entrando nella stanza e accendendo la luce “innamorarsi di me è da stupidi”
Oddio, se quello era solo l’inizio non poteva dargli che ragione.
“Zitto e dormi” brontoló il cantautore al rapper “perché già non ti sopporto”.
Mattia rise.
“Muoviti, avanti, se vuoi prenditi un pigiama dei miei ” replicò “io fra cinque ore avrei delle prove”
“Ma vaffanculo” sbottó Luca infilandosi con l’altro sotto le coperte pesanti “Sarà una lunga notte”
“Puoi giurarci”.
Luca alzò gli occhi al soffitto, ridendo con la beata speranza di continuare a vedere quel soffitto particolare almeno fino alla fine della trasmissione.
Perché era il solo luogo in cui avrebbero potuto condividere un legame.
Perché il resto danneggiava l’immagine della trasmissione e non andava bene.
Ma era un piccolo sacrificio e stava bene a entrambi, faceva bene a entrambi.
Sarebbe stata una storia complicata, in bilico, ma non fregava niente a entrambi.
E quella, almeno, era una cosa su cui erano d’accordo ed era un avvenimento raro, per cui tanto valeva godersi le cose per come sarebbero andate, nel caso peggiore la sala prove di certo non si sarebbe mossa dalle sue fondamenta, no?
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