Fanfiction

La rosa di spade

Una serata davvero storta per Margaery: noiose riunioni del Concilio, processi da dirimere e gente da ascoltare sempre, sempre sempre oltre a Baelish da cui guardarsi perché si è resa immediatamente conto del trattamento che vorrebbe riservarle, quel lubrico baffetto.
Non invidia per nulla Sansa, pensa arricciando le labbra mentre rientra nei suoi appartamenti privati di fidanzata dell’ex re.
Signorilmente ha tenuto il lutto per quanto la norma prescrive, ma la sua bellezza non può passare inosservata e le proposte di matrimonio continuano a pioverle addosso con una certa insistenza.
Ridicolo pensare che si sposi alla sua età, se vuole mantenere il potere appena conquistato e consolidarlo, ma ha bisogno di un consiglio.
Non ha mai mentito quando ha detto più volte di voler vedere Cersei come una sorella maggiore: dopotutto è la reggente del regno, sopravvissuta a così tanti intrighi di corte che non basterebbero due mani per contarli e al suo stesso marito.
Poi qualcosa le deve essere precipitato addosso da dopo la morte del primogenito perché l’ha vista spesso bere e a lasciarsi andare ad atteggiamenti davvero indecorosi per una signora.
Dove è finita la sua volontà di potere, di indipendenza? I figli forse ti condizionano a tal punto da sacrificare persino te stesso pur di saperli protetti? Persa in simili pensieri non si accorge di aver letteralmente inciampato in qualcuno.
“Oh, perdonatemi Lord Primo Cavaliere, purtroppo sono molto stanca e non avrei visto nemmeno un alce se mi fosse venuto incontro ” si scusa inchinandosi leggermente per poi pentirsene:dopotutto lei non è più soltanto lady Margaery, ma la più vicina candidata al Trono e vedova di Re e come tale dovrebbe sforzarsi di comportarsi sempre.
“Non ne dubito, le occhiaie che sfoggiate non vi si addicono” biascica Tyrion senza prendersi il disturbo dell’etichetta, dopotutto pensa di essere sufficientemente basso da poter evitare gli inchini.
“Siete gentile, ma purtroppo la Regina Cersei non può fare tutto da sola e le do una mano volentieri ” spiega la Tyrell sfoggiando un sorriso lezioso.
“Vi do un consiglio sia da Primo Cavaliere che da amico: state lontana da Cersei, specie se è sobria”.
“Eppure non riesco a non provare un profondo dispiacere ” commenta la mora . Tyrion la studia:il viso dai lineamenti forti e gli occhi chiari è comunque impassibile, ma lui ha imparato a capire cosa le passa per la testa: dopotutto Margaery Tyrell ha un cervello fino nonostante la giovanissima età e conserva un certo grado di empatia col resto del mondo, seppur per pura formalità.
Il Primo Cavaliere del Re la ha apprezzata per questo, nasconderlo sarebbe sciocco.
“Come mai siete sveglio? Qualche guaio con la vostra consorte?” domanda la quindicenne abbassandosi verso l’uomo.
Il Nano sente un tuffo al cuore: quel gesto gliene richiama un altro, che però non è stato fatto, umiliandolo oltre ogni dire.
Deve darsi un contegno, sul serio.
Si è inginocchiata allargando intorno a sé la vestaglia da camera e relativa pelliccia come la corolla di un fiore.
Tutto in lei richiama la flora, è degna erede di Olenna e dei suoi metodi.
Di sicuro quell’interessamento ha uno scopo preciso, però.
“La mia consorte gode di ottima salute, con buona grazia degli dei” commenta solo il biondo “e dovreste alzarvi, non sta bene che una regina si inginocchi”.
Sente pizzicare gli occhi e le labbra della regina si contraggono nella smorfia che la contraddistingue per poi distendersi in un pacato sorriso.
“In un giardino inginocchiarsi aiuta a immergersi nella natura che ti circonda” spiega la mora senza un particolare colore nella voce “a volte mi capita di sentirmi eradicata dal giardino a cui davvero appartengo; in ogni caso sono lieta di sentire che lady Sansa gode di ottima salute… E vostro fratello Jaime?” indaga senza nessuna discrezione e nemmeno intenzione particolare.
Ecco, già quello è argomento più neutro.
“Jaime ormai è disilluso nei confronti di un ordine che pensava simbolo di onore e rispettabilità ” racconta il Folletto ” spero che Brienne lo distolga dalle sue malsane fantasie “.
“Lady Brienne è una donna profondamente rispettosa e morale” specifica Margaery “e di sicuro abbastanza forte da mantenere vostro fratello sulla strada dell’ onore che cercava di conquistarsi” prosegue pensosa “ogni donna con un briciolo di buon senso saprebbe capire quanto diventerà profondo il loro legame” conclude con gli occhi smeraldini brillanti come gemme in attesa di sbocciare “sarei lieta di assistere al loro matrimonio, un giorno! Ho sentito che Tarth è una terra splendida”.
“Suppongo che sarebbe un modo rapido e indolore per disfarmi di un’arpia”.
La lady ride,cortese.
“Probabilmente dovrei essere fortunata ad avere un bel rapporto con Loras” risponde.
Dopotutto è pur sempre una femmina che fa chiacchiere da donna.
“Ieri ho scambiato due parole con la vostra lady e confesso di essere piuttosto preoccupata per la sua condizione”.
Che sapesse qualcosa sulla salute di Sansa che a lui sfugge?
“Mi sono trovata, da moglie, a rimproverare un’amica e questo non mi è piaciuto” racconta “mi sono giunte determinate voci all’orecchio e non ne ho gradita neppure una”.
Eccola,la regina più giovane di Westeros! Il Lannister può già immaginare il Trono con serpenteschi viticci di spine intrecciate alle spade.
Come mai quell’unica ragazzina è riuscita a tenere a distanza di sicurezza Baelish?
Il Nano è incuriosito da lei e dalla posizione ibrida che si è creata a corte, ma anche dalla sua elfica espressione di granito.
Pur amando Sansa, si ripete.
Però Sansa gli ha fatto gratuitamente del male.
Margaery probabilmente vuole manipolarlo su indicazione della nonna.
“Non dovreste farvi vedere in giro con altri uomini da dopo la morte di Joffrey”.
Joffrey è una cartina al tornasole dell’adattabilitá della giovane: riusciva a controllarlo.
“Non posso costringere la lady mia moglie a fare qualcosa che non desidera”.
“Voi siete un uomo buono, diverso dalla vostra famiglia quanto lo è ser Jaime: questo non deve consentire a chichessia di essere maleducato nei vostri confronti.”specifica la vedova del re “io non posso aiutare Sansa in nessun modo se non si rende conto quanto la vostra unione sia per lei una benedizione e fonte di protezione morirà presto e non voglio che sia un mio problema: pensa di essere cresciuta, ma è ancora una sciocca bambolina e questo non è un gioco da bambine che piagnucolano”.
Improvvisamente il Folletto sente un brivido freddo lungo la storta colonna vertebrale che lo sorregge.
Sbagliano tutti a sottovalutare quella ragazza solo perché accusata da Cersei e gentile con il popolino.
È lei la vera rivale di Baelish e Varys e se non troverà ostacoli li avrà in pugno entrambi.
“Sono cose che ho già sentito dire da altri, sono abituato alle umiliazioni” ribatte fra i denti Tyrion.
Ruolo scomodo quello di Primo Cavaliere: perché non è rimasto in camera sua prendendosi una sbornia come da tradizione di famiglia?
La nipote della lady di Spine allunga una mano verso il suo volto deforme, lui la scosta sentendo la pelle bruciare.
“Non occorre la vostra pietà,lady”.
“Quella la lascio alle lady che han tempo di capire cosa sia”risponde con la mascella contratta la ragazza “io sono una guerriera e ho combattuto più battaglie di quanto un singolo maschio al mondo abbia mai fatto”.
Le sue mani pallide,affusolate, perfette, percorrono ogni cicatrice, le sue dita sottili scavalcano con agilità il colletto della giacca.
Non ha mai distolto lo sguardo dalla sua faccia: spacconeria o disinteresse?
“Lo dice sempre anche Cersei ed è diventata pazza”.
“Ma ha combattuto e per questo ha il mio rispetto” conferma la Tyrell senza interrompere il suo esame tattile.
Tyrion deglutisce un bolo di saliva e tensione.
“State vicino a Sansa, impeditele come potete di fare sciocchezze”chiede rimettendosi in piedi e offrendo al Nano la sua mano destra “vi ignorerá e vi farà soffrire, ma tenetela lontana dal Trono: ridatele casa sua se è in vostro potere, ma non voglio che stia qui ed è tutto quello che posso fare per lei.
Mentre camminano il Folletto ha la mente confusa: sotto le trine e i profumi le lady Tyrell nascondo acciaio dolorosamente affilato per gli amici quanto per i nemici, seducono i nemici e li schiacciano .
Per un attimo la sua stupida mente di deviato, come direbbe suo padre, gli ha inviato la fugace impressione di essere umano come gli altri.
Di essere amato, aldilà dell’eccitazione visibile che quelle mani gli han portato.
Che sciocco, anche se lady Margaery lo sta baciando di certo non è così.
Nessuno ha mai giaciuto con lui per il puro desiderio di farlo.
Nessuno lo avrebbe mai amato, come Sansa stupidamente lui aveva sognato una principessa al suo fianco, prima di aver sognato i draghi.
Nemmeno Margaery che in quel momento gli sta sconvenientemente slacciando la cintura che regge i suoi pantaloni e accoglie il suo membro pulsante ed eretto fra le labbra dopo essersi sensualmente spogliata.
Il suo corpo profuma di fiori, è davvero la donna che ogni uomo giusto dovrebbe trovarsi nel letto la sera e accanto alla luce del giorno.
Chiude gli occhi lasciandosi trasportare dall’orgasmo, tremante e soddisfatto.
Dopotutto non è così importante dare una motivazione a tutto quello che accade, no?
In quel momento non stanno combattendo per un Trono o un regno, stanno solo facendo sesso e nessuno mentre fa sesso dovrebbe provare a giustificare nulla.
Quando riapre gli occhi si rende conto di essere immerso nell’odore stantio dell’umidità e dell’urina.
Eppure quello non sa dire se è un sogno o un ricordo di qualcosa di estremamente soddisfacente e assolutamente sconveniente.
Ma quei due generi di cose sono la sua specialità, in quello suo padre ha sempre avuto ragione.
Ride folle sentendo aprirsi la porta.
La figura incappucciata sulla soglia sembra proprio la regina.
Istintivamente una mano corre alla cintura e un ghigno gli deforma il viso deturpato.
Si sveglia di nuovo sudato e affannato.
Si domanda quale giorno possa essere mentre osserva Sansa tremare di freddo e paura accanto a lui, le sistema meglio addosso le coperte, ha promesso di proteggerla dalle spire di Baelish.
Si infila una piccola veste da camera addosso e sguscia nel corridoio oltre la porta perso nei suoi pensieri dolorsamente dolceamari e lo percorre sperando di trovare una risoluzione improvvisa al caos che regna nella sua testa.
E tutto per un paio di pompini ricevuti in sogno due giorni prima del matrimonio di suo nipote.
Forse è più indecente delle prostitute che hanno attraversato la sua strada, ma vorrebbe evitare di nuovo di sentirsi meglio nel mondo onirico che in quello reale.
Quella mattina guarderà in silenzio la futura regina sfilare nella navata centrale del tempio di Baelor con suo marito.
Sarebbe stato un vero sogno vederlo morire.
Qualcuno ha inciampato in lui, che buffa coincidenza.
Alza lo sguardo e ciò che vede lo rende indeciso se ridere o piangere, ma prova a stare al gioco.
In fondo non ha niente da perdere, se è solo un sogno, un incubo, uno scherzo o la realtà.
È Margaery Tyrell che lo fissa con un sorriso di plastica e gli occhi tradiscono preoccupazione nell’aiutarlo a rialzarsi.
Il matrimonio sarebbe stato il giorno successivo e ciò che si vede nell’incoscienza non ci rende più savi di quel che vediamo alla luce del giorno, pensa.
Però le avrebbe dato retta: avrebbe difeso Sansa pur di non difendere sé stesso, avrebbe preso su di sé la collera di piccolo mostro folle frutto di un atto abominevole perché non ricadesse su di lei.
Dopotutto, pensa discorrendo con la lady nel corridoio, l’unica cosa a cui ha sempre potuto aggrapparsi sono i sogni e ci ha sempre creduto con tutte le sue scarse forze di essere sfortunato e deforme.
Continuerà a farlo, perché quei segnali gli hanno mostrato di meritare sì che essi si realizzino, ma forse che stava guardando dalla parte sbagliata nella ricerca di una principessa.
Dopotutto lui è un guerriero, ha combattuto alle Acque Nere.
Ha passato la vita,a combattere e forse il suo insolito e spregevole destino gli ha messo, per una volta, una piccola ricompensa lungo la strada, a lui saperla cogliere.
Proprio come si coglie un fiore, pensa mentre le mani della ragazza scorrono sul suo corpo.
E dopotutto, i fiori recisi sono sempre i più belli

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