recensioni

La Dama del fiume

Oggi vi introduco un genere di libro che non avevo mai apprezzato a fondo prima di conoscere Candace Robb e la sua serie medioevale inglese.
Il giallo storico (o forse è più adatto storicizzato?) non ne ho la minima idea, ma non importa.
Come al solito, partiamo con la trama.
Ned Townley è un uomo irascibile e dal passato burrascoso, è innamorato di una dama di compagnia di Madonna Alice Perrers e molto, molto medioevalmente geloso di lei.
Pare che un paggio le faccia gli occhi dolci e lui, da bravo uomo d’armi affronta la questione a muso duro e senza nascondersi, chiarisce che ehy, la stellina è sua e guai a chi gliela tocca e fa ubriacare il paggio.
Il giovane et onesto lavoratore giustamente si intimorisce, Mary, col cervello di Sansa Stark, lo giustifica dicendo che no, erano solo amici ed è lui a essere il suo bff con benefici forevah.
Il giorno dopo il paggio di Wyndesore (tenete bene a mente questo nome) viene trovato morto, pare sia caduto in un torrente ma un prete, tale fratello Michaelo, non è convinto nemmeno per errore perché ha notato che il ragazzo -belloccio e per lui, che si accontenta della contemplazione, ovviamente senza segreti- ha i bei polsi sottili con segni di legatura, ma si tiene per sè la bella news e se ne va a riferirla ai superiori, nel frattempo impegnati a risolvere uno scisma interno agli agostiniani, ergo non stanno pelando patate mentre lui sì.
Ovviamente da qui inizierà una eterna disputa fra vari ordini di frati e monaci che vi riassumo con un piacevole e rassicurante: non vince nessuno, btw, perché alla fin fine non frega niente a nessuno e non è il focus del romanzo, ma di sicuro è una parte importante dato che i preti nell’Inghilterra di quegli anni sono ottimi politici.
O almeno, lo sono quelli raffigurati qui, lasciamo stare mamma storia che ha già i suoi problemi.
Il prossimo punto del plot è ovviamente il fatto che muore la donna di cui Ned è innamorato, lui viene aggredito da un prete, tale Ambrose, paranoico nevrastenico e quindi gli si imputano in automatico da uno a quattro omicidi a seconda di come gira la Luna.
E gira male, pare, perché poi si scopre che a forza di indagare si rompono le palle in maniera folle quindi molla nel guano il suo scudiero che gli lecca impossibilmente i piedi e si cimenta nel trarre in trappola diverse persone fra cui i due veri esecutori degli omicidi di cui è accusato.
Davvero.
Non scherzo, è sfigato e stupido esattamente come lo dipingo, per cui sì, alla fine ha la decenza di sparire in esilio dopo tutti i problemi che ha causato.
La cosa buffa è che a indagare troviamo un vecchio militare, tale Capitano Owen Archer che è molto amico di Neddie, ha una moglie meravigliosa e conosce gente della brughiera scozzese e tira insieme il pranzo con la cena risparmiando al Townley la condanna a morte.
Questo è quello che succede, ora veniamo al sodo, che so di non aggiornare da tanto e che vi mancano le mie analisi simil-parodistiche.
I lati negativi: sono libri piuttosto vecchi, in realtà, scritti con un carattere piccolo (specie in edizione economica) e superata la metà del testo scompaiono le virgolette alla chiusura dei dialoghi.
Lato negativo vero, oltre a questi che possono variare con le edizioni? I nomi, santa madre, i nomi dei personaggi! Troppi.
Poi ci sono alcuni preti che compaiono a caso e scompaiono senza alcuna utilità vera e propria, per cui non capisco se l’autore si è rotto le balle di scrivere, aveva bisogno di controfigure o che so io.
Positivo perchè? Perché è semplicemente meraviglioso il modo in cui è scritto, a un certo punto mi son trovata nella storia senza nemmeno accorgermene ed ero col fiato sospeso perché sembrava che nessuno avesse commesso gli omicidi ma tutti avevano qualcosa da nascondere ed era bellissimo.
Menzione d’onore a Lucille, la moglie di Owen, perché manda avanti un negozio in collaborazione con lui, cresce la figlia più da sola che con lui (ma lui adora Gwennilian, eh) e sistema gli affari di mezza città con un buon consiglio e un calcio nel sedere.
Seconda menzione è per Alice Perrers, donna dal grande orgoglio, dalla grandissima classe e dagli occhi che cambiano colore all’interno della narrazione diverse volte.
Le puntano un coltello alla gola e lei non emette un suono, non grida, non si agita e non piange, ma affronta coraggiosamente la situazione.
Spero di rivedere entrambe nelle prossime storie, perché meritano molto e che Filippa non muoia troppo presto.
Stringiamo e tiriamo le somme *lancia numeri -no ok*.
Votiamo, e la vostra Sapphire propone un 7/8 per le seguenti nobilissime et dotte ragioni: lo stile di scrittura, la cura dei particolari storici, i termini in latino (preti che parlano in latino, dettaglio trascurato in molti libri storici della stessa epoca o comunque in un monastero prima del 1890!!), i personaggi caratterizzati a tutto tondo, sono molto realistici e li ami tutti , le introspezioni dei condannati a morte e dei due fanatici, l’umorismo e l’amarezza per una velata critica alla mescolanza fra politica e religione che ahinoi, non si è più dissolta in nessun modo.
Mi è piaciuto tanto, ve lo consiglio claramente e spero, domani di riuscire a recuperare gli altri <3.
Qui sotto vi lascio l’elenco delle recensioni in programma, così non vi perdete!

  1. Io sono il messaggero (libro)
  2. Focus -Niente è come sembra (film)
  3. The Giver – serie completa (libro)
  4. Storia di Neve (libro).

Baciotti e grazie per avermi seguito anche oggi +-+!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...