Fanfiction

Due alcolisti non fanno un sobrio


“Sei un ipocrita” lo accusò Natasha senza mezze misure o giri di parole.
“Lo so, grazie” rispose Clint “per quale dei dodicimila motivi, esattamente?” chiese divertito mentre Natasha si sedeva accanto a lui con una birra in mano, sugli scalini di casa Barton.
“Hai una cotta così palese per Maria e ti diverti a flirtare così sfacciatamente con lei che se ne sarebbe accorto persino Thor, di come passate la pausa pranzo”.
“Grazie al Cielo era impegnato a sua volta a flirtare con la dottoressa Cho, molto provvidenziale, direi” replicò Hawkeye con uno sbuffo “ami davvero Banner?” chiese.
La confidenza e l’amicizia fra loro consentiva quello scambio di battute in toni che ad altri non sarebbero stati assolutamente permessi.
La rossa annuì:”Disgraziatamente sì, ma ha più paura lui di me di quanta non ne abbia io di me stessa”.
L’uomo le scoccò uno sguardo in tralice:”Frustrata?”
Nat scosse il capo, seccata:”Da morire”.
“Per quello ogni tanto cerchi Rogers, mentre dormi?” indagò pettegolo Occhio di Falco.
“Rogers con me non resisterebbe due minuti”.
“Che è sempre più di quanto resisterà Banner, lo sappiamo tutti e due”affermò tranquillo il Vendicatore.
“Sei molto bravo a spostare l’attenzione da te a me” lo rimbeccò la spia “tu flirti con Maria e tenti di far finta che non sia minimamente importante quando è palese che non è così”.
“Amici con benefici, mai sentito?”
La Romanoff rise:”Paraculo e ipocrita, me lo ricordo cosa è successo le ultime due o tre volte che hai tentato di vivere un flirt in maniera normale… sono sopravvissuta solo io”.
“Siamo tutti persone normali e ognuno fa del suo meglio, Nat” rispose paziente Barton.
“Hai uno strano concetto di normalità: siamo mostri verdi, spie, assassini, geni ed eroi decongelati e tutti fuori tempo massimo, dimmi dove sarebbe normale questo” rise amaramente.
Clint si alzò e le sfilò di mano la bottiglia, non ricordava quanto avesse bevuto l’amica, ma di sicuro più di un paio di bottiglie.
“Hai una vaga idea di quanto somigli a Stark, in questo momento?”domandò l’uomo divertito dall’analogia “battutine pungenti, geni del vostro mestiere e attaccati alla bottiglia”.
La russa lo guardò di sottecchi:”Due alcolisti non fanno un sobrio” replicò avendo capito cosa voleva facesse.
L’uomo rise.
“Parlagli, provaci” disse gentile “Steve è ferito nell’orgoglio da super eroe vintage, Bruce sta male e ha ancora la febbre e io non ho voglia di fare da balia a Stark”concluse.
“Perchè, io? Ho passato mesi della mia vita a tentare di non andare a letto con quell’uomo e tu mi ributti fra le sue braccia a calci per il bene della squadra? Ne hai di coraggio?”
“E tu?” la sfidò volutamente provocatorio Clint.
La Romanoff si alzò dai gradini di malavoglia, irritata:”Dei fortunato che io abbia bevuto abbastanza da farmi apparire questa cosa come intelligente” borbottò.
Vide Rogers aprire un ciocco di legno come se fosse un crackers e Tony con in mano l’accetta.
“Impressionante dimostrazione di machismo, Capitano” lo apostrofò “ora vai a farti due passi” concluse più delicata.
Steve annuì e li lasciò soli.
Tony parlò quando il Capitano fu abbastanza lontano:”Se devi dirmi quanto io sia imbecille e irresponsabile lo fa tutto il resto della squadra, non serve il tuo contributo”.
La Vedova si portò le braccia conserte al petto prima di formulare la risposta e lo studiò: quella era la versione delusa, ferita e spaventata di Stark.
Stark, il folle coraggioso che sembrava non farsi scalfire da nulla, o solo bravo ad annegare da solo con le proprie angosce, emerse prepotenti per la collaborazione fra Wanda e lo Scettro?
“Sono qui perchè sono sbronza, Banner mi ha messa alla porta con una scusa patetica per cui sono anche depressa,  ma sono qui soprattutto perché so cosa vuol dire fare un errore, pagarlo tutta la vita e mi dispiace per te”.
Le parole della Vendicatrice sorpresero davvero Anthony: non che Nat avesse mai smesso un minuto di essere una superspia dai mille ingegnosi trucchi per uscire da ogni situazione, ora però appariva diversa e vederla snocciolare con le guance rosate per la birra e gonfie per il fiato che aveva preso nel parlare come fosse in apnea per quelle poche frasi…la trovò carina.
Non che avesse mai dato quell’appellativo a una donna.
Non che Natasha di norma si sarebbe potuta definire semplicemente carina, ma non gli veniva un aggettivo migliore per definirla in quel momento.
Avrebbe sempre ricordato che si era mossa per lui, anche se immaginava facilmente lo zampino di Barton a cui forse fregava più della squadra che delle sue condizioni, ma non lo biasimava per questo.
Spaccò un altro tronchetto che si divise davanti agli occhi della russa, che prevedibilmente non battè ciglio.
Si asciugò il sudore dalla fronte:”Ho deluso tutti e tradito la squadra, dolcezza, e le mie armi continuano a far danni” sospirò.
“Tu biasimeresti Wanda e Pietro per volersi vendicare?”
“No, lo farei anche io al loro posto, lo sai”ammise sedendosi sul prato.
Volgeva il crepuscolo e lui doveva capire il significato della smorfia che arricciava le labbra della spia, che fosse un sorriso? No, di certo si ingannava.
“Non si può sempre far contenti tutti” gli ricordò la rossa ” qualche piede resta calpestato”.
“Qui non parliamo di un semplice pestare i piedi, qui ho strappato le dita da quei piedi e senza anestesia”.
La rossa scosse il capo e gli si avvicinò gattonando sul prato fresco e profumato.
“Ho iniziato a uccidere a dodici anni e non ho mai smesso, pensavo che per quanto facesse male o mi apparisse sbagliato fosse l’unica cosa che avrei saputo fare tutta la vita” si strinse nelle spalle”poi vi ho incontrato e ho capito che c’era una seconda opportunità” spiegò seria “supera i tuoi dodici anni, questa squadra dà due occasioni a tutti” reclinò il capo “sono orfana, voi siete la cosa più vicina a una famiglia che io abbia al mondo” le bruciavano le guance, non le importava.
Iron Man si prese del tempo prima di rispondere: Natasha era cambiata e lui se ne era appena accorto, era cresciuta e gli parve più matura, più adulta, più dura e se possibile, ancora più bella e umana.
Si chiese per tornare indietro dalla squadra non avesse dovuto fare come la bellissima donna davanti a lui, cambiare punto di vista.
“Come va con Pepper?” la sentì chiedere di getto.
Da quanto la stava ignorando per la Iron Legion e Ultron? Da quanto semplicemente trovava scuse per evitarla?
Tanto, in realtà.
Da quanto aveva iniziato a pensare che in lui, che nella sua vita ci fosse qualcosa di buono e positivo che non meritasse di essere annegato nell’alcool e distrutto dalla solitudine e dalla rabbia?
Due alcolisti non fanno un sobrio.
Lui senza l’appoggio di Pepper e l’approvazione di Steve era perso, ma era Natasha quella che era tornata indietro a dirgli che andava ancora tutto bene.
Perchè?
Che sì, era un idiota esecrabile, ma non sono quello: era Natasha ed era lì per lui sotto un principio di stelle in un’atmosfera che sapeva di pace.
Quanto hai cercato la pace, Anthony Edward Stark?
“Male, credo ultimamente di essere diventato ancora più infrequentabile del solito” ammise con una punta di amarezza che la Vedova Nera avvertì distintamente ma non commentò.
Anthony, per il breve periodo in cui aveva avuto Natasha fra i suoi dipendenti, si era divertito a tentare di decifrarla per trovarsi a rimbalzare contro un muro di cortesia e freddo rigore professionale.
Poi ricordò la festa e lo sfacciato comportamento della donna.
Lo aveva fatto ridere, sorridere e lo aveva messo alla prova.
La guardò negli occhi e seppe che aveva ben chiaro cosa stava per chiederle.
“Saresti venuta a letto con me, quel giorno?”chiese senza preoccuparsi per due motivi:Natasha era il fratello che ogni tanto gli mancava, con le battute taglienti -aveva sempre ragione lei e la sua lingua tagliente-, la sua determinazione incrollabile e la sua bellezza strana fatta di trucco pesante, gli occhi chiari, la palestra, la box e i regali di compleanno.
La russa stava evidentemente calibrando bene la risposta, perché aveva molte implicazioni nella sua vita emotiva.
Purtroppo non sapevano come dirsi a parole di sentirsi soli.
Non rispose e lo sguardo di Anthony cadde sulle labbra della donna.
“Secondo te sono così infame,frustrato e ferito da baciarti qui, mentre Bruce ci sta guardando dalla finestra e compromettere la tua storia con lui?”
Natasha odió tre persone, in quel momento: sé stessa, perché sapeva quale sarebbe stata la risposta alla domanda di Tony, Tony stesso, perché qualunque cosa sfuggisse dalle sue labbra sembrava molto invitante e odiò Clint, perché aveva ragione…erano due facce della stessa medaglia fatta di sarcasmo, insolenza, determinazione, fragilità, maschere e alcolismo.
E la tentazione di baciarlo era forte.
Sarebbe stato per la squadra, dopotutto, e Clint le aveva affidato il compito di recuperare Tony a qualunque costo.
Infame pure lui che l’aveva fatta sbronzare.
Si sdraiò sul prato.
Tony la stava ancora fissando con quello sguardo liquido di chi ha un bisogno patologico di dimenticare.
La Vedova Nera nella testa di Natasha stava attendendo che la preda cadesse in trappola.
La ballerina nella testa di Natasha stava attendendo che qualcuno la riportasse nel mondo reale.
Aveva bisogno di aria.
Chissà che sapore aveva l’aria, sulle labbra di Tony.
Della follia?
Girò gli occhi verso la finestra, Bruce si era ritirato.
Spostò lo sguardo in flebile quanto spasmodica attesa che qualcosa accadesse.
Stark stava respirando sulle sue labbra ignorando il buonsenso -questo era da lui-,la razionalità-anche questo era da lui-,il suo disperato bisogno di una guida.
Avrebbe potuto sostituire il Capitano?
Era sopra di lei, Stark.
Mise una mano a proteggersi le labbra.
“Perché? ”
“È un’ottima domanda, dolcezza”.
Doveva avere gli occhi a così poca distanza da quelli di Natasha? Natasha che non sentiva da anni il sapore delle labbra di un uomo per Bruce.
Si sentì male e lo ignorò.
“Perché sei così pericolosamente vicino ad essere la mia anima gemella da farmi paura e annodare lo stomaco”le baciò la mano, lei la scostò “e la paura mi tiene vivo”.
Non concluse il pensiero, non ve ne era bisogno.
Un “Quindi sei tu a tenermi viva” aleggiava fra loro.
Natasha che cercava un finale felice e poteva avere tutti gli uomini che voleva e non ne aveva nessuno.
Tony che aveva avuto tutte le donne del mondo senza amarne nessuna, a parte l’unica che non aveva mai avuto.
Natasha, che a lui non si era mai voluta concedere.
Quanto era cambiato da quel party?
Le baciò la bocca, saggiando le labbra carnose di lei.
E lei scattò in avanti, affamata.
Potevano davvero finire a fare sesso per frustrazione contro il muro di un granaio e prendersi senza nessun rispetto?
Si meritavano solo quello? La Romanoff sapeva che Bruce avrebbe capito.
Loro non potevano avere rapporti sessuali, ogni liquido biologico di Banner era radioattivo, tossico per lei già rovinata dalla chirurgia e dall’addestramento.
Tony la stava spogliando tenendola contro il muro, le aveva sollevato la maglia e lei con le gambe gli aveva circondato i fianchi, si stava strusciando su di lui,l’astinenza amplificava ogni sensazione oltre la decenza.
Senza rimpianti.
Le labbra di Natasha, le mani di Natasha sembravano nate per farlo impazzire anche col più piccolo tocco.
Era una questione meramente animale, viscerale.
“Muoviti, tienimi contro il muro”aveva sussurrato alla Luna, gli occhi verdi liquidi per un piacere che non pensava avrebbe più provato, se non da sola.
Era sempre forte, l’orgasmo, per Natalia.
Tony ubbidì, felice di annegarsi e annullarsi in lei, che sporcò di sangue il muro e la propria pelle.
Restò a rivestirla, perché si era scorticata la schiena.
Natasha teneva il capo abbandonato contro il petto di Stark mentre rientrava, in braccio a lui.
Aveva gli occhi tristi.
“Deve essere questo, il prezzo, perché io sia parte della squadra?”sussurró “è perché sono una bella donna? È perché sono un’assassina?”
Il miliardario scosse il capo.
“È colpa mia, stavolta, e di Barton e di tutti noi”sospirò” siamo noi che non sappiamo come comportarci davanti a un’ eroina, se non usandola per i nostri scopi, mentendole, derubandola e pretendendo che raccolga sempre e comunque i pezzi di tutti noi quando vorrebbe soltanto sentirsi dire grazie, almeno una volta ogni tanto”.
Natasha non lo guardò, Iron Man sentì la maglia umida.
Tony poteva immaginare lo sguardo fragile di Natasha, liquido per le lacrime e la malinconia.
Era bellissima anche nella malinconia.
Sapevano tutti e due che con Bruce e Pepper non sarebbe andata.
Una volta che Tony avesse terminato quegli scalini e il tragitto che li separava dalla camera di Bruce, sarebbe tornato tutto come prima.
Ognuno nella sua tana.
Natasha baciò Tony e gli regalò uno sguardo lontano, di quelli che solo le principesse nei quadri in cui crolla il loro castello per far posto a un ultramoderno ipermercato possono avere,rassegnato, sognante, ma sognante al passato.
Come si sogna al passato?
Tony immaginò che Anastasia dovesse avere quell’espressione di dolce e doloroso addio quando l’avevano fucilata.
Immaginò Natasha con quell’espressione al suo primo omicidio, alla laurea.
La lasciò davanti alla porta.
“Hai salvato il mondo un’altra volta” sussurró “buonanotte, principessa”.

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2 thoughts on “Due alcolisti non fanno un sobrio

  1. “Non posso farcela” è un commento?
    Perché, effettivamente, non posso proprio farcela.
    E niente, Clint e Natasha sono una brotp bellissima, così vicini l’uno all’altro, sempre a battibeccare e a sapere tutto l’uno dell’altro e boh, li amo.
    Tony è, beh, Tony.
    Ferito, maliconico, pungente Tony Stark.
    Qualcuno salvi il mio bambino dai pessimi sceneggiatori e dagli idioti, amen.
    Voglio Natasha dalla sua parte, in Civil War. Voglio che sia lì a sostenerlo e a tirarlo fuori da un vortice che non può affrontare da solo, perché non ci sarà nessun altro con lui.
    E sì, Steve sarà sempre un fulcro di sanità mentale, Pepper sarà sempre importante, ma Natasha ha la volontà di provarci e sa cosa vuol dire perdersi e niente, voglio più IronWidow nel mondo.

    1. Sono fighi e li adoro insieme, cosa devo farci? Mi piacciono da morire e sono feelsosissimi °^° e boh, sono commossa per la tua recensione, sul serio ❤ .
      Lo salviamo noi dagli sceneggiatori idioti, non temere :3 ! Adesso anche io non posso che volerlo con Nat e l'IronWidow deve essere diffuso OBBLIGATORIAMENTE.

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