Fanfiction

Le colpe dei mostri sono di chi li crea.

Senza titolo-1Tony ha deciso che Ultron andava distrutto nel momento in cui ha ricevuto ,lo ricorda esattamente, uno sguardo di  disprezzo puro e semplice dalla sua creatura.
Deve smettere di bere.
Quando lo ha fronteggiato da Ulysses ha visto dispiegata innanzi a sé quanto sarebbero stata catastrofica quella battaglia e la sua eventuale sconfitta.
Una mano si contrae sul bicchiere fino a fare illividire le nocche: non poteva fingere che Ultron non fosse uscito dal suo laboratorio, seppur in fase meno che embrionale.
Le colpe dei mostri si riversano su chi li crea.
Per i suoi problemi incolpano un padre che Anthony avrebbe preferito negare di avere avuto.
Le tragedie e le farse si ripetono con la medesima frequenza, evidentemente.
Ultron è ciò che ricorda chi è stato Tony Stark nel suo passato, anche nel più prossimo
Tutte le battaglie che aveva combattuto.
Tutti gli sbagli commessi.
Ogni persona che aveva illuso, deluso e a abbandonato.
Sono incise in due metri di vibranio.
Non è un uomo dalla fama specchiata, non è un uomo onesto, ma cosa può farci? Di Steve Rogers ce n’è uno solo.
Lui pensa di aver molto da nascondere e quell’essere lo aveva fatto emergere senza pietà.
Il punto è che quella pace l’ha voluta anche lui, l’unica logica conclusione del suo lavoro precedente sarebbe stata Ultron.
La distruzione.
Wanda e quel giocattolino di vibranio si sono messi d’impegno per lasciargli un messaggio che lui ha impiegato molto tempo a cogliere, evidentemente.
Non vuole e non voleva accettare di aver inventato qualcosa dalle conseguenze catastrofiche, non…può.
Lui vuole cambiare il mondo.
Lui vuole la sicurezza, la pace.
Perché gli è sfuggito di mano tutto?
Perché è colpa sua?
Respira forte due o tre volte, inutile fingere di non vedere, non può risolvere i problemi del mondo.
E’ pazzo, malato?
Di sicuro è un uomo a cui piace tormentarsi fino al sadismo e punirsi per ogni sbaglio passato e presente di nascosto e con meticolosità sadica.
Lancia il bicchiere contro il muro, frustrato.
Lui non è Ultron: lui è l’uomo che ha degli amici, l’amore di Pepper e che regala protesi ai bambini disabili in ospedale senza chiedere pubblicità o altro in cambio.
Vuole solo migliorare il pianeta, cosa c’è di tanto ignobile che lo rende meritorio di finire ogni volta distrutto, ogni volta al tappeto?
Ultron pur essendo lui non gli somiglia per niente.
Iron Man ama e lo fa ferocemente.
E’ inutile lambiccarsi il cervello: non gli avrebbero imposto una paternità che non esiste e che nemmeno la sua invenzione voleva.
Deve servirgli da monito, però: non si sarebbe giustificato per ogni azione intrapresa, per ogni momento condiviso e per la fiducia concessa.
Non esiste un dolore più grande, per lui, che essere giudicato da chi ama senza possibilità d’appello.
Che sia tempo di iniziare la sua personale battaglia dopo Sokovia?
Infrange uno schermo che trasmette una sua intervista.
Deve parlare con qualcuno, ma la sorte gli impone sempre e solo quei monologhi con sé stesso, per cui non gli restano alternative.
Lui è orgoglioso di essere Iron Man.
Eppure in un modo perverso ha amato inventare Ultron, passare il limite.
Non è orgoglioso allo stesso modo di essere Tony Stark?
Non ne ha idea, ora che si sta guardando allo specchio ammettendo di avere un lato oscuro.
In lui si sta svolgendo un lungo duello fra orgoglio e logica, passione e raziocinio.
“La pace vale qualche perdita?” domanda la logica, tranquilla e calcolatrice.
“NO!” grida forte l’orgoglio.
“Menti” risponde lei.
“No, questo è un punto su cui non transigo, non hai ragione tu sempre” ribatte l’orgoglio, duro.
Quindi Ultron è un bene o un male? Come ha cambiato il mondo? Ti ha cambiato?
Iron Man e Tony Stark si alzano insieme dall’angolo per la prima volta e gli pare di vederlo riflesso nella grande finestra.
E’ quello il volto che hanno gli eroi? Un po’ scavato, sciupato, stanco e dubbioso? Sono quelli gli occhi di uno dei più potenti uomini della Terra? Scuri, vivaci, ora velati da un’ombra di momentanea stanchezza e alcool?
Allunga la mano verso la finestra e gli pare proprio che diventi del bel rosso fiamma della sua Mark.
Sente gli occhi pizzicare.
Non è un gioco, ma una scelta di vita, la sua.
Una scelta fra ferro e vibranio.
Sorride, ora.
Vede il vibranio allontanarsi dalla scena ma senza scomparire del tutto.
Ci avrebbe impiegato molto tempo ad accettarlo.
Lui non è Ultron, Ultron è il suo specchio, negativo e rovescio.
Eppure è comunque parte di lui.
Guarda New York bagnata dalla pioggia e il suo sorriso si amplia.
“Sono Tony Stark” dichiara fieramente “sono Iron Man e non c’è nessuno come me” aggiunge “ e per fortuna come me non c’è più nulla”.
Non sa dire se lui e le sue invenzioni hanno cambiato il mondo in meglio, dopo Sokovia e se il nuovo equilibrio raggiunto sia perfetto.
Ora è sicuro di una cosa:le sue idee, però , sono buone, forse persino migliori di lui.
Non deve scuse a nessuno per i cuori spezzati, gli amici persi o le occasioni mancate.
No, non sono affatto male lui, le sue creazioni e gli Avengers.
Sono le scelte che facciamo a determinare chi siamo, così come i nostri errori e la capacità che dimostriamo di porvi rimedio.
La sua scelta è fra ferro e vibranio, fra passione e analisi matematica, fra pace e paura.
Lui può fare la differenza, lui è importante come tutti gli altri nella squadra.
La realtà è che lui non è altro che carne, sangue e debolezze umane, ma pensa ancora di poterne andare piuttosto fiero per come riesce sempre a migliorarsi, a ragionare su sé stesso, sul suo lavoro e reinventarsi.
E’ umano e agisce come tale, se è ancora libero lo deve essenzialmente a sé stesso,a Pepper e perché no, una parte di merito va anche a suo padre.
Ha un cuore e ha paura di ammettere quanto gli rimbomba forte nel petto, a volte, ma lo sente e si fa guidare da quello più di quanto voglia ammettere perfino con sé stesso.
Lui costruisce armature per difendersi, ma nessuno gli ha insegnato a difendersi da loro e nemmeno da ciò che possono nascondere.
Ora però ha fatto un passo avanti.
Sa cosa rischia di esserci dietro ogni invenzione, ogni azione che compie e ne resterà sempre angosciosamente consapevole.
Per una volta si addormenta con la testa svuotata dagli incubi, dal panico, dal terrore di fallire.
Le sue armi, quelle date ai suoi amici –sì, ha deciso che gli Avengers non sarebbero mai stati la sua squadra, non sono un piccolo esercito… sentiva di essere legato a loro in un modo che non riuscirà mai a spiegare davvero fino in fondo- sono buone, perché sono nelle mani giuste.
Quelle di persone con il giusto cuore.
Persone che come lui possono commettere errori, avere un passato difficile –sorride al pensiero del party con Natasha- , difficoltà di convivenza con qualche strano coinquilino troppo cresciuto –gli manca Bruce, quanto ci stanno mettendo a ripescarlo dalle Fiji? Avrebbe chiesto alla Hill il giorno dopo-, un paio di problemi come alcolismo e genialità –si dica mai che ha perso il suo proverbiale egocentrismo-  ed essere anche un assassino con la dipendenza da panini.
Possono essere più sgangherati di così? No? Tanto meglio, a lui piacciono le cose sgangherate, gli somigliano più del perfetto vibranio di cui è costituito Ultron.
Si infila sotto le coperte accanto a Pepper dopo aver chiuso il laboratorio.
Forse può essere grato a quell’invenzione per avergli ricordato chi è davvero, per avergli fatto capire dove stava sbagliando e quanto catastrofiche possono essere le conseguenze del proseguire su una simile strada.
Ora ha quantomeno una certezza: non è un uomo saggio, non è un uomo onesto e nemmeno un uomo ponderato.
Di sicuro è un uomo buono.
Fragile, ma indubitabilmente buono.
“Illuso” sussura una voce e due occhi rossi ardono nella sua mente”e lo sai”.

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One thought on “Le colpe dei mostri sono di chi li crea.

  1. Ed arrivo anche qui.
    Tony si sente responsabile, Tony si sente colpevole, Tony meriterebbe uno schiaffo in faccia perché non si rende conto di quanto valga davvero; e lo nasconde dietro un sarcasmo becero, un esibizionismo da manuale e tentativi di suicidio non troppo nascosti.
    La scena in cui vede Iron Man, o anche quella in cui vede Ultron, sono l’emblema: può essere eroe o mostro, salvatore o distruttore, può fare a pezzi tutto quello che ha costruito o continuare a portarlo avanti.
    Iron Man, Tony Stark, può scegliere; ma non solo. Ha la forza di farlo.
    Nonostante le voci che gli sussurrano di arrendersi, che potrebbe essere altro, forse qualcosa che lo renderebbe più felice, lui sceglie il lato Iron Man.
    Una bellissima introspezione, accompagnata da un banner che ci sta come poche cose al mondo.

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