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L’emicrania di Elrond e Gandalf

Elrond-FacepalmNon voglio soffermarmi nello specifico su quale saga io preferisco e su quale ritengo sia fatta meglio.
Il vero problema dei continui attacchi di Martin alla saga di Tolkien-opera di per sé criticabile come tante- è che sono basati su minuzie che esaminate in un contesto acquisiscono immediatamente una spiegazione logica e razionale.
Partiamo giusto dall’ultima dichiarazione di George,che dice che non è sufficiente dire “regnò bene e con saggezza” per definire il regno di Aragorn.
Estrapolata così potrebbe essere una dichiarazione più che condivisibile,ma lui aggiunge di voler più informazioni,dettagli e capire come Aragorn ha regnato in concreto. Semplicemente,non è possibile.
Non è possibile perché la saga di Tolkien non è incentrata sui Re, è incentrata sul viaggio di personaggi umani e che evolvono nel corso di questo superando diverse prove e i loro limiti per uno scopo più alto di libertà della Terra di Mezzo da perseguire a qualsiasi costo.
La saga di Martin è una saga in cui esseri umani competono su uno sfondo verosimilmente medioevale per un Trono e tutte le storie sono influenzate e si snodano intorno ad esso.
Sono due cose radicalmente differenti sin dalla loro radice,ma lo zione in sovrappeso non ci arriva.
Andiamo oltre:abbiamo lo zione che dichiara “Gandalf sarebbe dovuto restare morto”.
Idea condivisibile, ma Gandalf non poteva banalmente restare morto,perché avrebbe vanificato tutto quello che Tolkien aveva scritto fino alla pagina prima creando una storia autodistruttiva e più realistica,forse,ma non era quello il motivo per cui La Terra di Mezzo e i suoi personaggi con relativi comprimari sono stati creati.
Gandalf era di aiuto e supporto ai personaggi,nelle sue mani sono passati i destini di tutte le razze.
Poteva davvero morire un personaggio del genere? No.
Nella storia di Martin sarebbe stato come far morire che so… Olenna o Petyr,anzi penso non esista un vero e proprio equivalente.
Oltretutto la saga di Tolkien e’ completa in sé stessa,la sua trilogia ha lingue,usi,costumi,folklori propri e un panorama culturale specifico e illustrato progressivamente nell’arco della narrazione.
Cosa capiamo da ciò? Che di sicuro lo zione ha fatto un buon lavoro con la sua saga e Tolkien ha fatto uno splendido lavoro con la sua, ma Martin si sta vendendo decisamente meglio con queste dichiarazioni senza nemmeno un libro fuori dopo secoli di attesa.
Non si può criticare un pilastro della letteratura senza aver conosciuto e capito i mattoncini che lo hanno portato in alto e come dico sempre, criticare va fatto nel merito e con precisione, contestualizzando e motivando.
George non è stato capace di farlo, stavolta, ci dispiace ma bocciato senza esitare.
Questo comportamento personalmente denota un certo cattivo gusto e bisogno di attenzione che per un uomo della sua fama mi lascia sempre stupita e un po’ disgustata.
Posso solo pensare che Martin non sappia più cosa scrivere sui suoi libri perciò si diletti in dichiarazioni amene, perché immaginare che serpeggi un tale livello di invidia e piccolezza fra autori affermati che han ben superato la pre-adolescenza mi fa venir voglia di strangolare uno Stark.
*Acchiappa Iron Man al volo e parte verso l’arcobaleno*.

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