Challenge e iniziative · recensioni

Spiriti (Stefano Benni e quando pur impegnandomi ed essendo una discreta filosofa mi cade la testa sul libro)

BENNI_spiriti1Signore, signori e pargoletti fra il pubblico, oggi parliamo di un libro che ha scritto una utore che io apprezzo particolarmente, ovvero Stefano Benni: Spiriti è il titolo del simpatico libriccino.
Prima di avventurarci nell’analisi del tomo e di scoprire il mio parere, raccontiamo un po’ della scrittura del signor Benni, il mio autore italiano preferito.
Il suo stile è fluido, leggero, scorrevole, che ti cattura dalla prima pagina all’ultima usando immagini intense e delicate, che hanno il pregio di arrivarti in qualche modo e stuzzicare la tua immaginazione qualsiasi età tu abbia, ha questa capacità che io trovo straordinaria di parlare, con la sua scrittura, di un linguaggio universale, per ogni età.
I suoi libri spaziano dal genere parodico, a quello con elementi fantastici e romantici, magici e finiscono alle raccolte di storie brevi.
I suoi racconti camminano sul confine fra il reale e il possibile, hanno un che di risollevante, positivo pur raccontando di un mondo, come il nostro, riconoscibile dietro le lettere.
Benni è originale.
Benni in Spiriti, con i suoi personaggi facilmente identificabili dietro una parodia feroce della realtà contemporanea e del nostro contesto sociopolitico, con caricature di guerre, povertà, miserie, individui di poco spessore della scena mondiale ma convinti di contare moltissimo, ci inserisce, a stretto contatto, una serie di elementi mitologici e sovrannaturali, magici, che si intrecciano al filone principale della trama.
Io… non penso di averlo capito troppo bene, perché questo libro mi ha lasciata piuttosto confusa, devo dirlo: non ho trovato qui ciò che di positivo e magico ho elencato sopra, ma è… ben scritto? Nello stile di Benni, è ben scritto! Voglio dire, immagino che a ogni scrittore capiti di scrivere qualcosa di incisivo e qualcosa che lo risulta -almeno ai miei occhi-molto meno.
Il mio personaggio preferito è la Vecchia, che ci viene presentata mentre pulisce uno scorfano e mi è rimasta impressa, devo essere onesta, per una situazione a cui si fa cenno:il chiedere a un maiale di farsi macellare, ci parla tranquillamente e lo convince che è il suo momento di diventare salsicce.
So che per tanti risulterà un momento cretino da inserire in una recensione, ma l’ho pescato fra i tanti, incluse le riflessioni interessanti sulla guerra del bambino…perché mi ha fatto scattare qualcosa.
Ovvero tutta una serie di domande -aldilà di quelle tipo “ma cosa sente un animale macellato”, è giusto macellare animali, non sono vegetariana, tranquilli …- che mi hanno fatto fare una profonda autoanalisi sul rispetto che ho io per la vita in generale, e non solo quella animale.
La gratitudine è una cosa importante, e la vecchia chiacchierando col maiale, la fa emergere bene, senza contare che il maiale in sè é già un tipo piuttosto simpatico, l’ho adorato.
Ho trovato questa un’immagine davvero particolare.
La seconda scena iconica che porto alla vostra attenzione, dopo avervi fatto i cenni sulla scrittura di Benni e sulla trama, che è davvero difficile da riassumere se non nella sfilata di personaggi che si incontrano nel corso del libro, è all’inizio: la definisco iconica perché delinea la capacità di parodia e satira feroce dell’autore, due cose che io apprezzo particolarmente e parlo della presentazione del Presidente che non Conta Niente e corre dietro a Melinda, un angelo incantatore e lussurioso che non fa altro che farlo impazzire.
Sì, dai che lo avete riconosciuto senza bisogno di altri dettagli! LOL
In conclusione sì, Spiriti è un buon libro, un libro che otto come voto se lo merita tutto già solo per la tecnica.
E’ un libro che mi è piaciuto? No.
E’ un libro che mi ha fatto riflettere e potrebbe lasciare qualcosa anche a voi? Ovviamente sì.
Consigliato, ovviamente, perché ogni sforzo di lettura è sempre meritevole.
Sono stata felice di averlo letto e mi ha fatto pensare parecchio, per cui ve lo suggerisco di cuore, questa è una lezione che ho appreso cimentandomi nella lettura di Mishima: non ci sono sempre lezioni che ti piace imparare, ma spesso ci sono solo lezioni che ti servono, e questo libro pur essendo per me davvero pesante ha dato molto, perciò ecco spiegate tutte le contraddizioni insite nella recensione, che spero fra l’altro non vi infastidiscano. ❤
Se vi infastidiscono non è un problema mio, vi aspetto al prossimo punto della challenge, damigelle e cavalieri della tavola degli elementi, web surfer e popolino di passaggio.

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