Fanfiction

Ego da piedistallo

Senza titolo-1
“La mia non è una natura gentile,tu leggi troppe fiabe”sentenziò Natasha.
“No,non sei gentile:tu sei dura,sei una forte,una affidabile,Maria Hill si fida di te ed è un grosso attestato di stima”la corresse Tony tranquillo.
Stavano mangiando nel suo ufficio,in pausa pranzo come tanti giorni precedenti e come avrebbero fatto tanti giorni dopo di quello perché non si sopportavano dal primo minuto in cui si erano visti,o almeno così pensava lei.
In realtà ad Iron Man la principessa del teatro russo era sempre parsa una fonte inesauribile di divertimento infantile:punzecchiarla,infastidirla,disubbidirle per il puto gusto di sentirsi rimproverare da lei con la sua aria da mamma imbronciata…Erano le sue specialità.
Specialità che Pepper gli aveva sempre rimproverato e la Romanoff tollerava.
“E questo ti rende gentile con gli altri” affermò”non è un periodo facile per nessuno,Sokovia ha cambiato ognuno di noi e spesso in peggio”.
La spia tamburellò con le dita sul vetro della scrivania:”Non sono gentile” sottolineò”confodere educazione e gentilezza è da bambini”disse”tu dici che sono gentile perché…non sai,tu non sai niente e nessuno deve saperne niente”.
Tony rise:”Nemmeno Barton ne sa niente,spero,perché altrimenti potrei essere geloso ufficialmente”replicò infilandosi svogliatamente in bocca un involtino primavera.
La rossa lo guardò perplessa:”Da quando sei geloso di me,Stark?”.
“Da quando ho iniziato a darti il tormento e tu per risposta le hai suonate a Happy”confessò il moro”adoro chi sa rispondere con stile e sopratutto chi sa rimettermi al mio posto senza scomporsi e lasciarci i nervi davvero”.
“La Potts non è più in grado? Perché?”chiese ora prudentemente curiosa la spia dietro la solita espressione indifferente”hai parlato troppo di Rogers,indovino”.
Stark si grattò il capo:”fuochino…”
“Che diavolo parli a fare di me con Pepper?”esclamò ora apertamente perplessa la rossa”per…Bruce? Perché ho ripreso a lavorare con te?”reclinò il capo”o c’è altro,tipo Pepper gelosa?Voglio dire…era gelosa?”
Il moro sbuffò nervoso.
“Era gelosa del fatto che lavoriamo ai capi opposti di questo buco e non ci rivolgiamo la parola se non mezz’ora a pranzo e che lavoriamo come Avengers insieme una volta ogni…sei anni?”domandò”siete tutti stupidi quando venite assunti qui?”
Il Vendicatore rise apertamente:”Vorrei essere dotato del tuo senso pratico,splendore”.
“Stark,sono sicura che ci sia un punto preciso in cui concluderà questa discussione,non possiamo arrivarci ed evitare tutto il giro del fumo che comporta parlare con te?”
Ecco,questo era davvero imbarazzante.
“Tu conosci la fiaba della rana e dello scorpione?”.
La rossa inarcò un sopracciglio e incrociò le braccia.
“Alla rana pensi che potrebbe piacere lo scorpione? Oddio,in realtà tecnicamente alla rana lo scorpione piace però ecco lo scorpione è velenoso quindi la rana non è sicurissima che sia un’idea sensata e però le piace tanto ma ecco non ha nessuna voglia di morire ma promette che si impegna a …”.
Natasha scoppiò a ridere.
“Dei,e dire che Rogers lo prospettava per paradosso…Tu hai una cotta per me!Tu! Tu,piccolo infantile borioso idiota hai una cotta per me…”
Anthony allungò le gambe sulla scrivania incrociando le mani dietro la nuca.
“Detto da te sembra molto divertente”.
“Anche detto da Steve,il fatto che io potessi avere una cotta per te”.
“Quando”.
“A una festa con te,Bruce…presente e un paio di drink e lui pareva molto allarmato dalla possibilità che tu fossi un buon partito per me,perché alla fine pensa che tu ci tieni davvero a me più di tutto e pensa che tu sia un dongiovanni figlio di puttana che mi spezzerá il cuore”gli fregò un involtino”non contava, mi sa,che il danno era fatto da un pezzo”.
“È perché non ci piacciamo,almeno teoricamente,vero?”chiese Stark”voglio dire,posso vantarmi di essere l’unica rana in grado di resistere al veleno di scorpione?”
“Te ne vanteresti a prescindere dal mio parere,immagino”.
Tony rise e di riflesso lei sorrise.
“Sono un cretino,temo ” convenne Stark”ma ora sei tu che giri intorno a qualcosa”fece notare alla Romanoff”oppure la Vedova Nera ha paura di trovarsi con le chele spezzate?”domandò a metà fra l’ironico e il convinto.
“Non importa se mi spezzo le chele,non voglio fare del male a te”spiegò la rossa accarezzandogli distrattamente il viso”è pericoloso stare ufficilamente vicino a me”gli fece presente.
“Mi hanno distrutto casa con un razzo,batti questo”la sfidò Iron Manfacendola ridere.
“Ok,ok non mi è ancora capitato”rise Nat facendo ondeggiare i lunghi ricci rossi”facciamo che ti ho avvisato,ok?”propose avvicinandosi a lui”sai,c’è una tecnica di bacio che si chiama davvero -morso di scorpione?”.
Iron Man negò.
Lei iniziò a divorargli il collo di baci lenti ed eccitanti.
Di scatto,lo morse solo canini alla base del collo,alla congiunzione della clavicola .
Il Vendicatore alla percezione dei denti sussultò eccitato.
Nella media dei baci,qualsiasi cosa i piccoli canini da vampira della spia gli avevano fatto,era piuttosto strano e però non si era tradotto in dolore o fastidio,ma in piacere.
Lei sapeva cosa voleva la gente e viveva,era viva, solo grazie alla capacità di soddisfare queste aspettative.
Il pensiero lo colpì con la potenza di un maglio e lo svegliò nel momento in cui la spia si sedette a cavalcioni su di lui.
Era una persona che meritava rispetto,seppure nella forma contorta in cui lui rispettava le persone.
La desiderava nel modo in cui desideri di andare a letto con la tua attrice preferita e la voleva nel modo in cui un bambino perduto desiderava la mano di sua madre.
Le slacciò il vestito guidato dalle sue mani di seta,con lo slancio dell’esperienza e la foga di un nerd cervellotico sull’orlo del baratro.
“Fai il bravo ranocchio”aveva mormorato”fai il bravo ranocchio e lascia guidare me”aveva baciato le loro mani intrecciate.
Lui l’aveva lasciata guidare preso dalle trasformazioni dei suoi occhi sempre più caldi,vivi,vulnerabili.
Belli.
Si separarono lentamente,in un’atmosfera sonnolenta e rilassata,senza tensione.
“Sono un bravo ranocchio?”
“Un ottimo ranocchio,ma come scorpione temo di valere poco”ridacchió la spia rivestendosi.
“Sarebbe potuto succedere molto prima”.
“Se noi non fossimo stati chi siamo,probabilmente si,ma forse è meglio che sia successo ora che siamo persone diverse che prendono impegni e fanno promesse parlando di fiabe davanti a del cinese precotto”.
“Mai si dica che finisce il mondo e diventiamo persone serie…”rise Stark.
“Non credo correremo mai questo rischio se eravamo disposti a morire su una città volante senza pensarci due volte” gli obiettò Natasha relativamente rilassata e gli mostrò la schiena per chiedergli di allacciarle il vestito.
“Fai sempre centro così spesso?”chiese il cinquantenne.
“La regola dell’uno su cinque vale per voi uomini,non per me”commentò lei tornando a gambe accavallate sulla scrivania.
“Ottimo punto a tuo favore” .
“Ne ho tanti,di punti a mio favore”replicò la rossa”e tu tanti a darti torto” sottolineò” ma forse è per questo che potrebbe funzionare tutto quello che succederà da ora in poi”.
Tony tornò con la sedia alla scrivania,fermandosi davanti a lei e si chinò leggermente in avanti.
Le stava baciando la pancia.
“Hai una pancia bellissima”.
Natasha gli accarezzò la schiena e il collo lasciandolo lì.
“La mia pancia è una delle cose che mi piace meno del mio corpo”raccontò”ogni volta che mi guardo allo specchio è gonfia,storta,tonda,rientrante…è snervante”.
Tony continuò a tenere le labbra lì.
“Mi piacciono le cicatrici che ci sono su,somigliano al mio reattore arc”.
“Perché?”.
“Perché sono un peso che ti hanno imposto e non porti per te stessa,ma per il bene degli altri”.
Se ne fosse stata capace davvero,di fingere come fingeva un orgasmo,avrebbe pianto.
Avrebbe voluto saper piangere lacrime vere.

“Tu sei impossibile…”gli sollevò il viso con una lacrima a rigarle la guancia destra,unica e preziosa come la perla di un’ostrica.
Tony la guardò esterrefatto:”Se ti ho offesa in qualche modo sei autorizzata a picchiarmi”.
E sorrideva.
Dio,già non capiva le donne, figurarsi quelle pericolose e complicate come una serial killer professionista addestrata nel progetto Black Widow in condizioni di assoluta deprivazione emotiva e affettiva…Perché cazzo stava sorridendo?
No, che qualcuno gli fornisse una wiki sul funzionamento della testa delle spie professioniste che hanno iniziato sui dieci anni.
“Ssssh….”chiese con un dito la russa “Non rovinare un momento importante”.
Le cinse i fianchi con le braccia…Dio, quando era diventata tanto pallida, tanto perfetta?Tanto delicata, fragile.
Anche lei aveva le braccia a cingere la sua schiena.
Qualcuno lo avrebbe sinteticamente definito un abbraccio su una scrivania, ma che non si osasse dire che loro non amavano le definizioni semplici.
“Sei bellissima…cioè, sei sempre stata bellissima, ma sei bellissima e sei bellissima come un coniglio di peluche gigante e vuoi essere un peluche gigante per sempre?”
“Ho bisogno di essere un po’ il peluche di qualcuno, mi sa” convenne la rossa”c’è un posticino per un piccolo coniglio di pezza in questa grande casa di bambole e robot?”.
“Penso che il soldatino di piombo sarebbe felice di averti qui”.
Ci fu un lungo silenzio che diventò presto imbarazzante.
“Senti…”domandò Tasha torcendosi una ciocca di capelli sul dito”si raffreddano gli involtini, li finiamo?”
“Non lascerei mai del cibo spazzatura lontano dal mio stomaco”approvò sollevato Iron Man.
“Domani è il mio compleanno”.
“Non è vero, è il sedici ottobre”.
“Perchè ti ricordi il mio compleanno?”domandò l’agente.
“Perché non dovrei?E’ una data”.
Non era un modo per offenderla, lui non memorizzava cose poco importanti o che non avrebbero avuto una utilità.
Lei era più che importante.
Perchè? Per… istinto, perché era così.
Lui non avrebbe mai detto di amarla, non poteva e non sapeva come si facesse, non aveva un cuore, l’omino di stagno.
La ballerina sì, però, anche se si sentiva solo una piccola statua di ceramica.
“Potresti farmi un favore,splendore?”domandò Tony”potresti essere la gamba mancante del soldatino di piombo?”
“Se sei disposto a essere il piedistallo della ballerina”.
Iron Man si passò la mano fra i capelli, sbuffando.
“Sarà un vero casino, eh?”
“Avrei giurato che sarebbe equivalso giusto a una guerra nucleare”rise Natasha.
“Avevo la stessa idea…mi son cacciato in un pasticcio”.
“Aha”.
“E mi piace, da morire”.
Nat gli morse di nuovo il collo.
“Anche a me, ora funzionerà e basta”.
“Come lo sai?”
“Né io nè te abbiamo più niente da perdere”.
Si strinsero la mano.
“E’ ora di iniziare a guadagnarci qualcosa” stabilirono.
“Ad esempio?”
“Un piedistallo adeguato al nostro ego,da fidanzati raddoppia”.
“Plin plon, transazione eseguita!”.
“Allora è vero che puoi comprare di tutto”.
“Sono stato contento di non aver comprato te”.
La rossa sorrise.
“Continua a essere un rompipalle, ti farò vedere magari tutte le cicatrici,tutte le crepe nella ceramica, un po’ per volta”dichiarò.
“E siccome sono il migliore del mio settore, sappi che non farò altro che ripararle tutte”.

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