Fanfiction

Ti ho voluto con me (Halloween IronWidow)

Senza titolo-1
“Quindi aspetta, mi fai scegliere il partner fra chi voglio io perché è una missione in cui dovrei disattivare armamenti nucleari nemici e altre armi, recuperare ostaggi, vittime con chissà cosa in corpo e sperare di sopravvivere ad armi basate sul Tesseract e la sua energia?”domandò Natasha in riunione con Maria, Capitan America e i più alti organi dirigenziali dopo di loro.
“Si, guiderò io”specificò il vicedirettore Hill” ma tu devi darci una risposta entro un’ora”.
La spia uscì dalla stanza, preda di centomila pensieri, seppur tutti razionalissimi e legati al nuovo incarico.
Ci rientrò mezz’ora dopo e ci trovò dentro anche Stark.
Sbuffò irritata.
Serviva qualcuno in grado di fornirle una buona difesa, con cui avesse una buona sintonia, con cui dovesse parlare poco per intendersi, che fosse poliglotta, rapido, efficiente, con conoscenze mediche.
Soprattutto qualcuno di cui si sarebbe potuta fidare ciecamente, erano anni che non lavorarva con Barton e il discorso fiducia non aveva ingranato benissimo dopo Sokovia, però quello era lavoro.
“Lui è qui per…?”
“Io, dolcezza?”domandò il miliardario”pagare, come sempre, lo zio Stark stacca l’assegno e lo Shield recupera quello che vuole recuperare”commentò serafico.
Probabilmente se ne sarebbe pentita, erano quasi cinque anni che faceva missioni con Steve, alternate a Barton.
Steve era troppo irrequieto, troppo sotto pressione, troppo mediaticamente riconoscibile come Capitano.
Ok,era una scusa per giustificare una decisione impulsiva.
E poi le aveva nascosto Bucky, un po’ di calci nel sedere li meritava.
Steve non era un candidato papabile, aveva bisogno di altro dalla forza bruta e dall’emotività del buon Rogers.
Aveva bisogno di un deficiente, ma di un deficiente prevedibile e che conosceva a fondo, nella stanza era disponibile una sola persona con quelle caratteristiche.
“Voglio Stark” decise rompendo il silenzio”O con Stark, o ci mandate un altro e sapete che non c’è nessuno al mio livello, quindi mandate me e Stark o non avrete niente”.
“Dimmi che ho capito male, tesoro” chiese Iron Man”io, in Qatar a fare tutto il disastro che c’era scritto nella mail? Scordatelo, non sono quella sottospecie di Banderas canadese del tuo amico Legolas”.
La reazione dell’agente lo lasciò spiazzato.
Rideva.
“E’ per questo che ti voglio con me” gli lanciò una scheda di memoria”tu hai conoscenza, tu hai i soldi, gli agganci, la parlantina e un comportamento assolutamente creativamente infantile, ecco perché”.
“Non parliamo di un gioco”si inserì la Hill.
“E chi ha mai detto che lo sia? Le mie condizioni sono o Stark o niente, è l’uomo che mi serve,sul serio…mi avete lasciato sempre usare chi volevo, ve lo riporto intero come gli altri”assicurò la trentenne giocherellando con un auricolare”i suoi soldi? Se avete bisogno di quelli,vi do il numero del suo conto in banca, ma dovete lasciarmi lui”insistette.
“Tu come…?”provò a indagare, sorpreso.
La Romanoff gli rifilò un’occhiataccia e lui si zittì.,
“D’accordo, ma farai rapporto ogni dodici ore e non ogni venti, farai rapporto comunque ogni confine che passerete e se non ritorna intero ti appendo per il collo”la avvisò il vicedirettore porgendole una cartellina”primo rapporto fra sedici ore”.
Tony e Steve la seguirono fuori dalla sala riunioni.
Quello a prenderla peggio fu Steve.
“Pensavo fossimo una squadra”
“Sì”lei assottigliò lo sguardo”non pensavi lo fossimo quando tu per dire trovi il mio ex marito e pensi di tenermelo nascosto?” lo allontanò con un calcio che lasciò il Capitano piegato”e io che pensavo che i problemi li avesse Stark, mi avevi quasi convinto che fosse lui quello da tenere d’occhio”ringhiò gelida rialzandolo per il bavero della maglia”non mi rivedrai mai più, né tu, né nessuno dalle tue parti” aggiunse buttandolo per terra”due in squadra non si comportano così” concluse e Tony pensò che fosse meglio seguirla senza fare altre domande perché pur non avendo lei mosso un muscolo del viso, si recepiva da chilometri che schiumava di rabbia e quando la Vedova era arrabbiata, se poteva sollevare Capitan America non osava immaginare cosa avrebbe fatto di lui.
“Dolcezza, se partiamo fra due ore ti va un hot dog?”tentò conciliante.
“Sì”
“Allora devi essere proprio tanto incazzata” le porse l’hot dog preso da un ambulante”Maionese e ketchup”.
“Come sai che mi piacciono?”
“Capelli rossi e pelle pallida” rise il Vendicatore”No, ho tirato a indovinare e ho pensato che la senape fosse troppo rozza per sua maestà la zarina”.
Nat prese il cibo e lo guardò un attimo, si fece sfuggire un attimo uno sbuffo, e un mezzo sorriso.
“So che hai qualcosa da chiedere”
“No, davvero, non importa e non è nec-”
“Ti interessa sapere com’è il sesso con uno che ha un braccio solo?” chiese la russa.
“Non principalmente ma è la prova che mi conosci bene”replicò il moro”e che se ti ho contagiato col mio umorismo allora sei davvero giù di tono”.
“Si vede tanto?”
“No, e per quello so che è grave, non sei mai meno che perfetta e a momenti non mi ammazzi il Soldatino” sottolineò il miliardario”però ti ha fatto uno sgarbo grave…dove ti aggrappi se lui ha un braccio solo?”
“Ti piace veramente tanto indagare su come io faccio sesso?”
“Giuro, è solo una discussione del mio livello intellettuale preferito”.
“Quello delle scimmie?”scattò la rossa.
“Ehy, il sesso è importante!”rispose Anthony” il sesso dà un sacco di sensazioni meravigliose, ti rilassa e ti fa essere creativo, dici poco? E poi il sesso è importante perché sei con una persona di cui per un motivo o l’altro qualcosa ti interessa”.
La Vedova lo squadrò un attimo.
“Tu quante hai avuto per il portafoglio e quante per il resto?”
“Troppe per il portafoglio e una per il resto, per quanto se ne sia andata”ammise schiettamente sentendo una fitta al costato il miliardario.
“Lo so, la segue il mio studio la vostra causa di divorzio”commentò la trentenne.
“E poi fare sesso con te sarebbe meraviglioso, una di quelle cose che fai quando finisce il mondo ed è la tua ultima notte”.
“Questa frase l’hai già usata”lo provocò l’agente.
“Magari due volte funziona” scherzò lui”no,lo so che non funziona”aggiunse”ma sembra che io sia riuscito a farti ridere”.
La Romanoff inarcò un sopracciglio:”Si,ci sei riuscito”gli riconobbe.
“È un brutto momento per domandarti cosa non ingrana fra te e Rogers?”
“Ha trovato Bucky e me lo ha tenuto nascosto pensando che volessi riferitelo”sospirò”quando tradiscono la mia fiducia divento vendicativa”.
Tony le diede una lunga occhiata.
“Le principesse non dovrebbero macchiarsi di maionese la camicetta nuova ” commentò solo l’inventore raccogliendo una goccia di maionese col dito.
“Partiamo?”
“Partiamo”.
*
Qatar,due giorni dopo.

“Fermo dove sei prima che salti in aria altro”chiese Natasha”sto cercando di sminare il palazzo e se stai fermo evitando di causare altri crolli possiamo farcela prima di esplodere”implorò snervata.
“Stai davvero sminando il palazzo?”
“Qualcuno deve” sbuffò lei.
Iron Man sogghignò.
“Mi spieghi come fai a sopportarmi mentre stai facendo qualcosa di potenzialmente letale?”chiese curioso l’ingegnere.
La Romanoff lasciò per terra la pinza:”Vuoi imparare?”propose”ti faccio vedere”.
Lo sguardo di Tony Stark si illuminò come quello di un bambino davanti a sua madre.
“Ora hai capito come faccio a sopportarti e perchè ti ho voluto qui?”domandò sparando a un terrorista,la spia.
“Perché sono pazzo e faccio domande idiote condite da pessime battute?”chiese.
“Circa,filo rosso e muoviti che dobbiamo ancora sgombrare il laboratorio dalle cavie”.
“Sono bambini!”protestò Iron Man irritato da quella terminologia asettica nel parlare di esseri umani.
La rossa fece una smorfia.
Lo so“disse amareggiata”è per quello che è meglio ricordarsi come sono stati usati piuttosto che chi sono”.
“Parli per esperienza?”
“Parlo per esperienza quasi sempre”concluse amara la donna.
Portarono fuori i bambini accolti immediatamente in una struttura Shield.
Si fermarono sotto il sole mediorientale dopo aver eliminato le guardie del laboratorio,salvato i dati dei computer e distrutto l’edificio.
A Natasha sanguinava la fronte in più rivoli.
“Dovresti farti medicare la testa”.
La spia fece spallucce:”Rientriamo in albergo”.
Tony raramente sapeva come comportarsi con le persone,ma con lei era ancora più difficoltoso perché era criptica.
Ma lui era un genio ambizioso e Natasha non era un enigma da risolvere,ma un quadro da completare.
Avrebbe dovuto scusarsi e ritenersi fortunato per la tolleranza mostrata fino a quel momento dalla russa,però non si pentiva di averla corretta quando aveva chiamato i bambini -cavie-.
Quanto era grande il dolore di Natasha? Bruce… Bruce sapeva quelle cose? Di quel sangue,di quel dolore,di quella vita sterile imprigionata dietro le iridi verdi di quella che non era mai stata bambina?
Si sentì improvvisamente dotato di un grande privilegio,ripensando alla propria infanzia: aveva qualcosa o qualcuno a dargli conforto,aveva giochi,aveva Jarvis,aveva avuto un padre -biasimabile,ma lo aveva avuto- e una madre di cui ricordava poco.
Natasha no.
Natasha non aveva avuto niente e nessuno se non il proprio riflesso allo specchio e il freddo.
Rientrarono in albergo nel più completo silenzio e non si dissero una parola fino alla fine della giornata,mentre Stark si guardava intorno con aria febbrilmente interessata a ogni dettaglio.
Mentre cenavano,tirò fuori un orsetto di peluche bianco e lo diede a Natasha dicendo una banalità come:”Ho pensato che avresti potuto aver voglia di giocare,ogni tanto”.
La spia lo guardò per un attimo sinceramente interdetta,poi ricordò la conversazione del pomeriggio e tentò di immaginare il collegamento mentale di Tony.
Prese l’orsetto accennando un sorriso esitante.
“Che ne dici se… lo chiamiamo Tony? Almeno quando vorrò giocare avrò un amico con cui farlo”propose titubante”o possiamo giocare insieme?”chiese”ma non fregare più gli asciugamani dell’hotel”aggiunse sentendosi per la prima volta grata di aver deciso di pancia cosa fare e tentando comunque di ricordarsi che stavano lavorando.
A Tony pareva di non aver fatto niente di speciale perché a lui essere un bambino di cinquant’anni col disincantato cinismo del genio e l’ingenuità di un vero bambino era normale,lui era bambino.
Era quel tipo di persona che viveva per rendere felice gli altri.
Istintivamente e senza chiedersi quanto fosse sciocco o rischioso,perché gli piacevano le persone che sorridevano e tutte quelle cose che si fanno quando si è felici davvero e amati e alla spia non aveva mai visto fare.
Probabilmente non erano per lui.
La vide muovere il peluche sul tavolo nella sua direzione.
“Ciao,io sono Tony”fece dire al giocattolo”tu chi sei?”.
Stark si abbassò col viso a livello del tavolo.
“Io sono Edward,cosino morbido”si presentò”sei un amico di Natasha?”chiese stringendogli la zampetta.
“Sono un amico di Talia,si…”fece dire al giochino”sai,lei non è molto brava con le parole se non quando si tratta di prenderti in giro,però vorrebbe dirti che alla fine pensa tu sia un vero amico e per questo le piace tanto lavorare con te,per questo è rimasta a farti da avvocato anche se sei un vero disastro in tante cose,però quando si è amici non importa,vero?”
“No,non importa”sorrise Iron Man”anzi,è meglio”.
Sembrava una gara a chi sarebbe scoppiato in lacrime prima.
Tony stava ovviamente perdendo da quando l’aveva vista muovere il peluche.
Avevano le braccia appoggiate al tavolo,conserte,il mento sul dorso della mano che non era impegnata nella recita.
“Sai cosa? Ti insegno anche a fare un fortino di cuscini”.
“Questo non sarà in nessun rapporto”
“Parola di scout che la Hill saprà solo che stiamo facendo fuori tutti i cattivi”.
Natasha lo guardò negli occhi.
“E’ ora di nanna, per Tom e Edward” disse la donna”non si può fare tardi domani”.
Si addormentarono nel letto matrimoniale, con Natasha ovviamente rannicchiata da una parte perché Stark se non dormiva a stella non era contento.
*
Stati Uniti D’America, cinque mesi dopo, notte di Halloween.

“No, ripeto e no e poi no”stava dicendo Natasha”abbi almeno la decenza di non far finta di volermi vestire e dillo che vuoi vedermi nuda!”sbottò.
“Ok, se ti dico che voglio vederti nuda ti vesti da mummia come dico io?”chiese Tony divertito.
“No, perché non lo chiedi alla tua fidanzata ? O a Rogers, a Rogers piacerebbe tanto…”lo prese in giro la spia.
Iron Man sbuffò:”Almeno questo Halloween voglio averla vinta io, o ti vesti da mummia o ti vesti da panda”.
“Tu sei fulminato!”
“Ehy,sono sopravvissuto a diciotto mine in due giorni!”
“Grazie a me!”puntualizzò la rossa.
“Sono sempre qui”.
“Ok, mi metto quel…coso, ma devi davvero trovarti una fidanzata”borbottò la spia incrociando le braccia” e quanto è vero Iddio con la storia dell’amicizia non mi farai mai più fare niente di simile”.
“Posso farti fare molto di peggio”rispose Stark divertito esibendo la sua miglior espressione da bambino pestifero.
“Impiccati”sibilò la Romanoff assottigliando gli occhi mentre lui la baciava, fra l’altro in modo particolarmente irruento.
Si prese un ceffone.
“Sei sulla buona strada”.
“Chissà perché” ridacchiò Iron Man ignorando lo schiaffo”Vuoi dormire con Tony o me, oggi?”
“Dipende, chi di voi allunga meno le zampe?”chiese la spia.
“E’ ironico che lo domandi un ragno ad Halloween”.
Natasha si mise il cappello da strega sistemandolo sbilenco sul capo e si mise la zucca sottobraccio.
“Se vinco io, arrivi in orario al lavoro almeno per una settimana”.
“Crudele…” ghignò Stark”se vinco io però…”
“Però cosa?”
“Tu mi dai il doppio delle tue caramelle o mi racconti com’è il sesso con uno senza braccio”.
“Farò in modo di lasciarti col dubbio a vita” rise la russa uscendo con lui”chi prende più dolci fino alle cinque?”
“Alle cinque, qui per il conteggio”.
Vinse Natasha, perché Natasha ovviamente non avrebbe mai perso.
“Devo per forza arrivare in orario?”
“No, devi per forza darmi le tue caramelle e qualcosa di decente con cui coprirmi,non puoi incrociare ragni,vampiri e panda in un solo costume!”.
“Però è sexy”obiettò piccato l’inventore.
“Cara grazia che al mattino ti vesto io..:”
“Non possiamo far finta che domani non dobbiamo lavorare e andiamo a dormire con Tony?”
Natasha incrociò le braccia.
Sorrise e gli diede uno scappellotto.
“Ah, a proposito!”gli ricordò”è per questo che ti ho voluto con me”disse criptica.
Stark la baciò.
“E’ perché sono fantastico?”
“No, perché sei un cretino. Meraviglioso,ma cretino”.

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2 thoughts on “Ti ho voluto con me (Halloween IronWidow)

  1. Finalmente mi sono fatta un account, così ti posso commentare queste piccole perle anche qui.
    Lo sai, amo troppo la tua Natasha. E devo dire che apprezzo tantissimo le tue IronWidow.
    Cit.cinquant’anni col disincantato cinismo del genio e l’ingenuità di un vero bambino era normale,lui era bambino.
    Concordo. Tony ha assolutamente l’ingenuità di un bambino. Anche quella mancanza di filtri tipica dei bambini che lo portano a dire le cose come le pensa e a far capire cosa vuole con una certa insistenza. Ha anche gli occhioni di un bambino, ammettiamolo xD.
    Inoltre si vede l’animo Shipper di Nat. Secondo me shippa Stony, ma come ogni vera fan [a mio parere] non disdegna l’idea di mettersi in mezzo ai due godendosi una degna threesome.
    Ti mando un bacione!

    1. La Stony non la disdegna nessuno e prima o poi pur shippando altro tutti si accorgono di un innegabile legame fra loro, comunque si voglia inquadrarlo.
      Tony è meraviglioso e di una ingenuità bella e disarmante con una dolcezza del tutto tipica dei bambini e l’humor di un adulto amareggiato, ma che lo rende ancora più splendido.
      Ti ringrazio, Natasha è la mia babes e non posso farla sfigurare, è una questione di affetto personale :3 . Gli occhioni di Stark sono irresistibili *W*.
      Grazie mille per tutti i tuoi complimenti <3.

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