Fanfiction

I’ll leave you alone

large«Ti sto lasciando» aveva detto e tremava nel dirlo. Era difficile anche per lei,anche se aveva la valigia in mano e sapeva di avere intenzioni ferme «Penso sia giusto perché tu hai il peso del mondo sulle spalle,non posso darti anche il mio da portare».
Non aveva più senso prendersi in giro,si era detta e nella sua testa aveva provato quel discorso per un mese prima di riuscire ad articolarne anche solo quella manciata di sillabe davanti a Tony stesso,che ora pareva davvero sconvolto,piccolo e spaventato mentre le teneva la mano l’ultima volta e lei si sfilò dalla sua stretta gentile sentendo freddo e doveva davvero essere ferma se voleva fare quel passo. Voleva? Voleva. Superò la porta del loro attico piangendo.
“Almeno le scuse potevi tenertele invece di prenderlo per i fondelli”la salutò Natasha entrando nell’appartamento mentre lei usciva”sai,quando devi decidere se fare male a una persona o gliene fai o non gliene fai affatto,non esistono opzioni intermedie”continuò con le mani infilate nelle tasche del lungo cappotto.
“Tu perché sei qui?”.
“Per fare il mio lavoro,come sempre”rispose fredda la spia .
“Fammi un favore…”si soffiò il naso e tamponò il mascara colato”abbi cura di lui,tu…”prese una pausa”hai sempre visto qualcosa più di me,hai sempre capito più di me”disse mentre caricava la sua valigia in macchina”per favore,almeno tu,non deluderlo”continuò”avrei dovuto semplicemente capire e capire molto tempo fa”dichiarò”avrei dovuto sapere e capire quando mi ha detto -ehy,sai il nuovo avvocato? Se finisse il mondo sarebbe proprio il tipo che mi scoperei ,ma spero non finisca mai,mi piace troppo guardarla-“sospirò”non mi ha mai guardata,baciata,scopata e toccata si,guardata come guardava te …no e Tony non nota nessuno,non riesce a fermarsi per niente,per nessuno pur sforzandosi sinceramente e totalmente di farlo”raccontò e pagò l’autista”tu sei riuscita a farlo,a costringerlo a fermarsi”ammise,rossa in volto per le lacrime”mi dispiace di avervi interrotti a quella festa”.
Sparì nella macchina lasciando Natasha con molta più confusione in testa del solito: davvero ricordava ancora quella festa? Era ridicolo,sarebbe stata solo una scopata per divertirsi,quelle cose senza pretese e rimpianti. Non pensava di essere la causa della frattura fra Pepper e Tony,specie perché ora che ci pensava,non erano mai andati troppo d’accordo e nemmeno ci provavano,lavoravano insieme una volta a quinquennio e avevano iniziato a scambiare due parole e qualche allusione solo quando Bruce se ne era andato.
Probabilmente nemmeno Stark si era fatto troppe illusioni,sui sogni erotici non contava ,ma sui loro rapporti erano stati tutti chiari e in armonioso consenso dall’inizio: meglio lontani che nella stessa stanza perché altrimenti sarebbe stata discussione assicurata.
Si domandò cosa avrebbe trovato superato l’ingresso,quale Anthony Edward Stark ci fosse dietro la porta e in che condizioni psicologiche,perché lei non lo aveva mai visto fragile,nudo,esposto.
E aveva qualche esitazione,però non essendo una di quelle persone che aspettano Godot si sforzò di identificarsi come di consueto e una AI qualsiasi le aprì.
Stark,a capo chino,non diede nemmeno segno di averla vista,ma dal sangue che gli bagnava la mano,aveva avuto una crisi schizofrenica o isterica o qualcosa del genere.
Aveva cercato di strapparsi il reattore Arc.
A mani nude.
Dal petto.
La donna si limitò a recuperare la cassetta del pronto soccorso e gli mise la mano in una bacinella di acqua fredda,in modo che il sangue si togliesse dalla pelle.
Tony ubbidì mollemente ai suoi movimenti.
Era assolutamente inerte.
La Potts mi ha fatto un discorso molto strano”iniziò la spia mentre  puliva il suo costato dal sangue e disinfettava i tagli con perizia da medico navigato:”che si concludeva col fatto che non ho ben capito se sei innamorato di me,ti eccito o lei è paranoica”disse schietta “e non rispondere qualche stronzata , è una domanda seria”lo anticipò”sto facendo del mio meglio da sei mesi per non prendervi a ceffoni per come vi trattate,per cui sono piuttosto suscettibile”lo avvisò stando piegata su di lui a finire il lavoro clinico”ti sei graffiato la faccia?Lo facevo anche io quando avevo crisi coscienti”gli rivelò morbidamente. “Sai che questa scena ha qualcosa di famigliare?””Io piegata su di te da rattoppare come al solito?”gli domandò”si,vagamente”concesse”forse avrei dovuto mettermi un abito più scollato” disse e lo guardò.Era naturalezza, era la prima volta che la vedeva in Natasha Romanoff e la apprezzò,pensare gli mandò una scarica di energia che gli consentì quantomeno di sentire abbastanza freddo da levare la mano dall’acqua.Rise di istinto,sentendosi stupido,sentendosi meno male e sentendosi più vigile e meno come se lo avesse investito un tir. Capì che Natasha conosceva la semplicità e la conosceva bene,era una persona estremamente maschile seppur raffinata ed elegante. E la semplicità di Natasha era qualcosa di caldo e gentile,schietto e che infondeva qualcosa di frizzante nell’anima. Poteva giocare dopo così poco che Pepper se ne era andata? Non gli importava del tempo,decise di aver bisogno di spegnere la mente. Sentiva troppo male per pensare a qualcosa. Così allungò una mano e allungò il bordo dell’abito facendo finta di guardarci dentro. “Ripeti la domanda,sono un attimo impegnato a cercare le uova di Pasqua”.Si,era decisamente tornato sé stesso,almeno superficialmente. Quando Natasha si era messa sopra di lui che era arrivato per una forza sconosciuta sul divano del salotto?”Del mio seno sei innamorato di sicuro”valutò la rossa. Inizialmente pensava che sarebbe stata infastidita dal contatto di Tony,dal suo modo di approcciarsi,dal suo atteggiamento e che non avrebbe potuto far niente di utile per lui perché diciamocelo,non era brava con le sofferenze umane,non erano qualcosa che la riguardava. Sapeva perché Iron Man stava giocando e perché lei lo stava facendo giocare e il discorso di Pepper la aveva turbata. E lui era turbato. “Ha un sacco di ammiratori,sono molto geloso di questa cosa”dichiarò il miliardario”e poi ha una bellissima forma”.
“Stai divagando”
“Non aiuti”.
“Allora è vero che non riesci a togliermi gli occhi di dosso!” esclamò sorpresa la rossa.
“Sono un uomo e tu sei una donna e sei attraente” allargò le braccia”non posso essere condannato perché tu sei attraente, no?” .
Tentava sempre di divagare dal punto della questione, di sfuggire. Forse avrebbero dovuto guardarsi così da vicino molto tempo prima e lo sapevano entrambi.
“Solo che se ti metto le mani addosso ora penso che non saprei più staccarmi e con le ferite ancora fresche ti userei soltanto” fece combaciare le loro mani, il super eroe”non… sarebbe giusto per te, non ti meriti un uomo che ti faccia qualcosa del genere”.
Si sentiva in imbarazzo, si sentiva male, si sentiva sbagliato e sentiva che era sbagliato il modo in cui lei gli stava permettendo di , semplicemente, lasciarsi annegare nei suoi occhi.
“Sicuro che vada tutto bene,mh?”domandò”esiste qualcosa che posso fare per te?”.
“No,non esiste” rispose odiandosi per la sincerità con cui lo disse e il modo in cui ci credeva nelle parole dette ,Tony.
Piccolo,smarrito Tony davanti a Black Widow che sembrava avere fame.
Lo fece sentire desiderato in un modo paurosamente reale e concreto,gli mandò il sangue al cervello e glielo spense e probabilmente lei se ne era resa conto.
Non voleva fargli tradire un ricordo di Pepper,voleva che chiudesse,gentilmente,una porta grande e importante con un passo alla volta.
Le afferrò i glutei tonici e la spinse contro i propri fianchi.
“Se te lo chiedo tu fai esattamente quello che ti chiedo?”domandò febbrile.
La rossa annuí:”Tutto quello che mi è possibile per farti sentire meglio”promise sincera.
“Mi dai un bacio e prometti che resti?” chiese implorante Iron Man”ho bisogno che resti,qui…fisicamente,di non”deglutì”annegare, non so cosa sarebbe successo a quella festa ma so che forse oggi può essere diverso e vero,forse”raggiunse le sue labbra con le proprie”forse oggi non andrà male e non ci deluderemo a vicenda”.
Gli tenne la mano e gli baciò le guance sanguinanti e che bruciavano.
Gli baciò le labbra.
“Tu…stai piangendo?”chiese baciandolo con trasporto”cosa posso fare per farti spegnere la mente?”.
“Un pompino”sputò pentendosene subito dopo perché lei si era bloccata un istante.
“Ok”.
Ok? No,ok,era male.
Era male perché lui ora la voleva ancora più disperatamente.
“Perché ok?”
“Perché ti devo una fine del mondo da tanto tempo”.
“Quindi mi farai un pompino solo quando finisce il mondo?Ehi ,siamo a cavallo!”.
Praticamente la russa gli aveva strappato i pantaloni e aveva le mani fredde,cosa che lo fece sussultare mentre lo toccava e dei il freddo amplificava ogni sensazione.
“Ti va una proposta indecente?Io ti leggo un passo della Bibbia e vediamo se riesco a eccitarti,se ci riesco ti faccio un pompino”.
Gli aveva solo solleticato l’elastico delle mutande .
“Mai stato così cattolico”.
Natasha con un leggero sottofondo musicale iniziò a recitare un salmo qualsiasi e dopo dieci righe,dico dieci righe -Tony vergognati almeno un po’ -aveva le mutande insopportabilmente strette.
“E quindi mio Signore metti in fuga i miei nemici con il potere della tua collera”.
E glielo aveva preso in bocca iniziando a succhiare con la stessa naturalezza con cui lui cristo santo con la stessa naturalezza con cui costruiva roba nel laboratorio.
Gli stava massaggiando energicamente i fianchi e Dio,Dio era qualcosa di perverso il modo in cui lo stava guardando.
Come potevi essere una regina distinta mentre avevi in bocca il pene di qualcun altro? Natasha riusciva e il pensiero lo eccitò mentre si spingeva sempre più furiosamente nella sua bocca umida e accogliente.
La riportò sopra di sé e la svestí.
Gli disse qualcosa in russo che significava “voglio sentire i cori del Paradiso”,circa.
Le baciò la pancia e la aiutò a sistemarsi e si rese di botto conto che era davvero semplice e naturale.
Il sesso,una delle molte cose di cui lui aveva paura,se significava impegno, ora era un fantasma con cui giocare.
Le stava tenendo la mano,la stava guardando pensando che forse era lei a usarlo quella volta.
Probabilmente gli doveva sembrare una specie di puttana molto ricca.
Forse era la prima volta che la vedeva davvero.
L’aveva appena soddisfatta e i suoi fianchi tremavano ancora sopra di lui,calda,bagnata,pulsante,viva.
Si sfilò da Iron Man restandogli accanto,nuda e bellissima ,prese una mano e gliela mise sul suo bassoventre.
“Cosa senti?”
Tony chiuse gli occhi.
Cosa sentiva? Sangue che pulsava, la pelle calda e mancavano le cicatrici .
“Sento che hai deciso di farmi un regalo che non so se merito”.
Natasha gli accarezzò il braccio con cui la stava toccando.”La cosa più strana ed è che non amo il contatto fisico,di solito”disse la Romanoff”non lo amo e non lo cerco e quando le persone mi toccano di solito ho freddo e mi fa male e mi disgusta”lo spiegó d’un fiato perché non avrebbe saputo fare altrimenti,era evidente che fosse un peso che si era levata e voleva dichiararlo esplicitamente”anche quando lo faceva Clint perché era per lavoro, era sempre stato per lavoro ma non gli ho mai serbato altro che un po’ di sano rancore per questo”. Stark la guardò. “Lo sapeva che ti faceva male?”chiese sentendosi stupido. “A lui importa di molte meno cose di quanto vuole dare a vedere per sentirsi con la coscienza più pulita quando abbraccia una moglie a cui regala soltanto bambini in luogo del suo affetto mentre allo Shield si scopa Maria e fuori ti lascio fare due conti”. Era dura,spietata nei giudizi. Chissà perché sapeva per istinto quanto giusta fosse la valutazione della donna al suo fianco. La coprì con la sua camicia,le agganciò il reggiseno,si prese tempo per mettere cura in quei gesti. Lui,lui che aveva appena tentato il suicidio. “Capisco perché ti disgusta”disse soltanto”e tu sei felice delle imposizioni del tuo lavoro?”La rossa lo guardò.”Finché non hai nessuno a cui rendere conto è relativamente semplice decidere con chi scopare,con chi berti soltanto un drink o ,hai capito,no?”chiese”e nemmeno Bruce pretendeva che restassi vergine per lui,anzi mi ha invitato spesso a sfogarmi con altri uomini e persino con te,per questo gli ultimi tempi aveva preso a vedermi fuori dalla Tower”raccontò rannicchiata contro di lui fissando il vuoto.Tony le cinse le spalle e gliele accarezzò.”Ammiro davvero che tutti ci vedano insieme e ci vogliano il più lontano possibile,sai?”raccontò Iron Man”è un paradosso fisico niente male”le portò un drink”ma tu non hai avuto rapporti non perché dovevi la tua fedeltà a qualcuno,giusto?”chiese tornandole accanto. “Esatto,era una mia decisione,una forma di…”.”Rispetto per chi ti aspettava a casa”. La donna annuí.”Era il mio modo per dire -ehi ciao mi sei mancato e….”La vide tremare.Quante cicatrici avevano nascosto entrambi e a che profondità?Quanti abbandoni,delusioni,tradimenti? Quanti strappi,ustioni,bozzi e ammaccature?
Capì che in confronto a lei era una persona estremamente privilegiata, nel bene o nel male, la sua vita aveva mantenuto una connotazione emotiva decisamente forte.
Lo doveva dire per lei e con lei.
Se volevano mantenere le promesse che si erano appena fatti.
Se lo dovevano ora che tutti i muri erano crollati, ora che non avevano più motivi per nascondersi l’uno all’altra.
Però sembrava un passo sull’orlo dell’abisso, verso il punto di non ritorno.
Si poteva solo andare avanti.
“Ti va di essere il mio avvocato? Ho bisogno di un avvocato e di una persona che mi tenga impegnato, che mi tenga al caldo, che sappia cosa faccio e perché lo faccio e possa farlo con me perché sa i motivi che mi spingono a farlo e che abbia polso per tenermi nella giusta parte del campo coi miei ideali incasinati e la mia confusione mentale”.
“Andiamo a letto?”domandò Natasha in risposta” domani porto qui le mie cose”.
“Facciamo che te le mando a prendere”.
“Domani mattina facciamo colazione insieme?”
“E anche dopodomani”.
Lo fecero davvero, colazione insieme, e anche molto altro, la settimana dopo la spia aveva finito di sistemare le sue cose e aveva anche una bella scrivania nel laboratorio di Tony perché così se aveva bisogno di informazioni e lui di aiuto potevano essere vicini e non doversi cercare.
Erano insicuri.
Erano instabili e il loro stesso legame era instabile come una bottiglia di nitroglicerina agitata violentemente.
Saltuariamente avevano crisi isteriche, Natasha una volta stava rischiando di cavarsi un occhio dopo una discussione col Capitano e Stark le aveva medicato la ferita e l’aveva portata al pronto soccorso superando la sua fobia degli ospedali.
Il giorno dopo avrebbe detto al suo migliore amico :”Vorrei prenderti a pugni su quei denti perfetti”.
Natasha al termine della riunione lo avrebbe fatto davvero spaccandogli il naso con il ginocchio.
Avrebbe abbracciato Tony per il fianco e se ne sarebbe andata, camminando verso l’uscita.
“Sai cosa? Io ti ho seguito perché pensavo fossi un eroe, ma è palese che non avessi nessuna idea di cosa fosse, e nemmeno di cosa fosse un amico”.
“Natasha, quegli accordi sono un suicidio”tentò più mitemente Clint”non siamo stati noi a far uccidere qualcuno a Sokovia, è stato Ultron”.
“E noi con l’aiuto del governo e dello Shield avremmo potuto evitare di suicidarci e anche una sola persona è troppo, nel conto delle vittime, per quel che mi riguarda” sibilò la Romanoff””tu non sei più tornato a Sokovia, ma ti sei sbattuto la Maximoff non hai visto nessuna delle loro facce che mentre davi una mano a seppellire i cadaveri e portare generi di prima necessità ti riservavano solo disprezzo perché sono stati dimenticati come punti su un grafico e danno collaterale,e non considerati persone che hanno perso qualcuno” continuò gelida”nessuno di voi è in grado di assumersi la responsabilità delle vittime, lo faccio io, ma è per quelle persone che dobbiamo firmare quelle carte”.
“No,vogliono controllarci”rispose Clint”hai sempre agito fuori dai limiti e fuori dai radar,come mai hai tanta voglia di farti gestire?”.
“Perché in caso non te ne fossi accorto,non siamo più assassini prezzolati”Iron Man la strinse a sé”siamo soldati e siamo soldati per la pace,per l’equilibrio” spiegò Natasha” e i soldati agiscono con delle regole,io non ho più niente da nascondere, se tu hai qualcosa di cui vuoi lavarti la coscienza solo in privato è un problema tuo,non siete più vagabondi con superopoteri,avete sulle spalle il mondo e dovete comportarvi da adulti”concluse a braccia conserte”se non ne siete capaci,ci saranno decisioni da prendere”dichiarò”incluse quelle più drastiche che non vorrei prendere,ma posso applicare”.
“E chi ti ha dato questo potere?”
“Imparerai a chiamarmi vicedirettore,Barton,prima che la giornata sia finita, e …. Ringrazia la tua amichetta del cuore Hill,che ha più buonsenso di te fuori dalle lenzuola”.
“Aspetta,che …?”
“Buona giornata,agente”.
Se ne andarono e lo fecero tenendosi vicini, dolcemente.
*
Erano sulla tomba di un uomo di nome Clint Barton.
Sulla tomba di un uomo di nome Steve Rogers.
Si tenevano ancora per mano.
“Ha senso piangere per scelte altrui?” gli domandò flebilmente .
“Sono nostri amici,Natasha”replicò semplicemente Iron Man.
“Io lo avevo detto: divisi cadremo,uniti trionferemo”disse la donna”io lo avevo detto e anche tu e gli avevamo detto che sarebbe potuta finire in maniera diversa”.
Tony si mise le mani in tasca e lasciò dei fiori sulla tomba.
“È rimasto soltanto Bucky con Wanda,questo dimostra che gli accordi erano necessari”.
“Siamo sicuri di volerlo fare?È un bel passo spostarsi in Europa,vendere le industrie a Pepper e ….per me”.
Lui la baciò.
“Vicedirettore ti meriti questo e molto altro perché hai mantenuto la promessa fatta: non mi hai mai abbandonato”.
“Ti amo”.
“Ti amo anche io”.
“Vediamo così,da domani possiamo dire di far colazione sotto la Tour Eiffel”decise Iron Man”e sarà un nuovo inizio,ora possiamo scomparire davvero”.
Natasha annuí e sorrise.
“Quale passo della Bibbia ti piacerebbe risentire?”propose maliziosa.
“Sai anche il francese?”
“Sei malvagiamente tentatrice”rise Anthony”almeno un letto,lasciami quello!”.
Natasha rise.
Il giorno dopo arrivarono sotto la Tour Eiffel.
“Che ne dici,è ora di iniziare la lezione di danza? Mi aspettano a teatro,non si fa bella figura a far ritardo al primo giorno”.
“Ti aspetto a casa”.
Tony aveva superato la fobia della solitudine grazie a lei,quella delle cene andate a male,quella dei silenzi senza risposta.
Era merito suo. Le cicatrici erano così profonde che non si contavano,su di loro,ma non era importante. Per ogni sbarra di ferro della Torre,ne avevano uno di ricordo e era bello.
Natasha tornò alla sera e prese a raccontargli la lezione e la giornata e lui la ascoltò volentieri e rispose allegro raccontando la sua.
Ora non pensava più niente, ora non c’era più niente per cui combattere.
Era solo tempo di risorgere dalle macerie .
Era un nuovo inizio.
Era il loro regno e li avrebbe accompagnati fino alla fine e lì, una volta giunti alla fine, sarebbero andati ancora oltre.
Insieme.
Perché i ricordi non facevano male come prima, perché si erano assunti la loro responsabilità di soldati ed eroi, di uomini.
Erano un bel team, un team vincente.
Perché no, anche una bella coppia, seppur sgangherata, che doveva farsi riparare spesso ma con un solo rimpianto ad accomunarli: il non aver potuto far di più per i propri amici.
Ma non stavano male, ecco, erano mediamente soddisfatti della loro situazione che profumava di caffè parigino con la schiuma e di cornetti sbocconcellati a tarda notte mentre finivano un lavoro e di tanti piccoli dettagli come pistole in un cassetto dimenticato da Dio e una scuola di danza a cui badare e da promuovere, gli eventi a cui presenziare e fare tardi, i discorsi sotto un piumone con il freddo e la pioggia fuori, era una storia di sogni infranti e speranze ricostruite pezzo per pezzo.
Ne erano orgogliosi.
Si sorrisero e si baciarono.
“Sai di cosa ho paura ora?”domandò Natasha.
“No” rispose Tony”di cosa?”
“Che qualcosa un giorno arriverà e sarà così spaventoso da distruggere tutto questo” rivelò”e poi penso che dopo quello che ci è successo non c’è più niente che possa farmi paura a parte un mucchio di marmocchi urlanti in body rosa”.
Iron Man rise:”Beh, la zarina saprà pur mantenere l’ordine nella sua classe”.
“Se faccio stare in riga te, col resto del mondo il risultato è garantito” .

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...