Fanfiction

Blind Trust

Senza titolo-1“Io la smetterei di piagnucolare per quel foglio,Parker”suggerì una voce femminile alle sue spalle”Anche a Capitan America han detto che era inadatto alla leva militare eppure,è Capitan America”.
Peter Parker si girò:”Non penso esistano altri miliardari con sieri magici che mi facciano diventare la versione nerd di Schwarzenegger”ironizzò il diciottenne,seppur demoralizzato”non capisco come mai non piaci a Falcon,riesci sempre a far tornare il sorriso agli altri”aggiunse.
“Perché non vivo per piacere a Steve Rogers,siamo amici, non amebe” spiegò la trentenne”perché ti demoralizza tanto quel foglio? Non hai bisogno di un bollino di idoneità per proteggere la gente,sai?”
“Mi piacerebbe crederti”disse il ragazzo accartocciando il documento”era…più che altro qualcosa di simbolico”spiegò e inspirò profondamente sentendosi arrossire”sei venuta a farmi da fata madrina perché ti faccio pena o pietà?”
“No,perché Tony Stark ti vuole nei suoi laboratori a fare i suoi giochini in compagnia”ribatté la spia dai lunghi capelli rossi e si accese una sigaretta”non dire a Maria che ho fumato,o mi ammazza”iniziò”so che non ti sei mai inserito facilmente nella comunità dei super eroi finendo all’ultimo posto della catena alimentare,ma oggi vieni a casa con me,dai,è Natale ed è triste vedere un mio allievo da solo perché è stato bocciato”.
Il moro rise.
Quella donna aveva un modo del tutto particolare e a tratti perverso di dimostrare il proprio affetto e il proprio istinto materno,ma si era presa cura di lui dal primo giorno e non aveva smesso,aveva dimostrato la sensibilità necessaria a comprendere che per ottenere un buon risultato da lui occorreva più tempo,più pazienza,più…delicatezza,come quella che usa il ragno per camminare sulla sua tela.
A Peter Natasha piaceva davvero molto sia come maestra che come amica,come figura autorevole di riferimento ed era bella e gentile solo con lui,cosa che faceva imbestialire parecchi lì al centro e suscitava qualche invidia.
Si sentiva fortunato al pensiero che una delle super eroine più forti del pianeta aveva deciso che lui era una persona meritevole di attenzione e una certa cura.
Un vero e proprio privilegio.
Brutti i complessi da orfano,eh?
Poi ovviamente Tony Stark costituiva capitolo a parte:quanti bocciati a un esame da super eroi ricevono una chiamata per il laboratorio dell’uomo più ricco del mondo,per lavorare direttamente al suo fianco? Era il suo siero magico,ma l’istinto gli diceva che non poteva essere così tanto gratis.
Probabilmente anche se avesse chiesto alla sua mentore non avrebbe mai ottenuto una risposta che chiarisse tutti i suoi dubbi,alla fin fine era pur sempre una spia.
“Vorrei poterti ringraziare adeguatamente per ciò che fai per me da quando sono entrato qui”iniziò il giovane mentre Natasha si allacciava la sciarpa intorno al collo e la fermava con una spilla.
“Non penso tu possa e non mi interessano,per quanto io li apprezzi,i ringraziamenti”la russa fece sprofondare le mani nelle tasche del cappotto e si misero a camminare sotto la neve”tu mi sei piaciuto da subito perché sei orfano,ma non ti sei mai lasciato andare”continuò la Vedova Nera”non ti sei mai compatito, hai sempre dato il tuo contributo senza aspettarti niente in cambio,perché hai sempre imparato a rendere conto prima di tutto a te stesso”fece un mezzo sorriso che fece sentire improvvisamente molto caldo Parker”sei una persona umile”.
Spiderman si chiese da quale psicologo avesse rubato quelle analisi che dipingevano di lui un quadro completamente nuovo,di un ragazzino sicuramente nerd e sicuramente poco incline alla socialità e alla vita notturna tanto amata dai suoi coetanei e colleghi,persino il sesso in qualche misura gli risultava ostico,ma era anche una persona con delle buone qualità che non facevano di lui forse il nuovo Steve Rogers,ma di sicuro lo rendevano una persona meritevole agli occhi di Natasha.
Gli occhi di Natasha erano qualcosa di importante,aveva imparato dopo mesi di allenamento e reciproca conoscenza sul ring e in palestra che erano uno strumento di analisi singolarmente potente e tradivano una profonda sensibilità ed empatia.
Un’empatia che andava cercata,ritagliata e riconosciuta con i dovuti tempi e segnali,ma era lì per davvero e lui lo sapeva.
Lo stava davvero portando alla Tower,alla Avengers Tower? Sgranò gli occhi,stupito.
Entrarono e raggiunsero il piano dove viveva Natasha:era arredato in modo semplice e di gran gusto,a colori caldi in toni rossi,oro e oro brunito.
“Penso che nemmeno i palazzi dei Romanoff fossero arredati con tanto senso dello stile”commentò Spiderman.
“Ho fatto spendere una fortuna a Stark,ma può permetterselo per cui ho fatto giusto qualche spesuccia”sorrise e si tolse il cappotto”Clint,mi spieghi che diavolo ci fai al mio piano?”sbottò vedendo l’arciere preso dal trafficare ai fornelli.
“Non lamentarti ,Nat:oggi è Natale e hai la cucina più grande,quindi si mangia da te”rispose l’uomo”ragazzo,mi han detto che sei stato bocciato,non un granché come regalo di Natale,mi dispiace”.
“E la tua piccola Wanda non avrà passato l’esame perché aiuta l’esaminatore in certe piccole faccenduole?”lo punzecchiò la Romanoff incrociando le braccia.
“Occhio a quel che dici,Ntasha…”la avvisò morbidamente il Vendicatore.
“Stai attento tu,sono il tuo vicedirettore,quindi tappati quella fogna,finisci di cucinare e porta tutto di sotto,che le cene di Natale di Pepper sono molto impegnative,più da organizzare che da cucinare”sibilò la donna.
Si sentì un rumore di ceramica infranta.
“Tu cosa e da quando?”domandò offeso”voglio dire,è peggio che una tragedia,è un olocausto nucleare!Peggio che vedere risorgere Howard Stark!”
Peter rise.
“Quanto siete stati sposati,voi due?”domandò allegro.
“Cinque anni”mugugnò Clint dal pavimento mentre raccoglieva cocci e cibo”piuttosto che averne di nuovo una del genere,mi eviro manualmente”.
“Sai Barton…”iniziò melliflua Natasha”spulciando il regolamento ho scoperto che posso farti frustare a mio piacere in caso di insubordinazione”.
“Ma non è vero! È contro i diritti umani!”
“Ne sei sicuro?”
L’uomo si rimise a cucinare senza dire una parola fino all’ora di cena.
“Puoi farlo frustare davvero?”chiese Spiderman curioso e un po’ inquietato mentre si accomodavano in salotto e si toglieva le scarpe lasciandole vicino al caminetto.
“Lui e anche i suoi figli,quel posto è più una congregazione di barbari che una agenzia spionistica per la pace mondiale”.
“Vuoi farti un pisolino?”gli propose Natasha”ti chiamo quando è ora di mettersi eleganti,ok?”.
Peter annuí e chiuse gli occhi allungandosi sul letto al piano superiore mentre lei lo copriva con un plaid.
L’agente scese.
“Dai,chiedimelo”.
Da parte di Clint,silenzio.
Un lungo,prolungato silenzio.
“Cosa?”
“Quello che vuoi chiedermi”.
“Cosa dovrei volerti chiedere?”.
“Non lo so, è la tua domanda,non la mia”.
Barton si voltò:”Maestra Wu,si può sapere che stai combinando con quel ragazzino?”.
Natasha si permise di stuzzicarlo.
“Perché usi quel tono con me? Lo usavi solo quando eri geloso”si sedette sul ripiano della cucina e fregò una porzione di uova alla Benedict e arrosto con salsa olandese e funghi.
L’arciere si dovette imporre violentemente di respirare e controllarsi.
“Non …”poteva sprecarsi a negare?”ma certo che sono geloso,Cristo Santo! Ti sbatti ogni uomo sulla faccia della Terra e ti torna utile,e ancora riesci a mancarmi!Ancora!”ringhiò frustrato artigliando il bancone dell’open space.
“È il nostro lavoro,no? Non sono disposta a fare la monaca di clausura finché questo sarà il contributo che posso dare al mondo”lo gelò la spia”dieci anni fa ero stata molto chiara su questo e tu hai ugualmente accettato,davanti a un altare,o sbaglio?”.
Era paonazzo in viso,contraeva le mani sul bancone,era raro vederlo davvero perdere il controllo di sé stesso.
“Come posso spiegare a Laura che i nostri figli sono sì una gioia,ma anche un incidente? Come posso dirle che ogni volta che la amo rimpiango qualcun altra? Come posso? Quale incantesimo mi hai gettato addosso non lo so,ma facciamola finita,ti supplico,Nat”era sudato e in ginocchio.
“E come pensi si possa ?”domandò la spia”le strade che puoi percorrere,tutte a tuo rischio e pericolo,le conosci e anche meglio di me”gli sussurrò mielosa all’orecchio”fatti un favore:ritrova la tua dignità perché sei un autolesionista mezzo cieco,sordo e assolutamente incapace di gestire volontariamente la propria vita…non distruggerti per me,non ne valgo la pena”gli accarezzò il viso e gli diede un bacio”finisci di cucinare”gliene diede un secondo”non cambierò la mia vita per te,non è a te che ora appartiene”.
Salì le scale dopo aver controllato l’orologio.
Trovò Peter raggomitolato su sé stesso,sopra il materasso e le lenzuola,non aveva nemmeno osato scompigliarle il letto.
Le ispirò una tenerezza profonda.
Lo scosse leggermente dalla spalla destra e lo guardò sbadigliare e stropicciarsi le palpebre con le dita.
“Peter,ti tocca lo smoking”sussurrò.
Il ragazzo si ridestò all’improvviso e la fece ridere .
“Tu lo ami ancora,vero?”chiese”vi ho sentito bisticciare,mi dispiace”.
“Non è colpa tua e la sua gelosia è una questione così vecchia che ha più anni dello scheletro di mia nonna” rispose la spia”qualsiasi cosa senta io per lui,amore incluso…non è contemplata se non impara a lasciarmi la mia libertà”confessò.
“Ha…divorziato ieri,me lo ha raccontato Wanda:sua moglie gli impedisce anche di stare coi bambini per via della vista che gli peggiora”.
“Non ha bisogno della mia pietà,ha bisogno di qualcuno che abbia cura di lui.,per una volta,sfanculando il suo istinto paternalistico che è peggiore anche di quello di Rogers”.
“E chi pensi possa?”
“A me non è più concesso”commentò amaramente Natasha”è una brava persona,non si merita di essere innamorato di me”.
“Lo dici come se fosse una punizione”notò Parker”io sarei felice di essere innamorato di te, sei una persona straordinaria e che meriterebbe al suo fianco quantomento un qualsiasi …imperatore,non un monarca,non un principe” rifletté”sarebbe un privilegio avere il tuo amore,per quanto pericoloso possa essere:lo ami?”.
“No”.
“Mi sa che è ora di andare “si riscosse improvvisamente Parker guardando l’orologio.
“Ami Clint?”ritentò.
“Si”.
Peter la abbracciò e lei lasciò che lo facesse,lo strinse a sé.
“Promettimi,Peter”gli chiese”che qualsiasi cosa accadrà,che nulla ti condizionerà fino a farti essere qualcosa di diverso dal magnifico ragazzo che sei”.
Scese di sotto con lui,Parker scese al piano ancora inferiore per la cena con gli altri.
Natasha lo trovò ancora per terra fra i cocci di stoviglia.
“Vicedirettore?”
“Conosci ancora il suono dei miei passi?”chiese dolcemente la donna raccogliendo meticolosamente scheggia per scheggia i resti del piatto:”Quanto ti è peggiorata la vista?”
La Romanoff terminata l’operazione si avvicinò a Clint e gli piegò il collo sul proprio petto con una delicata pressione.
“Abbastanza da impedirmi di occuparmi dei miei figli per un giudice del Canada”.
“Ti sei graffiato il collo,ancora!”indicò la rossa in tono di vago e materno rimprovero”se avevi intenzione di giocare a calcio col tuo midollo c’eri quasi”lo rimproverò mentre gli puliva i tagli e lo sentiva protestare e mugugnar il proprio fastidio al disinfettante e al cerotto.
“Penso sia ora di ritirarsi,no?Dopo un po’,anche se hai Tony Stark per amico,se hai un’occasione devi coglierla”
“Ti ritireresti per me?”chiese Natasha.
“Chiedimelo”.
“Ti ritiri,domani,per me,agente Barton?”chiese nuovamente la rossa mentre gli accarezza i capelli,ancora,leggera.
“Si”.
“Sei disposto a essere cieco a vita per me?”domandò stupita.
“Si”.
“Non ho mai confermato la nomina di vicedirettore e …non lo farò,tornerò a ballare”mormorò e lo aiutò ad alzarsi,lo guidò fino al pc da cui stampò un documento.
“Sono le mie dimissioni?”indagò Clint tenendo una penna con la mano tremante.
“Si,se le firmi,da quando avrai finito di scrivere nome e cognome,sei solo Clint Barton”.
“Guidami la mano”chiese”solo fino al foglio”.
Finito di scrivere si sentì come sollevato da un peso.
Pianse di nuovo.
La spia inviò le dimissioni di entrambi,fece sparire i loro badge nei tritadocumenti e lo abbracciò,cullandolo contro il suo petto.
“Stavolta…stavolta siamo liberi,ok?”chiarì”finiamo di preparare la cena se ti manca qualcosa,poi scendiamo e”aggiunse”domani ho uno spettacolo in Canada,ti va di esserci?”
Barton annuí,la Romanoff gli baciò le guance umide di lacrime e fece combaciare le loro labbra.
“È Natale, siamo ancora insieme… “commentò assorta accarezzandogli la schiena da sotto la maglia” sono felice di questo,sai?”chiuse gli occhi ascoltando il battito del cuore del suo uomo.
“Ti tranquillizza ancora?”.
“Da matti,ti ricordi che mi fermavo sempre così dopo che avevamo fatto l’amore o quando mi svegliavo da un incubo?”.
E come dimenticarselo? Era lui quello romantico di loro due…
Le toccò la schiena,timoroso che potesse allontanarsi o rifiutarlo in qualche modo o aver paura o che diavolo gli stava dicendo il cervello ?
“Ti amo”soffiò semplicemente all’orecchio della rossa.
“Ti amo anche io”.
“Prepariamo la cena”propose”o la Potts mi scuoierà per non averle dato un dessert decente”.
La trentenne rise e si mise ai fornelli con lui.
Si misero tutti a tavola una volta terminato di impiattare e mettere nel frigorifero tutti i dessert.
La cena trascorse tranquillamente nel relax e quando fu ora del brindisi natalizio Natasha si alzò prendendo in mano il proprio calice di pregiato champagne.
“Ci sono un po’ di cose da dire,stasera”dichiarò”la prima è che ho rifiutato la nomina a vicedirettore Shield”iniziò e mi ritiro dall’essere membro dello Shield”disse scatenando sconcerto fra il pubblico”domani sarò étoile nello spettacolo di Natale del Bolshoi a Vancouver,siete ovviamente tutti invitati,Peter soprattutto”sorrise.
“Mi dimetto ufficialmente anche io dallo Shield”si inserì Clint”e… Riprenderò a fare quello che mi riesce meglio ,cioè impedire che Natasha si conci troppo male sul palco,i miei problemi mi stanno impedendo di essere l’agente che dovrei”spiegò”mi ritiro prima che qualcuno ritiri me,mettiamola così”.
Teneva la mano di Natasha sotto il tavolo,la teneva stretta”come saprete io e Laura abbiamo divorziato e perciò con voi da oggi in poi con voi come Avengers lavorerà qualcun altro”.
“E per finire”la rossa estrasse un foglio dalla borsa”vorrei sapere se a Peter farebbe piacere avere una nuova famiglia,da domani”.
Era un modulo d’adozione.
Spiderman semplicemente svenne, molto banalmente e platealmente.
Tutti applaudirono e Parker fece la grazia di riprendersi e abbracciare un po’ comicamente Natasha piangendo di gioia.
Tony avvicinò Natasha.
“Nessuno si sarebbe aspettato di vederti fare un passo indietro per Legolas”commentò”siete felici?”chiese offrendole una fetta di panettone.
“Siamo un casino,quindi penso di si,il suo problema alla vista è permanenete e degenerativo” sospirò”e ha deciso di non curarlo per stare con me”rivelò”si,sono felice”.
“Bene”replicò Iron Man semplicemente”buona fortuna anche col piccolo ragno, è simpatico e sveglio”commentò “trattatelo bene fra conigli e galline”.
La Romanoff rise:”Buona fortuna a te e Loki”.
“Come lo sai?”
“Sono una spia,cosa non dovrei sapere,esattamente? Ma terrò il segreto,giusto perché il panettone è ottimo…Imita bene Pepper”.
“Oh si,a volte mi fa quasi credere di essere etero”rise anche Stark”buon viaggio,la Hill ti farà scuoiare se ti trova solo per averla costretta a tornare a lavorare”.
“Vedi come sono affettuosa?”ironizzò lasciando la festa con Clint sottobraccio e Peter accanto”salutamela e augurale da parte mia di crepare all’inferno!”.
Il viaggio in Canada non fu lungo e non fu scomodo.
Volo di linea,passaporti regolari e tracciabili,pagamento elettronico,nessuna esitazione o problema.
Avevano dato il loro contributo,estinto il loro debito e potevano tornare a essere soltanto persone .
E Peter avrebbe passato la notte con le orecchie turate da comodi tappi di ragnatela per il rumore di intensità francamente indecente che veniva dalla stanza di Clint e Natasha,in cui Clint pur non vedendoci pareva non aver affatto dimenticato dove e come mettere le mani e Natasha avrebbe potuto essere considerata soprano ad honorem per l’impegno nel mostrare il suo entusiasmo.
Peter si addormentò alle cinque del mattino in un paese che non aveva mai visto,in una casa di cui mai avrebbe saputo dire l’indirizzo e con persone conosciute due anni addietro che forse non avrebbe mai chiamato mamma e papà,ma che lo apprezzavano e amavano per chi era nel bene e nel male.
Si diede mentalmente del demente:ora lui come ci sarebbe andato a lavorare da Stark?
Decise che avrebbe risolto il problema la mattina dopo.
E che non gliene fregava.
A Vancouver c’era la metro,vero?

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