Fanfiction

Who run the world

Senza titolo-4Aspettava lui sul letto, già con le mutandine calate e il respiro affannoso per la bramosia,per la fame.
Si toccava prima dei loro rapporti,capitava perché sentendo l’eccitazione del partner e la sua voglia come propria,doveva sfogarsi per l’equilibrio della propria psiche.
Era l’unica,aveva questo dono,che era privilegio e obbligo e condanna e si fece un taglio nell’interno coscia, eccitata.
Stava arrivando.
Lui dipendeva totalmente da lei.
Ma era un compito che le lasciava addosso una sensazione non spiacevole: qualcuno pensava di offenderla chiamandola la puttana degli scienziati, ma nessuno sapeva, lei era sicura di star facendo del bene,lo rivedeva quando venivano in tre nello stesso letto.
Entrò Lui,con l’Altra presa dal baciarlo e spogliarlo con foga.
Rotolò ,nel buio,morbida,accanto a loro.
Per tanto non avevano potuto consumare il loro matrimonio,santificare fino a quel punto di peccaminosa elevazione la loro unione e ora ,grazie a lei,potevano.
Certo,a condizione che lei fosse d’accordo,libera e venisse avvertita in anticipo.
Ma lei dominava su Lui e L’Altra con lunghi fili rossi intorno ai loro colli,nella loro mente.
Lei era padrona in quei momenti in cui li gestiva con una contrazione di una mano,un dito piegato piuttosto che flesso,tanto che a volte si divertiva a prendersi le sue ricompense da sé,lasciando che Lui e L’Altra la viziassero e toccassero sino a perdere il controllo e artigliare le lenzuola e con la schiena inarcata,chiamava i loro i nomi.
Non era mai entrata in menti altrui se non per fini egoistici o per fare del male,far soffrire.
Ora gestiva e manipolava per il bene altrui le menti.
Era la prima volta che entrava nella mente di qualcun’altro per fare del bene.
Era sempre una prima volta che attendeva con impazienza.
Non smise di toccarsi,si sollevò il reggiseno sentendo i capezzoli già turgidi.
Lui vi passò sopra una mano,stringendo forte.
Era lì,a loro disposizione e gemette girandosi su un fianco,Lui iniziò a succhiare dal suo seno e L’Altra era impegnata a dare piacere a lui con la bocca.
Lei esploró come di consueto le loro coscienze, lasciò che le sensazioni confuse dell’Altro le si riversassero addosso.
Lui aveva preso Lei che si muoveva forte ,cavalcandolo sino a gridare.
Troncò il filo di Lei al momento dell’orgasmo impedendo a Lui di venirle dentro e lasciò che gli giacesse immota,se non per il respiro,accanto.
Dissolse il suo seme.
Lui le infilò alla cieca una mano fra le cosce,guidato da sensazioni appartenenti all’Altro e Lei gli giunse i polsi sopra la testa con un movimento secco.
I suoi occhi,nel buio,ardevano rossi come,sangue,come braci.
Gli impose di girarsi guardandole il viso.
“Lo so che non è così che vuoi che vada, ma sei sempre mio”ricordò in un ringhio”nel gioco a chi è più mostro,hai perso “aggiunse,rude”ma lo sai che è per proteggere loro,perché possano volersi bene”.
Si mise sopra Lui,dagli occhi ora verde brillante.
“Ho detto che resti lì”disse,gelida”non vuoi vedermi arrabbiata,lo sai”sussurrò pericolosa al suo orecchio.
Sentì un guaito implorante nel cranio.
Lui la fece sua nuovamente.
Lei gli baciò il collo e il petto, gli palpò i glutei e graffiò la schiena.
Gli consentì di muoversi.
“Ora giochiamo”.
Inibì Lui,lasciando che l’Altro si sfogasse sulla sua mente e attraverso il corpo,seppur non suo.
Si soddisfecero.
Si rivestì e rilasciò il controllo soltanto alla piena calma dell’Altro.
L’Altra il giorno dopo se ne sarebbe andata e non si sarebbe fatta vedere per quattro anni,destinazione sconosciuta a tutti meno che allo Shield.
Wanda porse una tazza di infuso a Bruce Banner.
“Tornerà,vedrai”gli disse.
“So che è brava nel suo mestiere”rispose lo scienziato”non…penso di sapere esattamente come dirlo,ma io e Natasha ti dobbiamo ben più di qualcosa per ciò che fai “.
“Mi avete eletta voi vostra Dom, ho solo cura di voi”rispose la Maximoff”se questo vi consente di essere felici e soprattutto soddisfa me”fece spallucce”siete…alla mia mercé in un modo che non sapete quanto può essere pericoloso e vi fidate,delle mie capacità,ritenete che io sia buona per voi e voi siete buoni per me,si chiama …amore,anche se non so esiste a tre e in quello che sembra più un branco,ma a me il controllo eccita,è un’eccellenza e voi ne avete bisogno,è un’equazione perfetta”intinse un biscotto nell’infuso.
“Eri mai entrata nella mente di qualcuno per dargli beneficio o addirittura qualcosa di più radicale?”domandò Bruce.
La vide fare spallucce:”È sempre la prima volta”ghignò”e se dopo questa non prendiamo il Nobel per la Medicina o non giriamo la nuova versione di Ninphomaniac allora il mondo è un posto ingiusto”.
“Il mondo è sempre ingiusto”.
“Solo perché non lo controllo io”e se ne andò ridendo”ah,Buone Feste”

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One thought on “Who run the world

  1. Questa roba è talmente impossibile, sbagliata e “sporca” da essere perfetta.
    Wanda che forse trova eccitante anche l’idea di entrare nelle menti altrui perché desiderata, voluta, invitata. Perché vogliono lei lo faccia, vogliono che lei scavi nelle loro coscienze e nei loro ricordi e nei loro segreti più intimi.
    Dev’essere un’eccitazione violenta, irruenta, sporca appunto: l’hai resa molto bene, per quanto io sappia che Wanda non può manipolare la volontà altrui ho trovato la storia ben tratteggiata e gestita, in un certo qual modo realistica nel suo essere violenta.
    Il finale è forse la parte migliore, un dialogo quasi calmo dopo la furia della sottomissione e dominazione, in cui Wanda non si preoccupa più di tanto.
    Sta agendo per il bene, e sa che tutto andrà per il meglio.
    Molto bella!

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