Fanfiction

pixlr.jpg“Capitano, cosa succede?”domandò Maria perplessa”ho perso la chiave della cassaforte dell’ufficio,quindi ho risolto scassinandola”rispose pulendosi le mani sporche di grasso in un panno candido.
“Ho pensato di rivolgermi a lei per parlare di una questione per me importante, dato che so della franchezza e dell’affetto che ci lega” iniziò il ragazzone biondo sfregandosi le mani sudate sui jeans, poi si chinò e la aiutò a incassare nuovamente la cassaforte nella parete.
Maria annuì”prego, immagino non sia di lavoro o ne avremmo già parlato da un pezzo”riflettè”come posso aiutarti?”chiese tranquilla facendo scrocchiare le sue dita anchilosate dal lungo lavoro manuale di poco prima.
Il Capitano chiuse la porta.
“Vorrei perdere la verginità, Maria”.
“Hai provato con le prostitute?” domandò semplicemente la quarantenne”insomma, non credo ci sia donna al mondo che possa tollerare le tue prestazioni ora, ma… non dovrebbe impedirti di provare questa esperienza” commentò rilassata”la verginità non è un concetto moralmente sensato, non è un concetto in nessun senso, razionale e …”realizzò sgranando gli occhi “vuoi fare sesso con me?”domandò.
“Lo faresti?”
“No”replicò la mora” o almeno, non prima che tu abbia chiara una serie di cose”elencò”la prima è che anche se fossi andato con una prostituta, il succo non sarebbe minimamente cambiato, la seconda è che non è riprovevole moralmente, nel tuo caso, rivolgersi a una professionista e terzo che per me il sesso è una cosa seria, si fa sul serio o per lavoro o non si fa affatto” concluse”tutto chiaro?”domandò congiungendo i polpastrelli davanti al viso.
“Sei una donna fedele” mormorò Rogers.
“Un po’ vecchio stampo, sì”Maria sorrise reclinando leggermente il capo”non mi avrai sulla coscienza, Capitano,è una promessa” gli accarezzò una guancia”immagino debba essere un ottimo freno inibitore la paura della morte” sospirò.
“Già” Steve era rosso in viso, ora per vergogna.
“Hai paura?”
“Sono un soldato, sono Capitan America e ho sconfitto Ultron e Loki e Teschio Rosso e…”incassó il capo” non voglio fare del male,non voglio essere sbagliato,Hill”.
“Fare sesso senza che io muoia non ti renderà di una taglia normale”.
” Fare sesso senza che lei muoia mi renderebbe sicuro di essere bene accetto almeno da una persona a questo mondo “.
Maria si alzò dalla scrivania con gli occhi azzurri ora liquidi e avanzò verso di lui.
Gli allacció due bottoni della giacca di jeans che indossava.
“Vediamoci a casa mia, alle diciotto”disse la Hill aprendogli la porta”non prendere freddo,Capitano”.
Alle diciotto Maria lo trovò sotto casa sua.
Lo fece entrare aprendo il portone e poi l’uscio di casa.
“Ti ho comperato un… un mazzo di fiori”.
Maria annegava nelle campanule fra le sue braccia.
“Tu sai,Capitano,che questi sono i primi fiori che ricevo in quasi cinquanta anni di vita?”domandò senza negarsi di affondare il naso fra le corolle.
“Per te i fiori sono importanti?”domandò curioso Rogers.
“Qualsiasi cosa regalata di cuore”li depose in un vaso sul tavolo del salotto e lo riempí d’acqua”vuoi un bicchiere d’acqua?”.
Il biondo annuí, Maria glielo diede.
La Hill aveva pensato come avrebbe dovuto approcciare Steve. Di sicuro desiderava qualcosa di delicato. Di sicuro romantico e gentile,aveva bisogno di comprensione e sicurezza.
Allungó una mano verso Steve che gliela baciò, soffiando sulla pelle nivea della mora.
La guardò.
Riprese solo quando la vide annuire.
Le accarezzó il braccio,arrivò alla spalla. Voleva che si avvicinasse,Cap lo aveva capito. Doveva superare la sua esitazione.
Specie davanti a quella bellezza,quella disponibilità tanto gratuita e quegli occhi così speculari ai suoi.
“Hill”la chiamò” Maria… “sentí la mano fine della quarantenne premergli leggermente dietro la nuca.
Annegó nelle sue labbra sottili e dimenticó la paura. Fu diverso quando si ritrovò nudo nella sua camera da letto,davanti a Maria,nuda.
Ma nello stringerla a sè le aveva lasciato segni blu sulle braccia.
Si staccó disgustato da sé stesso. “Perché non lo hai detto? Ti ho bloccato la circolazione!”
“Perché non sento dolore” rispose soltanto la Hill.
“Non significa che non sia pericoloso” sottolineò il ragazzo dispiaciuto, pentito.
“Steve”Maria usò quel nome con cautela”per favore, guardami”te lo dirò quando mi farai male, male davvero o starai mettendo in pericolo la mia vita”gli baciò una mano portandosela alle labbra”il sesso è anche fiducia, fiducia completa” disse leggera”tu ti fidi di me, Steve?”
“Certo che mi fido di te, Maria” lo sputò fuori come se fosse una banalità, una cosa scontata.Ovvia. Perché non avrebbe dovuto? Era Maria, il suo vicedirettore, la donna nelle cui mani metteva costantemente la sua vita ogni volta che usciva dallo Shield per un lavoro.
Era ovvio che si fidasse.
Era limpido.
Era quella sensazione l’intimità? Lui veniva da un’epoca in cui i maschi non potevano permettersi alcuna fragilità, alcun dubbio, alcuna esitazione, in cui erano soltanto eroi virili e gloriosi di una patria trionfante contro il nazismo.
Tutto quello era morto, era per Capitan America. Si sentì ancora il ragazzino rachitico davanti a Pepper, desiderò poterlo essere.
Sapeva che la mora stava guardando il suo corpo,aveva allungato un dito davanti a sè ad accarezzargli i pettorali tonici.
“Sei davvero massiccio”commentò ammirata.
“Mi è costato molto”.
“Hai dato tanto”.
“Senza ricevere niente” avrebbe voluto dire.
Poi ricordò Peggy, ricordò quanto la aveva desiderata. Quanto si era sentito inadeguato prima e bisognoso di lei dopo, ma senza ottenerla mai. Poi Bucky, Bucky era il suo migliore amico, Bucky era tutto quello che la sua anima chiedeva, o quasi.
C’era lei.
Lei era semplicemente incredibile: forte, intelligente, riservata, professionale.
La prese e invece di parlare la baciò e la prese in braccio, sistemandola sul letto come se fosse il più delicato degli oggetti del mondo.
Il vicedirettore si limitò, pur eccitata quanto lui, a stringersi contro il suo petto.
Sul materasso lo baciò e quando Steve si mise sopra di lei, le molle scricchiolarono.
“Sogno da anni di avere una scusa per cambiarlo” gli fece l’occhiolino” vuoi toccarmi”propose baciandolo mentre si godeva le sensazioni delle mani di Rogers, che ben più decise di lui, la toccavano già e con forza.
Le sfiorò pudicamente i seni con le labbra, saggiò i capezzoli anche con le mani.
Maria lasciò che per i cinque minuti successivi, Steve provasse a toccarla, che la baciasse, la toccasse, la amasse, la accarezzasse e le facesse scricchiolare le ossa.
Fu bello vederlo a proprio agio.
Fu bello e basta,a dirla tutta,poter avere un uomo di cui fidarsi,a cui mostrare un lato differente del suo carattere e della sua vita.
Lo lasciò sperimentare come un cucciolo in una nuova casa.
Rogers non si imbarazzava nel produrre gemiti e sospiri e versi, fu solo un attimo l’esitazione che produsse una smorfia sul suo viso quando l’ebbe penetrata. “Steve,segui l’istinto”.
Ebbe un moto di impazienza nel dirlo:quel maledetto imbranato l’aveva eccitata fino al minuto prima con la sua delicatezza e la sua goffaggine e ora si bloccava.
Fu un verso entusiasta di Maria a rompere il silenzio quando Steve ricominció a muoversi in lei fino all’esaurirsi dell’orgasmo.
Il Capitano si puntò con le braccia forti ai lati del viso di Maria e la baciò.
Si sentí un rumore forte e alto,ripetuto. Legno.
Il Vendicatore rise:”Ti ripagherei il letto,ma immagino poi tu dovresti pagarmi due rate di mutuo”.
“Perché non resti?”domandò il vicedirettore.
“Sarei doppiamente legato a lei da due debiti che non potrei ripagare”ansimó il biondo”non sarebbe giusto oltretutto che girassero voci intorno a te per un problema esclusivamente mio”.
Maria sorrise e lo guardò sospirando.
“Cosa vuoi per cena?”.
“Se devo restare fammi almeno cucinare”protestó Rogers.
“Mi hai già portato i fiori,se ti permettessi di viziarmi un altro secondo ti sposo senza preavviso”.
“Non è legale!”.
La Hill rise.
“Accetti?”
“Cucina tu,ok”borbottó “ma il letto te lo riparo” stabilí piccato.
“Come vuoi”accennó disinvolta mettendosi ai fornelli”la cassetta degli attrezzi è sotto il lavandino in bagno”.
Steve trovò facilmente la cassetta.
“Usi cacciavite in vibranio perché hai frequentato troppo Stark oppure perché sei il vicedirettore?”domandò ironico.
“No,li uso per far sentire a casa Steve Rogers quando ci divertiamo e sfasciamo il letto”rise lei dalla cucina”ma dimmi una cosa ,da bravo americano ami anche il bacon?”chiese .
“Ti aspetti che ti risponda?”sbottó Rogers vagamente offeso”sono cresciuto a polpette,io”.
Maria in cucina si stava capottando dal ridere.
“Dovevo chiederlo a Natasha” borbottó astioso tornando sotto il letto”dovevo davvero chiederlo a Natasha”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...