Challenge e iniziative · Fanfiction

Il tuo volere

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“A momenti mi bruciavi i neuroni, l’ultima volta, perché adesso vorresti che entrassi nella tua testa?”domandò Wanda.
“E’ una prova di fiducia” rispose semplicemente Clint”e un test personale” commentò “non ti farò niente” promise “voglio che entri nella mia testa” disse ancora”sarò in ogni caso piegato al tuo volere, cosa dovresti temere da me?”
“E’ sempre saggio temere chi non ha un lato oscuro”sussurrò quasi, la ragazza, in risposta “e tu non lo hai”.
Stavano cenando, Laura lavorava, Clint l’aveva invitata per discutere degli accordi di Sokovia che stavano rischiando, anche se per ora in forma embrionale, di prendere forma di legge.
Lei non si era fatta domande: si era scelta una camicetta, un paio di jeans, gli occhiali da sole e lo aveva seguito.
Il volto dell’agente venne attraversato da un’espressione di perplessità piuttosto incisiva.
“Non è una valutazione superficiale?” domandò “tutti hanno qualcosa da nascondere” commentò.
“Tu no, tu sei come Stark” disse la bruna “tu hai fatto del tuo lato oscuro uno scudo, sai quali sono le tue paure, le usi per autopunirti quotidianamente” continuò” e questo solo a un esame superficiale e indiretto della tua coscienza “concluse “non è qualcosa con cui scherzare, la mia capacità, è…” si morse le labbra”terribile, non penso ci sia altro modo per inquadrarla” riprese a sciacquare le stoviglie e uscì sul porticato.
“Non è orribile” la corresse Clint “ma ti chiederanno di prendere decisioni, e per farlo devi avere le idee chiare su chi sei e cosa vuoi da questo mondo” spiegò”o non avrà senso che tu sia diventata una Avengers, se non ti abbiamo nemmeno insegnato a badare a te stessa”.
“Voi non mi avete insegnato niente se non a fare del male agli altri prima che me ne facciano” lo zittì lei “non è molto da…eroi” sbuffò “Non so cosa mi aspettassi, ma… non che vi voleste tanto male a vicenda”.
“Cosa hai visto davvero?”
“Steve che soffrirà fino a uccidersi per la morte di Peggy, tu che perderai Laura e i bambini e non farai niente per impedirlo, Natasha che perderà l’uomo che ama, ma se non per approdare al suo ultimo porto e tutti morti, il caos che arrivava dal cielo, era in un buco del cielo” continuò studiandosi le unghie”cosa ti importa di cosa vedo?” domandò di getto”non ti è mai interessato e mi hai sempre inquadrata con vago sospetto, cosa vuoi ora da me?”.
I cambi di umore erano un atteggiamento di Wanda a cui Clint era abituato. Era paziente, un padre doveva esserlo necessariamente e lo sapeva.
Le pareva pentita del commento che aveva fatto, ma Barton sapeva una cosa: la ragazza raramente sbagliava nel valutare una situazione.
“Vedi molto lontano” disse solo “voglio capire se posso fidarmi di te, sta per arrivare una guerra” l’arciere rimase seduto accanto a lei” io vorrei davvero poterti proteggere da tutto questo, ma non è possibile e me ne dispiaccio, perché nella tua vita stai già abbastanza male senza doverti accollare anche le responsabilità della nostra idiozia” incrociò le dita “e vorrei poter fare qualcosa anche per quello e …”prese una bottiglia di birra “non credo di averlo mai detto ad alta voce, ma”inghiottì una sorsata di liquido ambrato “Pietro è morto per causa mia, della mia impulsività e della mia incompetenza” sospirò”non credo che se tu mi perdonassi smetterei di punirmi, per cui pensavo di farti capire praticamente quanto male sto davvero”.
Wanda sgranò gli occhi:”Dovresti…” già,cosa dovrebbe? Stai parlando con un arciere,vecchio, entusiasta ma stanco e che non durerà certamente in eterno.
Che però ti vuole bene, ne voleva a Pietro, si eran presi subito in simpatia.
La pietà non puoi negargliela, quantomeno non dopo le lasagne che avete condiviso, i bambini con cui avete giocato e a cui avete letto fiabe.
E non era la prima volta che accadeva, ti invitava con una frequenza insolita rispetto agli altri Avengers.
E tu hai sempre acconsentito e ti faceva male vedere sempre più distrutto l’uomo che ti ha tirato fuori dalle macerie bombardate della tua vita.
Gli togli la bottiglia di mano.
Ogni tanto ti piace chiamarlo “paparino”, perché reagisce con fastidio a quella parola, nonostante tutti al mondo riconoscano quanto sia incline all’essere paterno con quasi qualsiasi cosa respiri e orbiti intorno a lui, che fosse il prendersi cura di un uccello dall’ala spezzata a beh, semplicemente lei.
“Io ti credo” rispose”so che cerchi di fare sempre la cosa giusta per tutti, ma sbaglio o sei parecchio confuso tu,ultimamente?” .
“Forse”.
“Forse non esiste, o sei confuso o non lo sei”ribattè la mora “aspetta, sono appena diventata la psicoterapeuta di Clint Barton?”
“Pensi ne abbia bisogno?”
“Hai bisogno di un’amica” svuotò la bottiglia tracannandone il contenuto in un paio di sorsi” che quantomeno ti impedisca di rovinarti il fegato.”
“Cristo santo”bofonchiò sdraiandosi sul porticato, la guardava da sotto in su “devo essere molto patetico ai tuoi occhi”.
“No”asserrì la ragazza “sei solo confuso e ti ho detto delle cose brutte a cui stai pensando “.
“Quando… Quando succederà? Quale sarà il mio ultimo giorno con la mia famiglia che io ho combattuto anni della mia vita per potere avere? “.
Suonava molto blues, molto malinconico, molto nostalgico e rassegnato.
“Perché tu non sbagli,vero?”chiese ancora “hai degli occhi bellissimi”.
“E tu sei ubriaco, per cui fatti un favore paparino e non ripeterlo”si ostini a fissare il panorama.
La stava guardando a quel modo,quel modo disperato e sollevato a cui un naufrago si aggrappa a un’ancora.
Quel modo bellissimo, innocente e abbandonato che hanno i randagi di strada quando trovano accoglienza.
“A me poi passa”.
Wanda inarcò pesantemente un sopracciglio.
“Da quanto avete divorziato? “chiese semplicemente.
Non era un tono accusatorio come quello di Laura e tantomeno non era deluso come quello di Natasha.
Aveva solo chiesto da quanto avevano divorziato,lei… Lei sapeva fare quel genere di domande senza che ti pesasse minimamente. Senza accusarti di niente. “Due anni”.
“Dopo quindici di matrimonio posso solo immaginare quanto sia stato duro per te “disse cortese la bruna “ma perché non te ne sei andato? Per i bambini? ”
“I bambini mi chiamano papà soltanto per abitudine, ormai”fece una smorfia “chi dice che sia possibile una famiglia senza ritirarsi, mentiva”sputò ora invelenito.
“Mi stai chiedendo di prendere un po’ dei tuoi fantasmi per il mio circo degli orrori? “chiese la ventiduenne .
“Solo in affitto, per un po’! “specifico Clint agitando una mano”prometto che ti pago se fanno danni”.
Da qualche parte in quel dialogo aveva iniziato a piangere, forse per l’alcool, forse per il dolore,ma soprattutto per vergogna.
“Clint, per favore… “iniziò la giovane sollevando esitante una mano.
Non era brava con le reazioni emotive, faceva fatica a controllare le proprie, figurarsi a sentire e gestire quelle altrui.
Non che per la maggior parte della vita fosse stata costretta a curarsi di altri che non fossero Pietro.
Si inginocchiò davanti a lui e gli accarezzò il viso.
“Ora capisci cosa intendo dire quando … Le tue idiozie sono nostre colpe e tua responsabilità? Non avrei dovuto mai tirarti fuori da Sokovia,ma…”
“Avevi bisogno di me ,di mio fratello e delle nostre capacità “disse Wanda “non ti ho seguito perché sei simpatico o rassicurante, ti ho seguito perché sapevi quel che facevi e il motivo per cui lo facevi”ripeté”sbaglio o abbiamo già discusso di questo? ”
Barton mugugnó qualcosa in protesta mentre lei si metteva il suo capo in grembo.
“E smettila di guardarmi con quella faccia! “aggiunse.
“Non dovresti essere qui “.
“E tu non dovresti essere qui ubriaco a tentare di rimorchiarmi per l’ennesima volta con frasi che 40 anni fa erano mielose e stucchevoli “.
Barton scosse il capo.
“Sono profondamente convinto che ci sia qualcosa di sbagliato in tutto questo”.
Wanda alzò gli occhi al cielo.
“Vuoi davvero che entri nella tua testa? ”
L’uomo annuì.
Wanda si chinò verso di lui dopo essere entrata nella sua mente.
Si sforzò di agire come se fosse un’esercitazione qualsiasi e di esplorare e ambientarsi. Doveva ignorare il risucchio verso il buio e scendere con calma. Era un posto piatto, con un buio di velluto alle pareti e una strada di mattoni rossi e margherite a condurre verso i ricordi.
Come un’onda venne travolta dalle paure di Clint,non in ordine di priorità.
Era sul mare, realizzò. Per questo Clint si autopuniva,era un’onda che che si sarebbe abbattuta per l’eternità sulla stessa spiaggia.
Era logorante.
Riemerse fra un ricordo di un rimprovero di Maria costatogli un mese di stipendio e la sua separazione da Natasha per Laura,aggrappata all’immagine dei primi passi di Nate come fosse una tavola di legno.
Come poteva capire cosa fosse la paura di Clint? La più vera…quella profonda?
Si guardò attorno. Se era al mare, c’era un solo modo per andar a fondo:una tempesta.
Si udì il rombo dei tuoni,erano urla di dolore, delusioni, discussioni furiose con Laura e le urla dei bambini.
Poi arrivò la pioggia, salata sulla pelle e fu accompagnata dal vento che in ampi sospiri manipolata e ingrossata le acque. Un’onda la sommerse tirandola giù.
Finalmente.
Precipitò negli abissi e fu strano. Strano perché era la parte più luminosa della sua mente :Clint non aveva lati oscuri sommersi.
La luce era fioca. Rosso sangue verso il nucleo della sua mente,candida verso l’esterno coi ricordi di Natasha è Laura e i bambini, i primi.
Avanzò e un urlo la spinse a tapparsi le orecchie.
Due persone litigavano.
“No, ti prego! “si udiva implorare “per favore, non prendertela con lei! ” chiedeva .
Si sentì un rumore umido e un tonfo.
Un pianto e un grido di rabbia, uno scricchiolio inquietante e poi più niente.
La scena si trasformò.
Un laboratorio, una figura legata al tavolo operatorio e Clint con un mano una grossa siringa.
Urla di dolore senza sosta. Stark e Hydra dietro lo stesso schermo a prendere appunti.
“Fermati! ” gridò la ragazza “pensaci, c’è sempre una soluzione! Non punirti per colpa mia, se fossi rimasta a Sokovia sarebbe stato così, non con te e lo sai! ”
Sfiorava fra i pensieri.
Dove diavolo era il segnale di Clint che la richiamava indietro?
Sentì un forte dolore alla base del collo e il risucchio.
Cadde all’indietro picchiando la testa sul legno.
Imprecò e si rimise in piedi.
“Ehy, bella, piano” disse morbidamente il quarantenne quando la vide tentennare nell’alzarsi, le accarezzò un braccio .
“Tu non puoi deludermi, non lo farai mai” disse la venticinquenne,ancora in affanno” come puoi pensare che tu sia una delusione?”gli baciò la fronte tentando di calmare il proprio battito cardiaco.
Ora era Clint a non riuscire a guardarla.
Lei prese una mano fra le sue e la portò alle labbra.
“Non preoccuparti, qualsiasi decisione prenderò,spero più che altro che non deluderà te”.
Ah,che male facevano quelle parole.
“So che farai il meglio che puoi ,come tutti noi a questo mondo”.
Wanda sorrise.
“Possiamo … Senti,ti va di mangiare il gelato?I piccoli alla fine non lo hanno finito e…”
Wanda battè le palpebre.
“Sarà sempre con me. Starà a te decidere come”.
“Come cosa?”
“Come smetterai di stare con chi ami, ma io resterò sempre nella tua vita, ho visto questo” si toccò la radice del naso”te, innamorato di me o meno, ma sempre con me, e senza i bambini e Laura, è oggi che prenderai la tua decisione e per quello non volevo…”deglutì”non volevo entrare nella tua mente e nemmeno essere qui, sarà doloroso e colpa mia, io non voglio farti male”sembrava spaventata.
Wanda sembrava sempre spaventata prima di sorprendere tutti facendo qualcosa di folle,giusto e inaspettato sostenuta dalle sue piccole gambe malferme e dalla sua volontà incrollabile di proteggere chi amava.
“Sono stato sposato quindici anni” cominciò lui ” e ho amato per quindici anni una donna dando per lei la mia anima, il mio corpo e il mio sangue “le accarezzava il collo,strusciò un dito sulla sua giugulare che palpitava leggera sotto la pelle “forse era la donna sbagliata, forse era quella giusta ed era colpa mia” sospirò” ma è ora di prendere una decisione, per…tutti e due”si alzò di scatto, puntandosi contro il legno, fece scontrare quasi le loro labbra,rischiò di darle una testata.
“Sei ancora in tempo per tornare indietro”.
“Non voglio tornare indietro!” ringhiò Clint “voglio te, e ti voglio a riempire la mia vita,a migliorarla e colorarla,se ti facessi schifo perché potrei essere tuo padre lo capisco,ma -”
“Tu mi ami”concluse per lui “e non perché sei ferito e emotivamente abbandonato a te stesso,tu mi amavi da Sokovia”gli mise un dito sulle labbra “la tua mente è rosso sangue al nucleo,le tue labbra mentono,il tuo subconscio no”.
Fu Wanda a cercare le sue labbra come sa dal trovarle dipendesse la possibilità di sopravvivere avvinghiata a lui come se non ci fosse niente di più importante per essere vivi.
E Clint alzò psicologicamente le mani al fatto che se quello fosse stato anche il suo ultimo al giorno,pareva un giorno straordinariamente caldo e vivido.
Aveva ragione lei. Non poteva mentire, passava la vita a farlo,era sufficiente.
Quello, quello era vero.
Era vera lei che giaceva nuda sotto di lui, erano arrivati al letto.
Erano veri i segni delle sue unghie sulla schiena,porpora su avorio già sbreccato.
Era vero il fondersi dei loro respiri, l’eccitazione di ciascuno che raggiungeva il climax e poi discendeva,morbida e naturale come una giravolta, nel languore.
La coprì e le respirava ancora affannato sul collo.
“Dormi” sussurrò accarezzandole i capelli” dormiamo tutti e due”.
La baciò.
La ragazza gli strinse la mano.
“Sarà sempre così?”
“Così come?”
“Così,uno piegato ai voleri dell’altra”.
“Io sarò sempre piegato al tuo volere”rispose Clint”perché è la tua volontà di esistere a farmi sentire vivo e presente,Wanda”.
“Ed è la tua volontà a tenermi viva e presente, Clint, a farmi sentire meno mostruosa” concluse “ora e sempre, piegata al tuo volere”.

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One thought on “Il tuo volere

  1. Oltre a essere superdolciosi, sembrano anche reali, tangibili.
    Le sofferenze di Wanda naufragano in mondi diversi, esotici, ma Barton riporta il tutto a una sfera più conosciuta, di sofferenze che conosciamo anche noi.
    La parte in cui parlano del divorzio di Clint è molto intensa.
    “E tu non dovresti essere qui ubriaco a tentare di rimorchiarmi per l’ennesima volta con frasi che 40 anni fa erano mielose e stucchevoli “. Questa credo che rappresenti totalmente gli approcci di Barton xD. E sottolinei che, in fondo, oltre a due mondi diversi, appartengono anche un po’ a due tempi diversi.
    Il fatto che sia Clint a tenere Wanda viva, è qualcosa che li fa sembrare una coppia che è capace di amare abbastanza da non separarsi mai più, nonostante entrambi abbiano già perso molto.

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