recensioni

Ave Cesare

scarlett-johansson-ave-cesareE finalmente sono riuscita a vederlo! Non sapete quanto ho aspettato, ma alla fine il cinemino parrocchiale grazie a Dio non delude e ce lo ha messo in programmazione .
Beh, bando alle ciance e cominciamo anche questa recensione! Stavolta glisserò sulla trama perché brevemente si può riassumere così:

1)Un tizio mente alla moglie sul fumo
2)Un attore viene fatto ubriacare
3) I comunisti
4)Un viscidone togato con l’arpa
5)Un cowboy idiota belloccio senza i denti
6)La starletta bionda incinta.
7)Dio
8) Marinai
9)Il cagnetto
10) motivazione personale.
11)E’….complicato

Questo è un film complicato. Voglio dire, ho pensato e ripensato a come recensirlo ed esprimere dignitosamente la mia opinione a riguardo senza sembrare Violante sulle intercettazioni della Guidi.
Ho deciso di partire dalle cose semplici, quindi… mi è piaciuto! E’ frizzante, divertente, dissacrante e massacra senza pietà il velo di ipocrisia scintillante sull’immagine della vita quotidiana di coloro che, a ogni grado e con ogni scopo, fanno cinema e sono coinvolti in quello che è un business, ormai, milionario.
E’ un film candido, sincero, spontaneo, senza mezzi termini e mezze misure con citazioni a opere e generi classici di altri anni, con i problemi classici: un belloccio che non sa recitare, l’attrice di punta che non va bene non sia sposata ma incinta, il tutelare la propria immagine pubblica e il voler, senza assolutamente nessuna intenzione se non continuare a far sognare la gente a modico prezzo, raccontare un angolo di mondo che dalla sala non si nota.
C’è anche in sottofondo una nota più critica, più aspra e più filosofica: un cinema e dei film non più prodotti per sognare e invece sfornati a getto continuo per alimentare una macchina d’affari che ha perso ogni poesia,verità e umanità in favore del denaro.
Tutto questo trovo sia ben esemplificato dalla protesta degli sceneggiatori che rapiscono il personaggio -un attore con tendenza al bere e che non sa tenerselo nei pantaloni- di Clooney e chiedono il riscatto come risarcimento sui proventi mai visti dal loro lavoro spesso bistrattato e sottopagato.
Il tutto infarcito di dotte teorie economiche, tramezzini, un cagnetto improbabile, Tatum e the delle cinque.
I miei personaggi preferiti sono stati quello di Scarlett Johansson -non guarderò mai più un pesce allo stesso  modo-, quello di Brolin,di Fiennes e anche quello di Clooney, perché no, che ha fatto la sua porca figura in poche battute.
Il cast era di nomi grandi della cinematografia e qualche stella emergente (non mi sentirete mai dire che Channing è un grande attore: è un ottimo ballerino,buon cantante, ma non recita, non lo sa fare) che hanno svolto tutti il loro ruolo di tragicomico splendore.
Le ricostruzioni sono state accurate, lo stile favolosamente vintage e i look curatissimi, il suono perfetto.
Posso fare un appello di natura strettamente personale? Non fate più doppiare Fiennes con quella voce così sexy… Per Dio, mi ci son voluti dieci minuti per riprendermi!
Voto: otto, senza esitare nemmeno dieci secondi sulla valutazione, perché dimostra che il cinema, se fatto con criterio, ha ancora qualcosa da dire.
E quindi grazie, fratelli Cohen, per aver prodotto questo film e per avermi regalato un paio di concetti su cui riflettere, pur facendo ridere fino alle lacrime la sottoscritta.

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