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C’ho pure io la mein kampf

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Siccome anche oggi sento il bisogno di fare un’esternazione qualsiasi per colpa della Rowling che mi ha lasciato il prurito ai polpastrelli e devo comperare gli auricolari nuovi… partiamo.
Sarà in edicola il Mein Kampf. Vediamone insieme cosa dice e come è nato secondo Wikipedia,non una critica letteraria,Wikipedia.
 
” Hitler s’impegnò nella stesura del programma politico, trascritto nel libro da Hess, durante la sua reclusione, iniziata il 1º aprile 1924 per reato d’insurrezione, e successivamente, dopo la sua liberazione il 20 dicembre dello stesso anno, sull’Obersalzberg. Secondo uno studio universitario, basato anche su un racconto di Otto Strasser e pubblicato in associazione col museo commemorativo dell’olocausto degli Stati Uniti, nella redazione del Mein Kampf, in particolare nella fase di correzione delle bozze, Hitler fu aiutato dal cappellano del carcere di Landsberg am Lech, Bernhard Stempfle, che fu vittima di omicidio nella notte dei lunghi coltelli del 1934 poiché, avendo eliminato verbosità, inesattezze e banalità infantili, avrebbe potuto rivelare le debolezze dell’autore.
 
Il primo volume, intitolato Eine Abrechnung (“Resoconto”) fu pubblicato il 18 luglio 1925; il secondo, Die nationalsozialistische Bewegung (“Il movimento nazional-socialista”), nel 1926. Il titolo originale scelto da Hitler era “Quattro anni e mezzo di lotta contro menzogna, stupidità e codardia” ma il responsabile della casa editrice, Max Amann, lo convinse, con la persuasione del comandante di compagnia a cui era avvezzo pure con lui fin dai tempi della prima guerra mondiale, a sintetizzarlo in Mein Kampf (“La mia lotta” o “La mia battaglia”). Nel 1930 il libro era venduto al prezzo di 12 reichsmark e veniva stampato nel formato 12 x 18,9 centimetri, lo stesso normalmente adoperato per la Bibbia.”
 
Ed è “è il saggio pubblicato nel 1925 attraverso il quale Adolf Hitler espose il suo pensiero politico e delineò il programma del partito nazista sotto forma di un’autobiografia.”
 
Alla luce di tutto questo, mi sono mossa, nel vasto mare del web,alla ricerca di esponenti politici di altri partiti che hanno scritto un programma in forma cartacea.
Ho trovato, un esempio conosciutissimo, un certo Karl Marx.
 
“Il Capitale (Das Kapital) è l’opera maggiore di Karl Marx ed è considerata il testo-chiave del marxismo. Il Libro I del Capitale fu pubblicato quando l’autore era ancora in vita (1867), gli altri due uscirono postumi. Il Libro II ed il III uscirono a cura di Friedrich Engels rispettivamente nel 1885 e nel 1894, mentre il Libro IV venne pubblicato (1905-1910) da Karl Kautsky con il titolo di Teorie del plusvalore.”
 
E riguarda il marxismo,cioè:
 
” una teoria politica e sociale basata sul pensiero di Marx ed Engels, filosofi tedeschi del XIX secolo, oltre che economisti, giornalisti e rivoluzionari.”
 
Plus.
“Il termine “comunismo” comparve attorno agli anni trenta del XIX secolo inizialmente come sinonimo di “socialismo”, in seguito per indicare maggiore radicalità e lo specifico carattere collettivistico delle teorie proposte. Perse nuovamente significato specifico nella seconda metà dell’Ottocento, per essere poi ripreso, in particolare da Lenin, per distinguere il socialismo rivoluzionario da quello riformista. Venne e viene tuttora ugualmente usato per indicare altre componenti politiche rivoluzionarie radicate nel filone socialista e libertario, come l’anarco-comunismo. Oggi spesso si indicano con questo termine sia le teorie socialiste del filosofo tedesco Karl Marx, sia quelle da lui derivate, incentrate su un’analisi del capitalismo e sulla descrizione “scientifica” del suo superamento”.
 
Qualcuno mi obietterà di aver aborrito la vendita del libro di Riina: il libro di Riina non aveva nessuno scopo di dibattito,approfondimento politico e discussione filosofica, ma era un lercio circolare di menzogne sulla vita di un uomo che andrebbe dimenticato e non glorificato, perché nulla se non sangue e ruberie ha fomentato in questo paese.
Mein Kampf può essere difficile da leggere,difficile da spiegare e difficile da capire e discutere. Non è un omaggio alla memoria hitleriana il motivo per cui lo si vende, ma come ogni altro testo del mondo,lo si vende per ricavarne profitto.
Può essere strumento di miglioramento e critica sociale? Si,dopotutto in ogni lettore esiste uno spirito analitico e sociale e uno che viene solleticato da parole di conforto, di pancia e poco proficue per un vero arricchimento culturale.
 
Essere contro i libri a prescindere è un discorso completamente infondato e -nazista- , essere contro un libro che fa circolare menzogne oggettive è un diritto legittimo del singolo.
 
Non sono contro la vendita del Mein Kampf, ma sono contro i lettori imbecilli e il pregiudizio generale. In Italia non sono molti coloro che lo utilizzeranno per una discussione seria, vedi il caso dei libri della Fallaci subito dopo gli attentati di Parigi.
Io sono dalla parte dell’edicolante che esporrà il cartello
 
“SONO CONTRO I LETTORI IMBECILLI”.
 
Perché Hitler è morto, da molti anni. L’ignoranza di chi lo ha seguito non ancora.
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4 thoughts on “C’ho pure io la mein kampf

  1. Premetto che sono cresciuto in una casa in cui erano presenti sia una copia del Mein Kampf, che una copia di La Guerra di Guerriglia del Che.
    Il modo migliore per idolatrare certe opere, è conferire un’esposizione mediatica esagerata, obbiettivo riuscito pienamente al Giornale, la cui redazione sapeva benissimo che si sarebbe sollevato un polverone. Detto questo, nel Mein Kampf si respira un clima molto strano, è come se Hitler parlasse la stessa lingua dell’operaio frustrato a cui, in effetti, si rivolge. La visione politica che ne viene fuori è terribile, ma, che ci piaccia o meno, all’epoca l’astio verso i “bolscevichi” o verso gli ebraici esisteva. Tra 80 anni, leggeranno qualcosa di Salvini e penseranno “è terribile”, trascurando che molti italiani al momento la pensino come lui. Possiamo usare il Mein Kampf per imparare a cosa portino certe convizioni, oppure, come purtroppo viene fatto, possiamo farne un simbolo per la più cieca apologia e/o retorica.

    1. Esatto,ma siamo un paese che non ricorda più la differenza fra dibattito e caciara, informazione e manipolazione strumentale di una nozione qualsiasi e questo devo ammettere mi preoccupa. Come oltretutto non penso ci si un numero sufficientemente alto di insegnanti e persone disposte a far ciò che davanti a un libro,seppur terribile come questo e proprio perché,cosí terribile, è giusto: discuterne e smontarlo in un dibattito approfondito.

  2. Dubito anche io, eppure qualcuno dovrebbe farlo. Perché come si dice in Harry Potter:”È la paura del nome ad alimentare la paura della cosa stessa” e se ci limiteremo ad aver paura di qualcosa che non è niente più che un libro, allora non siamo davvero progrediti molto.

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