Fanfiction

La poesia

13051681_997038677080446_768426178652079698_nErano quasi dieci minuti che Bucky, rannicchiato contro una parete,mugugnava dal dolore e nascondeva il viso perfino a Steve.
Nessuno capiva cosa gli fosse capitato dopo l’ultima fase della de programmazione di Barton.
Si era limitato nel disagio generale,a fare qualche verso strozzato e poi era piombato in un cupo mutismo mentre il suo pallore peggiorava.
“No,non farlo”la voce di Wanda bloccò Clint con una siringa di sonnifero in mano”ha bisogno di morfina, soffre”dedusse come se fosse la cosa più logica del mondo e si avvicinò, seppur di poco e con mosse prudenti,a James.
“Ha male alle gambe “continuò”ed è afasico,non è qui da un pezzo”.
Il moro sembrò tornare lucido quando la bruna entrò nel suo campo visivo,offuscato dalle allucinazioni dei ricordi degli omicidi compiuti.
“Gamba sinistra, gamba destra,come lo sai?”sussurrò.
Wanda ignorando il buonsenso e dando retta all’istinto di compassione per una creatura confusa e spaventata di sé stessa,iniziò, sfruttando la magia,a infondergli calore nei muscoli delle cosce con gesti lenti e vigorosi delle mani.
“Tu… Non mi piaci,ok?”iniziò”sei l’individuo più strano e inquietante che abbia mai visto e francamente mi fai un po’ paura”proseguì”ma quando si hanno passati dieci anni in cella,negli attimi di debolezza la prima cosa che cede e si atrofizza sono le gambe”replicò”ti han fatto correre,saltare e andare in moto quando hai il corpo di Golia e la forza di un neonato”concluse “vuoi raccontarmi cosa vedi?”chiese “sono…brava,coi mostri”.
Era probabilmente la sequela di frasi più lunga che qualcuno le avesse mai sentito dire. E probabilmente era anche la più tranquilla sequela di frasi rivolta al soldato giovane e debole,confuso e disorientato .
Wanda non era una persona espansiva,ma aveva una dote più particolare ancora delle sue magie porporine: era tranquillizzante e dal fascino garbato,profonda,dura e determinata.
Non le piaceva essere al centro dell’attenzione,ma era una persona che non si riusciva a ignorare. E soprattutto,era riflessiva e probabilmente aveva già calcolato ottanta situazioni diverse in cui Bucky avrebbe potuto farle del male e scartate a priori.
Ma sapeva anche cosa volesse dire convivere coi ricordi:tuoi,di altri,di un altro tempo,labili o a fuoco che fossero, la logoravano come un lento tarlo pigro,e lei custodiva -collezionista gelosa- incubi e paure di tutti quelli che visitava. E poi doveva sopportarne le conseguenze sommate al dolore eterno della morte di Pietro , con calmanti,yoga e ogni tanto marijuana,grida notturne,attacchi di panico e autolesionismo involontario.
Il Soldato si era zittito. Appena la magia rossa di Wanda aveva toccato la pelle,come un ordine imperioso,un tacito comando , lui aveva taciuto:niente guerra,niente ordini,niente Howard,niente Tasha, niente Steve. Come,niente Steve? Annaspò di nuovo alla ricerca di aria.
Il tocco delle mani di ragno sui suoi muscoli,sulla sua pelle. La guardò. Alzò le mani e le allungò, coi muscoli tesi per lo sforzo.
Le strinse gli avambracci.
“Una principessa non dovrebbe sentire queste cose”sussurrò con le labbra secche e spaccate.
La bruna lo fissò qualche istante:se ci fosse stato qualcosa più fragile del vetro,ecco,quello doveva essere il materiale che costituiva il soldato ,il ragazzino davanti a lei. Se escludeva il periodo di congelamento e azione come Winter Soldier,fisicamente doveva avere forse solamente cinque anni più di lei.
Replicò il gesto sulla spalla mutilata di lui.
“Raccontamele,James”propose “poi ti aiuto a mangiare qualcosa e ti fai un bagno”.
“Tu come…?”
“Wanda,nel 2016 le principesse salvano i soldati,qualche volta”ipotizzò semplicemente.
“Non riesco a muovere le gambe”.
La Maximoff lo fece levitare fino alla cucina dell’appartamento di Rogers.
James si appoggiò alla parete dietro di lui dopo essersi messo seduto sul tavolo.
Fece una smorfia infastidita.
“Le donne non facevano nemmeno questo ai miei tempi”biascicò Barnes”ma immagino sia comodo,in qualche maniera?”rifletté”vuoi che ti legga qualcosa? Sono bravo a scrivere,credo”si sfregò il naso”mi sa che rispetto al 1945 ho perso dello charme”commentò nervosamente.
“Leggi pure”Wanda prese una sedia e si mise ad ascoltarlo con le braccia conserte sulle gambe del giovane e il mento sopra esse.
Bucky iniziò a leggere una pagina a caso di uno dei suoi diari,con la rassicurante sensazione dei grandi occhi di Wanda che lo fissavano immoti come polle d’acqua.
La ragazza rise:”Aspetta,sei davvero andato dalla recluta e gli hai rotto sei denti con un pugno?”
“Umanamente non sono mai stato un esempio,ma stava picchiando una donna” biascicò il moro grattandosi una guancia ispida di barba “non potevo lasciarglielo fare”.
Tendeva a evitare lo sguardo di lei,ma le stringeva la mano quando le parlava. A dire la verità, avrebbe voluto stringergliela per sempre,senza nessuna ragione se non quella per cui si sentiva più lucido così, mentre la magia di lei sfogliava le pagine, svogliata come un felino nel sole di agosto, della sua vita.
Non erano le stesse sensazioni che provava per Steve,avevano un focus preciso,una loro conseguenza. Erano più pulite e alte, ma lo spingevano a descriversi nella mente immagini non tutte pure.
Le accarezzò il viso e questo la fece sussultare,poi sorridere.
Quando la vide sorridere pensò che aveva lo stesso sorriso di una bambina dai capelli rossi,ma più maturo. Più intrigante. Da squalo,che buffo,come sorridevano gli squali?
“Non ne ho idea,ma da come sorridi deve piacerti molto”rispose la Maximoff.
“Mi hai… Letto nel pensiero?”.
“Quasi,sono molto vicina alla tua mente,ma non dentro” replicò la mora”a volte mi capita di cogliere pensieri vaganti dalle coscienze molto pure”spiegò”se ti fa paura mi faccio più indietro”.
“Oh,no,per favore!”.
Eccola lì, la prima esclamazione dopo quasi un secolo di silenzio.
Di nuovo,lo omaggiò di un sorriso da squalo,puntuto di prudenza quanto intessuto di rassicurazione e sincero piacere per quel momento.
Clint aveva saggiamente allontanato Steve .
Prese ad accarezzarle i capelli come se il braccio di carne fosse metallico e Wanda …se ci fosse stata una definizione per quel rilassamento ,avrebbe iniziato a fare le fusa.
Le sfuggì un verso appagato molto simile a un -meow- e strusció la gota pallida contro la mano del coetaneo.
“Questo non metterlo nel diario,però”si scusò la bruna ridacchiando.
“Devo scrivere di te,devo. ”
Wanda gli diede una penna e attese.
“Sono brava coi computer,in una giornata o quasi potrei metterti tutti i tuoi diari su PC”propose.
Il moro si fermò con la penna a mezz’aria:”E come?”.
La Maximoff mostrò un paio di occhiali:”Questi sono collegati a un PC che trascrive qualsiasi cosa io legga”.
“Chi li ha inventati?”
“Io e Tony Stark”spiegò”li uso anche in università”.
“Ora le donne vanno in università?”chiese di getto”Meglio,ma credo di avere ucciso suo padre e sua madre”.
“Beh, lo hai fatto e … Basta,un sacco di tempo fa,lui probabilmente ti odia per questo,ma non credo se la prenderà, questi sono anche al 50% miei,quindi per il mio 50% ho deciso che possiamo usarli”.
“Tu non uccidi gente abitualmente”.
“No,anzi”rispose Wanda inforcando gli occhiali e iniziando a trascrivere”ma il 90% delle mie frequentazioni lo fa,ci ho fatto l’abitudine o quasi,non è una cosa nuova sentirmi dire -ho ucciso qualcuno-“.
In che razza di mondo era capitato?
Voleva davvero che quella ragazzina soffermasse su ogni parola della sua vita, su ogni goccia d’inchiostro della sua memoria?
Si sentì stupidamente geloso.
Poteva giudicarlo. Condannarlo. Mangiarlo. Era uno squalo e lui avvertiva nettamente ogni ferita stillare sangue.
Contrasse la mano nervosamente.
“Di cosa hai paura?Dillo a voce alta”chiese dolcemente la giovane dal pesante accento “fa meno paura”.
“Di poter essere ai tuoi occhi il mostro che descrivono quelle pagine”.
Sperimentò la vergogna e il rimorso per atti compiuti da lui ,ma di cui non aveva memoria. E chissà quanti erano.
Wanda si tolse gli occhiali:”Ho conosciuto robot e uomini di ogni genere”iniziò”ma invidio Steve che ha potuto conoscere la persona di queste pagine,penso che meriti amore,quella persona”fece una pausa”temo il robot di queste pagine,ma ora tu non sei più né l’uno né l’altro ,non per questo non meriti amore e empatia”.
“Mi esprimi molto cautamente”iniziò il soldato”penso che mi piacerebbe affrontare questa parte di vita con te”.
Penso di poter correre il rischio di farmi capire da te.
La Maximoff sorrise.
“Come vanno le gambe?”
“Peggio della mia grafia”.
Risero entrambi.
“Non scrivi affatto male,non solo dal punto di vista grafico”ribatté la strega”hai il pennino dello scrittore di fantascienza”.
“Perché?”
“Perché cosa?”
“Perché scrivo bene?”
“Perché applichi la prima regola di ogni buon romanziere:piuttosto che autocensurarti,ti punisci”.
Non che Bucky avesse colto granché, ma probabilmente era un complimento,uno di quelli veri e importanti.
“Mai stato capace di raccontare palle,nemmeno per rimorchiare”.
“Di solito bastava il tuo charme e una poesia?”
“Che hai letto?”
“Che hai conosciuto Eugenio Montale, scusami”.
“Ti piace la poesia?”
“Mi piacerebbe sentirla da te”.
James si frugò nelle tasche e le diede un fogliettino ingiallito.
Wanda lo aprì, lo lesse e decise un bacio poteva darglielo,poi si infilò il regalo nella scollatura del reggiseno.
Barnes si leccò le labbra.
“Credo di aver appena avuto una fantasia erotica sul recupero della poesia”dichiarò candidamente.
La ragazza scrisse un paio di righe su un foglietto che ripiegò e gli infilò nei calzoni.
“Giochiamo a chi la recupera prima?”
“Credo di avere appena scoperti cosa voglio fare tutta la vita,altro che il super eroe”.

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