Challenge e iniziative · Fanfiction

Not that simple

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I crediti vanno a Victoria Melbourne Doyle e Urban Flower

“E’ una punizione!”
“Non è che lo schiavismo si regali per generosità!” ringhiò la bionda “ne stai facendo una questione personale perché mi sono quasi scopata un robot, perché siamo perennemente in pericolo o ti ho dovuto di nuovo salvare la vita e tu non sai nemmeno premere un grilletto quando serve!?”
Il principe Rhodia, teoricamente anglofono, scattò in piedi lasciando da parte per una volta, la pacatezza che lo contraddistingueva:Quill aveva il potere di fargli letteralmente esplodere il cervello, come se il parassita alieno fosse nella -sua-di testa.
“Non ucciderò April”.
“Dovresti”ribadì per l’ennesima volta la bionda” ti stai tenendo di fianco un nemico, senza nessuna ragione sensata” gli fece osservare ” stai perdendo tempo!”
Il ragazzo contrasse i pugni.
“Ti dispiace essere un minuto, un minuto della tua vita,compassionevole?”chiese frustrato.
“Si, mi dispiace, perché la compassione non salva vite e non ti rende migliore”.
“Nemmeno peggiore!”.
Il tono frustrato, secco, del principe, la fece ammutolire.
“Cosa è successo con quel ragazzino?”.
“Niente che ti riguardi”.
“Avete interrotto il vostro particolare legame?”proseguì Quill inquisitoria ma senza manifestare nessun particolare interessamento se non con un battito di ciglia.
“Non… è colpa tua,ok?”sbottò frustrato mordendosi il labbro roseo.
La donna incrociò le braccia corrucciandosi:”Raccontami qualcosa di più convincente”.
Non sapeva quanto era sinteticamente convincente quella frase.
L’umano, l’umano aveva un nome che aveva imparato a pronunciare e amare, un corpo che conosceva, un calore che poteva recepire e una serie di riti e abitudini che erano solo suoi propri.
Si erano detti molto,incluso il modo in cui lui voleva imparare ad amare: lontano da tutto,dai preconcetti dei genitori,della nobiltà,dell’essere principe e della fredda prigione di cristallo e istruzione che lo aveva rinchiuso.
E le aveva appena ricordato la differenza fra pietà,giustizia e schiavismo facendola sembrare colpa sua.
La odiava.
Si,era decisamente colpa di Quinn che si divertiva a contraddirlo pur essendo una schiava sconfitta e una ribelle e si permetteva di ribaltare concetti della sua vita in modo irritante,arrogante e spesso volutamente volgare.
“Non contraddirmi, ti spiacerebbe? Cerco solo di vivere” era quello che avrebbe voluto urlarle ma si limitò a tentare di darle uno spintone.
Per tutta risposta la guerriera lo costrinse a flettere il braccio e la sua faccia cozzò contro il bancone della cucina.
La donna fece una smorfia ignorando un morso di dolore ammonitore.
“Vivere fa schifo”gli sibilò nell’orecchio”è così che funziona nella realtà, lo senti il dolore? E’ questo che ti tiene vivo,che sia colpa mia o di altri,se senti questo sei vivo, ma a volte è anche colpa tua.Accettalo e no, non sono tua madre, se vuoi qualcuno che ti baci le ferite, dovrai trovarti un altro che te lo succhi”.
Il principe avrebbe davvero voluto sapere piangere, perchè sentiva davvero dolore.
Gli uscì una risposta aspra.
“Vorresti tu?”
“Dovresti costringermi e preferirei morire!”.
Respiravano petto contro petto, affannati.
“Mi dispiace”mormorò”per il parassita”.
Lei si staccò.
“Non ho ancora capito perché sarebbe colpa mia”ribadì la bionda.
Il ragazzo si morse il labbro distogliendo lo sguardo da lei.
“Mi fai sentire incoerente, io non sopporto l’incoerenza, è dannatamente illogica”.
“E’ parte di amare, se non sai essere incoerente, non hai mai amato”.
“Quindi… ti amo?”
La donna sgranò gli occhi duri.
“Ragazzino ridicolo sia come schiavista che nel fare dichiarazioni,che razza di principe saresti?”domandò incrociando le braccia ” di …dittatore? Pessimo”sbuffò.
“Quindi?”
“Quindi Mattheusz ha detto che quando un umano dice a un altro umano che lo ama dovrebbe avere una risposta” fece presente vagamente offeso ” e io la voglio”.
“Ma sentitelo,lui vuole”.
“Mi pare giusto, Andrea!”.
“Guarda che la nostra combinazione è francamente pessima senza metterci di mezzo il sesso”.
“Quindi siamo combinati?”chiese avvicinando i loro visi.
“Solo se è libera la camera da letto, e se lo sa qualcuno ti sparerò personalmente e te la caverai da solo con la spaccatura temporale”ringhiò.

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