Challenge e iniziative · Fanfiction

Cortigiana.

Disclaimer: la storia partecipa al decimo p0rnfest ed è scritta per puro divertimento: i personaggi non mi appartengono assolutamente, son di mamma Marvel, io mi diletto solo nel farli precipitare in situazioni erotiche prescritte.

MARVEL – CAPTAIN AMERICA CIVIL WAR, Natasha Romanoff / Black Widow/T’Challa / Black Panther, Welcome To The Jungle

Rating: Rosso/NC17
Warning: What If…? , OOC

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“Quindi te ne stai andando, Nat?” domandò Tony, con un tono in bilico fra la commozione e l’orgoglio. “Non me ne andrò mai, Tony e per te e Steve ci sarò sempre”rispose la spia russa sapendo che infliggere la stilettata pronunciando il nome del migliore amico di entrambi era vagamente crudele” ma… Lui mi ama. Anche io lo amo”.
La rossa aveva sempre avuto problemi con la concezione di tradimento del miliardario e con il loro rapporto complesso.
Sapeva di averlo ferito,lasciando fuggire Rogers, ma sapeva si sarebbe pentita di più adottando un comportamento professionale.
Essere famiglia è saper fare un passo indietro dalle decisioni sbagliate.
“Certo”mormorò Iron Man” tu sei… Fortunata” commentò “sarai una regina straordinaria”.
“Sarò una cortigiana”.
“La migliore che il mondo abbia visto”.
Si conoscevano da sempre: ancora prima di Pepper, c’era lei.
C’era sempre lei.
“Ti manco”.
Stark non dovette inghiottire molto dell’orgoglio per dire di sì.
Un sì che Natasha avrebbe pronunciato di lì a poco.
Un respiro quasi contemporaneo intercorse fra i due capi della comunicazione.
“Alle dieci, fuso orario del Cairo”.
Si girò dopo aver chiuso la chiamata: sapeva che T’Challa avrebbe sempre presentato Ororo come prima moglie e lei come sua compagna, ma non aveva potuto ignorare la sua offerta di porre l’esperienza al servizio di Wakanda, nel cuore della giungla, e si erano scambiati una coppia di anelli.
A corte sapevano che il re avrebbe sempre avuto la predilezione per i consigli e la saggezza della bella straniera rossa, che il Consiglio degli Anziani chiamava “lo spirito scarlatto del Nord”.
Con lei l’inverno era arrivato a Wakanda, un senso di stabilità e pacatezza che contrastava con lo stile urbano e colorato del paese.
Aveva imparato presto la lingua e si era inserita ritagliandosi un ruolo preciso nel contesto africano, un’esperienza nuova per lei.
L’abito delle sue nozze sarebbe stato bianco e ricamato di cristalli blu, lo sentiva fresco e di seta sulla pelle, di trafori e con una tiara di perle.
Guardo T’Challa, che ricambiò lo sguardo:pareva trepidante quanto lei all’idea di uscire dalla stanza e sollevarle il velo che indossava, tradizione di gusto moderno.
Il rito fu breve, la notte si ricongiunsero nella stanza coniugale.
Brillava la luna piena con le candele che rendevano soffusa la luce nella stanza, calda sulla pelle porcellana della donna,sdraiata sul letto protetto da zanzariere e stoffe preziose, cosparso di cuscini.
Natasha si girò quando sentì aprire la porta.
Il re.
Sorrise rilassata.
Il ragazzo, ormai uomo, si stava spogliando con studiata lentezza e lei poté ammirarne il fisico ben lavorato, dagli addominali,ai bicipiti ai fianchi.
“Moon of my life” disse assorta nella contemplazione”vieni qui”.
Il materasso cigolò.
T’Challa sollevò il velo e lo stese sotto di lei.
Era bella, straordinariamente bella, dipinta d’oro dalle mani abili delle serve , col seno florido e sodo, gli occhi brillanti che promettevano delizie.
Rimase a guardarla, le baciò le mani portandosele alla bocca e lei superò le labbra, facendogli succhiare le dita.
Per un attimo alla russa si spezzò il respiro.
Lui era un amante preparato.
La fece stendere sotto di sé, mentre la baciava direttamente, e lei si strinse al suo corpo.
Lo ascoltò scendere sulla gola, leccarle il pomo d’Adamo e lasciare un succhiotto.
Rispose ai suoi baci con una naturalezza che sorprese perfino se stessa e quando iniziò a vezzeggiare un suo capezzolo con la lingua,questo divenne immediatamente turgido fino quasi a farle male,gli tenne la testa contro il petto con una presa salda e sicura.
Il respiro del re era caldo sulla pelle e le sue mani erano abili nel manipolare la sua carne, il seno era sempre stato una sua parte estremamente reattiva.
Tornò a baciarla e Natasha si perse iniziando a gemere sulle sue labbra mentre prigioniera della sua massa fisica, con le mani si aggrappava alla sua schiena o alle lenzuola.
L’erezione del re le premeva contro la coscia, la sensazione la fece sorridere, si strusció contro il suo bacino e gli strappò un verso roco .
Scese fra le gambe della donna, aprendole con mani forti e gesti sicuri.
La accarezzò intimamente, sentendola bagnarsi in poco tempo, con due dita la penetrò e Natasha si spinse verso di lui con gli occhi sgranati.
“Uh” T’Challa la stava costringendo contro di lui e lei doveva abituarsi”non sei abituata a un trattamento delicato, eh?”un velo di sudore imperlava già la pelle del re, che continuò a muoverle dentro le dita , alternando un movimento penetratorio, sincronizzato a quello della donna, a sforbiciate.
Toccò il clitoride e le fece aumentare la frenesia a cui si era abbandonata.
La interruppe.
“Stronzo,Moon of my life”.
“Toccati”.
Sentiva la propria erezione dura al solo pensiero di vederla eccitata davanti a lui,abbandonata a pensieri a cui avrebbe potuto contribuire solo se avesse voluto.
Si spostò.
La osservò ripartire dal proprio seno che si palpò energicamente, tirò un capezzolo con le dita, offrendosi alla vista del re il cui sguardo si fece più fosco, si leccò le labbra.
La mano destra della spia si accarezzò i fianchi, si inarcò con il corpo verso il coniuge, la mano esile si spostò giù, fra le gambe strette iniziando a solleticato le grandi labbra.
Rise viziosa mentre al re moro mancava un battito e soppresse malamente l’istinto di toccarsi quando la vide inserirsi un dito dentro,oltre la carne più esterna, ma l’affanno crescente lo tradiva.
Mostrò l’effetto che quella donna, solo quella donna,sapeva fargli.
Se doveva essere nella giungla, una lotta per la sopravvivenza,lui era indiscutibilmente preda.
“Dimmi cosa vuoi fare di me, mio re”.
La stava sentendo mugolare, a forza di toccarsi era vicino al venire.
Le tolse le mani e la violò in una sola spinta .
Erano ai ferri corti, lui la bramava.
Ricongiunsero le loro labbra e lei lo morse per soffocare un grido, si bagnò di sangue le labbra e lo leccò mentre i loro fianchi cozzavano insistentemente al ritmo dettato dalla pura foga animalesca di soddisfarsi.
Natasha ricadde sul letto mentre lui le sosteneva le gambe sode, sentiva ogni movimento sino all’ultimo centimetro, era un contatto doloroso,quasi, ma di cui non poteva fare a meno.
Era grosso, dentro di lei, e quando l’orgasmo per lei esplose dietro le palpebre chiuse T’Challa non era ancora soddisfatto.
Le disse di voltarsi e infilò la lingua,prima , fra i suoi glutei e un dito subito dopo.
Non era abituata al sesso anale e il re lo sapeva, ma la violò ugualmente.
Natasha contrasse i pugni piangendo quasi di dolore,sentiva bruciore e respirava forte.
Lo fermò con un cenno.
Le morse una spalla e lei gridò apertamente,ma bastò a distrarla perché potesse spingersi in lei, con quel movimento e suono flaccido.
Le strinse un seno e sentì che aveva raggiunto il piacere.
“Consentimi”ansimó il moro”di premiare la tua concessione”.
Era un rito paritetico il sesso a Wakanda e con lei si prese delle libertà che non poteva con Ororo.
Una candela, Natasha lo guardò allarmata per un istante mentre recuperava il fiato .
Quando colò cera sulla pelle della russa, il re lasciò che solidificasse e incise con le unghie, baciando e leccando ogni ustione nel suo tracciato immaginario fino al suo pube.
Fu delicato nel divaricare le gambe e l’ultima ustione era nell’inguine e su quella incise un segno coi denti.
La donna lo tenne lì,sentendosi di nuovo eccitata.
Sentiva il basso ventre pulsare come un suono rassicurante e il sangue affluiva rapido.
“Sun of my sky…”le tenne la mano, era un trattamento solo per lei “le succhiò il clitoride e inserì la lingua, muovendola.
Non c’era bisogno che specificasse, la amava.
Il bacino della rossa si spinse verso il suo volto e il respiro si accorciò quando tornò al clitoride, era palesemente bagnata di nuovo.
Lei gli accarezzava i capelli mentre le succhiava risalendo, un capezzolo e poi le accarezzava i glutei a pieni palmi, rilassato dalla sola idea di averla con sé.
Lei avvisò che stava per venire, i segni della candela bruciavano e ormai quelle che circondavano il letto erano mozziconi.
“Benvenuta nella giungla, my sun” mormorò T’Challa spostandosi di fianco a lei e stringendola a sé sotto le lenzuola: era un colpo caldo e vibrante di vita, quello della spia,ora principessa, rosso e arrossato piacevolmente.
“Ho catturato la pantera,uh?”riaprì gli occhi liquidi di piacere.
“Innegabilmente” T’Challa la baciò”manderò la servitù perché ti cambino le lenzuola del letto”promise senza evitarsi di vezzeggiare ancora, con una mano, disinvolto,in confidenza.
Natasha si mise su di lui, due corpi perfettamente combacianti.
“Mi dispiace per Ororo”.
“Ha accettato, avevamo messo la situazione in chiaro” ribatté il moro” sei tu la mia compagna, la custode degli spiriti della famiglia, nostra consigliera. Lei è regina”.
“Per finzione”.
“Anche tu sei cortigiana per finzione” .
La rossa sorrise.
“Ho di nuovo voglia di te”.
Lui le baciò la testa.
“Ogni giorno ha una sola notte”.
“Ma molte occasioni”ribatté lei serafica e si sedette a cavalcioni sui suoi fianchi “la giungla me ne ha date” sorrise.
“Perché lo sei davvero, benvenuta, nella giungla”.

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