recensioni

Oceania

141864E varie derivazioni di titolistica e nomi della protagonista, che chiamerò Moana perché si.
Oceania è una storia che ci è stata promessa come rivoluzionaria e racconta di Moana (Vaiana) che si avventura oltre il riff perché venga reso a Te Fiti con la collaborazione di Maui, il suo cuore, rappresentato da una pietra verde incisa.
Il problema è che da secoli il popolo delle isole non si avventura oltre il riff perché considerato pericoloso e quindi la sua impresa avviene di nascosto da tutti dopo la nomina della ragazza a capo della sua gente.
Qui iniziano gli spoiler.
Dovendo essere obiettivi e per poterci soffermare meglio sugli aspetti interessanti della pellicola, parliamo prima delle canzoni, che soprattutto nella prima parte sono troppe e francamente inutili dato che sopperiscono alla narrazione più che sufficiente dei personaggi stessi e il secondo punto negativo è che in realtà non si recepisce un serio momento di tensione in cui si dubita che una protagonista con così tanto appoggio possa fallire, ma su questo torneremo.
La prima cosa che mi ha colpito del film è stata ovviamente la grafica, un gioiello del suo genere, che sviluppa tridimensionalmente un mondo mitologico quanto realistico e reale, con una concretezza sorprendente e che non speravo più di rivedere:colori vividi, spessore di dettagli geografici, folcloristici e paesaggistici, l’elemento fluido gestito in maniera armoniosa e sempre poetica e significativa, la luce che nelle scene era sempre meravigliosamente utilizzata, i dettagli fisici come i capelli dei personaggi e i corpi ben concepiti e possibili, sensibili.
Voglio poi soffermarmi ad applaudire alla fisionomia dei protagonisti che esula dal canone della clessidra imposto alla maggior parte dei personaggi disneyani che trovo poco sensato: Vaiana è robusta, atletica, sana, abbronzata, vigorosa,vivace  e Maui è muscoloso,tatuato, con dei capelli ricci e ben tenuti, la nonna è una donna anziana dai capelli bianchi, con le sue rughe e la sua età, la sua schiena curva e tutta la dignità tipica di un’animazione che finalmente riconosce l’esistenza di corpi polimorfi.
La accompagna Maui, semidio del vento e del mare, che è eroe di tutti (eccetera eccetera, fra l’altro ha un ottimo modo per sottolineare che gli eroi sono eroi di tutti, maschi e femmine, paritari)  ha particolari tatuaggi animati con cui parla e un amo da pesca che è fonte delle sue magiche capacità (personalmente mi ha ricordato un incrocio fra Prometeo e il Loki  che mi manca parecchio, so good) ed è colpevole del furto del cuore di Te Fiti, si unirà più nolente che volontariamente all’impresa di Moana, scelta dall’oceano sin da bambina: mi piace perché è sincero, sfrontato, ironico, narcisista, egocentrico eppure indomabilmente coraggioso quando ne sente la necessità e per l’esempio della sua compagna di viaggio, penso forse sia lui ad avere il percorso più teso e interessante verso il finale del film.
Qui torna il punto negativo a cui ho fatto cenno sopra: non si ha nessun motivo per dubitare che Moana riuscirà nella sua impresa, che Maui torni ad aiutarla a sconfiggere il demone di fuoco, mai, perché lei ha sempre un aiuto, ha sempre un appoggio, il semidio, l’oceano… non è interessante. E’ bello da vedere, ma non così tanto interessante, il secondo cliché che ormai personalmente trovo sin troppo visto è lo stereotipo del genitore che proibisce ai figli di avventurarsi nel mondo perseguendo i propri sogni… Si vede da quanto, dal 1980? Possiamo evolverci? Grazie, anche perché non sapete nemmeno farlo durare e risolvere, per quanto almeno in questa pellicola è motivato in maniera piuttosto comprensibile e razionale (Si,genitori di Frozen, guardo voi) .
E’ carina l’idea invece, dualistica e tipicamente dei miti,di una natura dualistica in tutto, e lo stesso demone che toglie la vita ai naviganti,pieno di collera e furia, è anche la creatura madre della vita, potere rigenerante che benedice il Pacifico con la sua magia e la sua abbondanza.
Altro elemento che ho apprezzato è l’attingere anche al folclore musicale e comporre melodie che richiamino l’atmosfera in cui è immerso il film, che costellano la pellicola da quando emerge la navigazione del popolo isolano di Oceania.
Mi ha scaldato il cuore,del resto, vedere un mondo finalmente colorato, realistico, divertente, gentile, generoso, istruttivo, corretto e perché no, umano e spontaneo nel bene quanto nel male che fa della conoscenza di una terra e della gente il punto di forza su cui imperniare l’avventura di tutta una vita.
Ho apprezzato che sia finito senza lovestory? Non lo so, mi sarebbe piaciuto vederla forse più qui che in tanti altri classici, perché sarebbe stata matura, pienamente consapevole, divertente, vera e semplice, paritetica sotto ogni livello.
P.s: un applauso a HeyHey, povero pollo dimenticato da tutti che mi ha fatta contorcere dal ridere fino alla fine della storia.

Voto finale : 7+

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...