recensioni

LaLa Land

maxresdefaultOvvero perché 14 Oscar è “NO”.
Ho dovuto meditare a lungo questa recensione avendo letto peste e corna delle persone a cui non è piaciuto questo film: da invidiosi, a infelici, a tristi, a “grigi” e francamente non mi pare minimamente il caso di doversi abbassare a questi livelli per rendere più poetica una pellicola.
La La Land è una storia dedicata a chi sogna e nel nostro caso sognano una donna che lavora in un bar negli studios di Los Angeles e vuole diventare un’attrice e un giovane uomo che sogna di riportare in auge il jazz col suo contributo ed è stato truffato dal suo migliore amico, si incontrano e chissà cosa nasce.
Circa, per non farvi spoiler.
Tuffiamoci quindi in quello che mi è più o meno piaciuto di LaLa Land e iniziamo dai pregi, da ciò che lo ha reso amabile e delizioso.
Un’atmosfera frizzante, mai veramente malinconica, colori accesi e intensi , panorami mozzafiato e piccoli quadri iconici di musica estremamente gradevole col contributo di due attori capaci .
Sì, odiatemi, ma ci sono dei difetti in questo piccolo sogno hollywoodiano e il primo è l’essere abbastanza vacuo e vuoto di sostanza particolare: non è incisivo, non è sorprendente, non sa dire nulla di nuovo e il personaggio di Mia non ti dà l’idea di una persona che sogna, che fa fatica, per arrivare davvero ai suoi sogni perchè tutto sommato viene mostrata come una ragazza allegra, amabile, con molte possibilità, una famiglia che la ama e circondata di amiche.
Che stacco è? Non lo so, siamo abituati a persone che dedicano la propria vita a raggiungere un sogno ma partendo da un contesto in cui questo viene ostacolato pesantemente per creare un conflitto e qui il conflitto manca (di qualsiasi tipo lo si cerchi).
Una storia senza conflitto è una storia non interessante.
Il conflitto che dovrebbe nascere nella coppia di Mia e del personaggio di Gosling è gestito molto male e forzoso: il dialogo fra lei e lui è completamente insensato e privo di una vera ragion d’essere, mi ha lasciata completamente allibita.
Vorrebbe far riflettere sulle critiche? Sull’ambiente hollywoodiano? Non ho capito dove dovrebbe essere questa tanto citata brillante ironia sulla città più famosa del mondo.
Il personaggio di Reynolds è quello che mi è piaciuto di più, è stato più interessante, più frizzante, più puro e sono riuscita a empatizzare molto meglio, vuoi per i numeri allegri di tip tap, per l’aria sbarazzina, perché è uno sfigato, perché ama davvero quello che fa e che sogna di fare (ed è disposto a sacrificare la sua coerenza per stare accanto a Mia dandole quello che potrebbe convincerla che vale la pena restare insieme e sa rimboccarsi le maniche).
In sostanza, perchè noto di aver già superato le cinquecento parole: la soundtrack è una perla, le parti musicali e i costumi meritano tutto il meritabile ma sinceramente è un lavoro drammaticamente sopravvalutato e no, quattordici Oscar per tutto quello che al cinema si è sempre visto, per quanto discretamente interpretato, è un no.
Voto: 6+, guardatelo ma senza tutta l’aspettativa futile di cui è stato caricato, perché contribuisce molto a rovinarlo.
Voglio approfittare per rivolgere un appello: ci sono film che piacciono, film che non piacciono e capita spesso vengano premiati quelli che non piacciono, però rispettare le opinioni di tutti, specie se vanno contro qualcosa che amiamo e con una buona motivazione, è il minimo sindacale.

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4 thoughts on “LaLa Land

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