recensioni

Pirati dei Caraibi La Vendetta dell’eterno sequel

karayip-korsanlari-5-salazarin-intikami-1493732643Ci sono degli ottimi motivi per cui i fan di questa saga hanno premiato enormemente la prima trilogia e prima di iniziare la recensione vorrei evidenziarli: una buona miscela di comicità e azione, una buona ricostruzione di costumi e scenari, verve, un umorismo sempre presente e personaggi assolutamente identificabili, memorabili insieme a musiche iconiche e un cast di livello più che adeguato.
Il problema si è presentato quando si è sentita la necessità di fare seguiti a questa saga che è una piccola perla di divertimento,ironia e spirito avventuroso dei pirati.
I pirati sono un soggetto che fa sognare tutti,indipendentemente dall’età degli spettatori perchè sogniamo tutti, più o meno grandemente, di poter essere così incisivi, così baldi e così audaci da superare la quotidianità e i limiti del mondo conosciuto, di batterci per la nostra libertà e ciò e chi più desideriamo al mondo.
Ergo, in tutto questo, si respirava un buono stato di tensione emotiva che ti faceva sentire perennemente affamato di informazioni, di scoperte, di battaglie in punta di spada e di boccali di rhum per capire dove sarebbe arrivato l’idealismo piratesco contro gli oppressori della Compagnia delle Indie,Davy Jones o Barbanera, personaggi leggendari della tradizione marinaresca e letteraria che tutti hanno perlomeno sentito nominare.
In questo quinto capitolo della saga troviamo Carina, troviamo Henry e troviamo la volontà di spezzare la maledizione, o per meglio dire, tutte, le maledizioni che hanno tenuto sulla corda i personaggi dei capitoli precedenti spingendoli a schierarsi di volta in volta contro il capitano Sparrow e la sua ben conosciuta ciurma.
Venendo al sodo, dopo avervi raccontato la trama, parliamo un po’ di Carina, personaggio dal nome classicheggiante e vagamente lezioso, che si impossessa della scena perchè presentata come strega in quanto donna di scienza e praticante dell’astronomia ed è condannata al rogo.
Henry è giglio di cotanto padre ergo è imbarcato in mare e ha la sfortuna di essere il solo sopravvissuto alla tragica dipartita della ciurma, al completo, del suo vascello, per opera del capitano Salazar, il vero nemico di questa piccola situazione filmica.
Mi è dispiaciuto notare, come dicevo, che in questi due ragazzi mancava totalmente la tensione e lo slancio emotivo delle loro controparti adulte.
Mi dispiace, perchè Carina è risultata una Mary Sue leziosa che si sapeva avrebbe risolto il mistero affidatole perchè “lei è alternativaH!!!11” e quindi si guadagna perfino l’onore di tenere il timone della nave di Barbossa, cosa che ha spinto il personaggio a calci fuori dal buonsenso e dalla minima decenza, perchè a quel punto era ben chiaro dove e come si sarebbe conclusa la vicenda, cioè ogni momento risolto a favore della protagonista e ogni peripezia che si consuma è volta solo a far apparire più uniti i due ragazzini senza nessuna particolare crescita personale.
Il diario di Galileo Galilei, il rubino e Barbossa che ha seppellito il tesoro, con una mappa che lui stesso non saprebbe leggere? Ridicolo assolutamente e per di più insensato, la fallacia logica mi pare piuttosto palese: se lui ha creato il diario/seppellito il tesoro, si vanifica lo scopo della pellicola e della ricerca che ha tenuto in piedi la storia.
Il personaggio maschile esiste in virtù della ragazza Carina, che deve sempre essere salvata ed è brava nei calibri e deve riuscire. Per forza. In tutto. E tutti. Devono. Sacrificarsi per. LEI.
Riuscite a sentire le mie unghie sul muro anche senza microfono, immagino.
Parliamo ora del cattivo, del villain, per usare un moderno inglesismo che ancora non risiede abitualmente nel mio vocabolario: Salazar, nemico dei pirati e primo nemico gabbato da Jack all’inizio della sua carriera piratesca, un individuo freddo,assetato di vendetta e pieno di dolore che torna dai morti e presiede il Triangolo del Diavolo con impassibile efficacia sterminando secondo la maledizione, chiunque vi si avvicini in  nave; costui è veramente un ottimo personaggio, perchè animato semplicemente da uno scopo, è il primo vero crudele cattivo che vuole a tutti i costi risolvere i suoi conti per puro cinismo e disgusto verso una persona, senza concentrarsi su altro o perdere tempo.
L’altro personaggio chiaramente amabile è il buon capitano Sparrow, sia da giovane che da adulto, interpretato da un Depp finalmente rientrato in un ruolo che gli compete, gli piace e funziona straordinariamente bene: non ho mai compreso come saper fare solo “Il matto col cappello” lo squalifichi come attore, quando decine di attori in hollywood si specializzano in una tipologia di ruolo che ovviamente gli riesce bene e si godono i risultato così di un lavoro più accurato, gradevole e gradito.
Un’ultima ovazione per la chiusura di carriera di Barbossa (poi ci presenteranno Margareth, o finirò sempre per pensarla come quella del Trono di Spade) e niente, la sua storia, il suo pungente humor, la sua determinazione, il suo coraggio,la sua audacia e il suo valore sono testimoniati da quattro ottimi film .
Un altro elemento decisamente amabile della pellicola sono le musiche, storiche ormai per chiunque abbia visto almeno un paio di episodi della saga piratesca e che fanno vibrare il cuore di ogni fan, insieme alle battute brillanti e lo sforzo di restare,almeno per la parte dialogica, sullo stile dei primi tre film.
Purtroppo bisogna aggiungere una nota negativa enorme: gli effetti visivi non rendevano più curata la pellicola, non stimolavano l’immaginazione dello spettatore, non aprivano uno scrigno su un mondo perduto come quello in cui addirittura esistono delle tombe degli dei greci, ma sono un banalissimo riempitivo per una ricerca che altrimenti sarebbe durata più o meno quindici minuti in tutto, battaglia finale con Salazar inclusa.
E’ stato invece una gioia per gli occhi riveder Will ed Elizabeth finalmente insieme, che si possono amare dopo anni lunghi di lontananza e separazione,con il figlio ormai ragazzotto pacifico e robusto.
Purtroppo, nonostante il tentativo di fondere lo stile dialogico precedente, la scarna andatura dei personaggi che accennati con poche pennellate restavano impressi, Bardem nel cast… non attacca, perlomeno non con me, non del tutto.
O fallisci, o fai centro , quando ci provi, e qui è stato il tentativo di una pigrizia storica, scena postcredit inclusa, per quanto i miei ormoni di fan abbiano gioito a vedere Keira e Orlando che piccionavano.
Qui non ci hanno nemmeno tentato di nascondere i vuoti, di creare una tensione e qualcosa per cui lottare, uno scopo alto, un ultimo tentativo di dare il meglio dopo il flop innegabile del quarto (di cui han piantato molte cose per aria, anche lì) , ma non la perdono, non stavolta.
Voto cinque. al sei.
Un consiglio, Depp,la prossima volta che passi dalla Disney, riferiscilo da parte mia: “la prossima volta,darling, un filo meno”.

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